Caparra confirmatoria eccessiva: quando scatta la nullità

Costituisce causa di nullità della clausola relativa alla caparra confirmatoria, la pattuizione di una caparra di importo pari o superiore all’ammontare della prestazione principale (di regola, il prezzo), poiché così viene snaturata la funzione tipica dell’istituto, che, per definizione, consiste in una frazione della prestazione principale destinata a essere imputata al pagamento, in caso di adempimento; la caparra confirmatoria versata può, al più, qualificarsi come pagamento anticipato integrale del prezzo e, ove eccedente, deve essere restituita.

(Cassazione Civile, 2 aprile 2026, n. 8217)


Nascita indesiderata, omessa diagnosi prenatale e liquidazione del danno

In tema di responsabilità sanitaria per omessa diagnosi di malformazioni fetali, se sussistono i presupposti per l’interruzione della gravidanza e risulta, anche presuntivamente, che la gestante avrebbe scelto di ricorrervi, la condotta del medico non si limita alla violazione dell’obbligo informativo, ma configura un caso di “nascita indesiderata”. Il danno non patrimoniale risarcibile ai genitori comprende, dunque, non solo lo shock per la nascita inattesa di un figlio con disabilità, ma anche le conseguenze negative, rilevanti e durature, sulla vita personale, familiare, relazionale e lavorativa derivanti dalla prosecuzione non voluta della gravidanza.

(Cassazione Civile, ordinanza, 23 marzo 2026, n. 6926)


In caso di rottura del fidanzamento vanno rimborsate le somme versate per arredare la casa

Le attribuzioni patrimoniali volte all’acquisto degli arredi destinati alla futura abitazione coniugale, una volta rotto il fidanzamento, non sono più sorrette da giusta causa, onde la promessa di pagamento, relativamente alla loro restituzione, è legittima e può essere superata solo se il promittente dimostra l’insussistenza dell’obbligazione, senza che abbia alcun rilievo l’esatta qualificazione, contrattuale o non contrattuale, del titolo di credito sottostante.

(Cassazione Civile, ordinanza, 11 marzo 2026, n. 5497)


Impugnazione del bilancio: i vizi non si trasmettono automaticamente

In materia di società di capitali, il principio di continuità dei bilanci – secondo cui il bilancio dell’esercizio successivo si fonda sui dati di chiusura del precedente – non implica un’automatica trasmissione dei vizi giuridici tra esercizi: la continuità è infatti contabile (e giuridica nei suoi effetti), ma non comporta una propagazione implicita dei vizi originari. Ne consegue che il socio che abbia impugnato un bilancio e intenda estendere le censure ai successivi deve allegare specificamente, nelle relative impugnazioni, la persistenza e la trasmissione dei medesimi vizi; solo in presenza di tale allegazione sorge, in capo agli amministratori, l’onere di provarne la sanatoria o l’insussistenza.

(Cassazione Civile, ordinanza, 12 marzo 2026, n. 5587)


Risarcimento per danni da cose in custodia: chi deve provare che la strada è pubblica?

Nelle azioni di risarcimento per danni da cose in custodia, spetta all’attore provare che la strada in cui si è verificato il sinistro sia pubblica e sottoposta alla custodia dell’ente locale. Se il convenuto contesta la natura demaniale della strada, l’attore deve dimostrare la destinazione della stessa all’uso pubblico, avvenuta anche attraverso un atto o un fatto che ne abbia trasferito la proprietà alla Pubblica Amministrazione. Non è quindi sufficiente la sola contiguità con una strada pubblica, in assenza di una verifica sulla concreta funzione svolta dall’area nell’ambito della viabilità.

(Cassazione Civile, ordinanza, 4 marzo 2026, n. 4865)


Concordato preventivo: revoca dell’ammissione anche per condotte successive fuorvianti per i creditori

Nel procedimento di concordato preventivo, la revoca dell'ammissione può essere legittimamente disposta non solo per atti in frode ai creditori antecedenti la presentazione della domanda, ma anche per condotte poste in essere successivamente, che alterino la percezione dei creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento, non modificate e non comunicate correttamente al commissario giudiziale. La revoca è finalizzata a garantire la trasparenza della procedura e la corretta informazione dei creditori.

(Cassazione Civile, ordinanza, 2 marzo 2026, n. 4602)


L’immobile che presenta delle difformità urbanistiche parziali può essere oggetto di una sentenza costitutiva ex art. 2932 Cod. Civ.

Se l’immobile è munito di regolare concessione e di permesso di abitabilità, non annullati né revocati, gli eventuali vizi di regolarità urbanistica non oltrepassanti la soglia della parziale difformità rispetto alla concessione, non precludono l’emanazione della sentenza costitutiva.

(Cassazione Civile, ordinanza, 19 febbraio 2026, n. 3753)


Inadempimento commercialista: risponde delle sanzioni per mancata verifica dei presupposti fiscali, purché sia provato l'effettivo esborso del contribuente

Il commercialista incaricato della predisposizione della dichiarazione dei redditi del cliente, ai sensi dell'art. 1176, comma 2, c.c., è tenuto a verificare la sussistenza dei presupposti di legge per l'inserimento in dichiarazione dei dati forniti, e, in particolare, delle deduzioni e detrazioni fiscali, dovendo accertare, sulla base della documentazione esibita e delle comunicazioni richieste dalla normativa agevolativa, che tutti gli adempimenti formali e sostanziali previsti siano stati effettivamente espletati; ne risponde, a titolo di inadempimento contrattuale, qualora ometta tali verifiche e ciò determini l'irrogazione di sanzioni al contribuente, restando irrilevante che questi gli abbia consegnato un mero prospetto riepilogativo delle spese o che altro professionista abbia curato l'iter 'a monte' per il riconoscimento del beneficio fiscale.

(Cassazione Civile, ordinanza, 13 febbraio 2026, n. 3218)


Spese straordinarie: è irrilevante la mancata concertazione preventiva in presenza di utilità per il figlio

In tema di rimborso delle spese straordinarie per il mantenimento dei figli, la mancanza di concertazione preventiva non esclude il diritto al rimborso per il genitore che ha anticipato tali spese, ma richiede la verifica giudiziale della rispondenza delle spese all'interesse del minore e dell'adeguatezza allo standard socio-economico della vita familiare.

(Cassazione Civile, ordinanza, 10 febbraio 2026, n. 2953)


Installazione di impianto per la videosorveglianza privata: lecito se riprende solo gli accessi e le parti di proprietà dell'installante

Non si configura violazione della riservatezza in ambito condominiale o di comproprietà, né illegittimità del trattamento, quando le telecamere, a installazione fissa, siano limitate alla ripresa degli accessi e delle porzioni di proprietà esclusiva dell’installante, senza interferire con aree riconducibili ad altri comproprietari, e l’impianto risulti conforme ai principi di liceità, proporzionalità e necessità.

(Cassazione Civile, 2 febbraio 2026, n. 2181)