Spese stragiudiziali relative alla gestione del sinistro: risarcibili se necessarie
Nell'ambito dell’azione di indennizzo diretto proposta nei confronti dell’assicurazione, le spese sostenute dal danneggiato per la gestione stragiudiziale del sinistro sono disciplinate dall'art. 9 del d.P.R. n. 254/2006, che deve essere interpretato nel senso di ritenere comunque risarcibili come danno emergente le spese legali di difesa sostenute dal danneggiato per ottenere il pagamento di quanto dovutogli con procedura di indennizzo diretto anche ove conclusasi positivamente, cioè con l’accettazione dell’offerta, ma a condizione che si sia trattato di spese necessarie, per non aver il danneggiato ricevuto adeguata assistenza dall'assicuratore, e utili, in quanto la sussistenza di particolari problemi giuridici comportava la necessità dell’ausilio di un legale.
(Tribunale di Taranto, 15 maggio 2018 n. 1353)
Necessità del preavviso di imminente segnalazione
Per garantire la controparte dalla diffusione di informazioni potenzialmente pregiudizievoli, l'intermediario è tenuto a preavvertire ogni debitore - indipendentemente dalla sua natura di consumatore, professionista, imprenditore individuale o collettivo - della segnalazione che sta per essere compiuta a suo carico, rappresentando il preavviso un elemento idoneo a prevenire, attraverso il coinvolgimento del cliente, l'immissione di informazioni erronee nel circuito delle banche dati, e comunque il destinatario dell'avvertimento potrebbe far rilevare la mancanza del presupposto sostanziale (stato di insolvenza) richiesto per l’iscrizione in Centrale dei rischi Bankitalia ovvero regolarizzare la propria posizione debitoria.
Pertanto, la segnalazione 'a sofferenza' operata dalla banca senza alcun preavviso al cliente, è illegittima e deve essere immediatamente cancellata.
(Tribunale di Cassino, ordinanza 3 dicembre 2018)
Danno causato al soggetto terzo trasportato
La causazione del danno derivante da mancato utilizzo delle cinture di sicurezza è imputabile sia al conducente del veicolo che al passeggero che non le indossa, posto che il conducente è responsabile del loro utilizzo anche da parte del passeggero.
(Cassazione Civile, ordinanza 30 gennaio 2019, n. 2531)
Responsabilità penale dell’amministratore di fatto
In tema di reati fallimentari, il soggetto che, ai sensi dell’art. 2639 c.c., assume la qualifica di amministratore di fatto della società fallita risponde al pari dell’amministratore di diritto, al di là delle mere qualifiche formali, anche nel caso di colpevole e consapevole inerzia a fronte di condotte illecite di quest’ultimo. La posizione dell’amministratore di fatto va determinata con riferimento alle disposizioni civilistiche.
(Cassazione Penale, 19 dicembre 2018, n. 57419)
Patto di famiglia e imposta di donazione
Il patto di famiglia di cui agli artt. 768-bis ss. c.c. è assoggettato all'imposta sulle donazioni per quanto concerne sia il trasferimento dell'azienda o della partecipazione dal disponente al discendente (fatto salvo il ricorso delle condizioni di esenzione di cui all'art. 3, comma 4-ter, d.lgs. n. 346/1990), sia la corresponsione di somma compensativa della quota di legittima dall'assegnatario dell'azienda o della partecipazione ai legittimari non assegnatari; - quest'ultima corresponsione è assoggettata ad imposta in base all'aliquota ed alla franchigia relative non al rapporto tra disponente ed assegnatario, e nemmeno a quello tra disponente e legittimario, bensì a quello tra assegnatario e legittimario.
(Cassazione Civile, 19 dicembre 2018, n. 32823)
Responsabilità del proprietario esclusivo della terrazza
Per le infiltrazioni di acqua provenienti dal terrazzo condominiale in uso esclusivo il proprietario può andare esente da responsabilità qualora dimostri che le opere manutentive non sono state realizzate a causa dell'opposizione colpevole del condominio, configurandosi in tale circostanza quell'ipotesi di caso fortuito o forza maggiore - che, appunto, può essere anche costituito dal "fatto del terzo" - prevista dall'art. 2051 Cc ai fini dell'esonero della responsabilità da cose in custodia (nel caso in esame alcuni condomini si erano opposti alle opere di manutenzione del terrazzo intraprese dal proprietario, fino ad ottenere la sospensione del titolo edilizio rilasciato a quest’ultimo dal Comune).
(Cassazione Civile, ordinanza 17 gennaio 2019, n. 1188)
Riconoscimento dell'assegno di divorzio in favore dell'ex coniuge
Deve essere confermata la statuizione del Giudice di merito che ha riconosciuto l’assegno divorzile a favore della moglie che, in costanza di matrimonio, si è presa cura del figlio autistico, ricorrendo sia il presupposto assistenziale (mancanza di attività lavorativa) sia il criterio perequativo, essendo stato valutato l’apporto della moglie al menage familiare.
(Cassazione Civile, 23 gennaio 2019, n. 1882)
Pubblicazione non autorizzate di immagini private
In caso di pubblicazione di fotografie di momenti privati in assenza del consenso del personaggio pubblico ritratto, non può essere negata la sussistenza di un danno di natura patrimoniale posto che l’eventuale rifiuto del soggetto alla pubblicazione di tali immagini non comporta l’abbandono del diritto alla gestione della propria immagine. L’entità del danno può determinarsi nella somma corrispondente al compenso che avrebbe presumibilmente richiesto per concedere il suo consenso alla pubblicazione (determinandosi tale importo in via equitativa, avuto riguardo al vantaggio economico conseguito dall'autore dell’illecita pubblicazione e ad ogni altra circostanza congruente con lo scopo della liquidazione).
(Cassazione Civile, 23 gennaio 2019, n. 1875)
Responsabilità degli amministratori tra danno alla società e danno al singolo socio
Nel caso in cui venga esercitata da un socio di una s.r.l. l’azione sociale di responsabilità prevista dal 2° comma dell’art. 2476 c.c., ove venga raggiunta la prova dell’occultamento di proventi maturati in favore della società, sussiste la responsabilità degli amministratori per grave inadempimento ai propri obblighi.
Se dunque la società può chiedere all'amministratore infedele il risarcimento del danno provocato da detta condotta, non può parlarsi di danno immediato e diretto al socio ai sensi dell’art. 2476, comma 6, c.c., quando esso rappresenti solo il riflesso di quello arrecato al patrimonio sociale.
Ai sensi dell’art. 2476, comma 4, c.c., la società deve rimborsare le spese di giudizio al socio che ha proposto la domanda risarcitoria, fatto salvo il diritto di regresso nei confronti degli amministratori.
(Tribunale di Venezia, 4 luglio 2018)
Occupazione dell’immobile e risarcimento del danno: parametro equitativo sul valore reddituale
La privazione del possesso conseguente all'occupazione di un immobile altrui costituisce un fatto potenzialmente causativo di effetti pregiudizievoli ed idoneo a legittimare la pronunzia di condanna generica al risarcimento del danno, ben potendo il giudice successivamente liquidare in concreto il detto danno per mezzo di una valutazione equitativa ex art. 1226 c.c. che tenga conto, quale parametro di quantificazione, del valore reddituale del bene.
(Cassazione Civile, 4 dicembre 2018, n. 31353)