Aliud pro alio: il bene consegnato deve appartenere a un genere diverso rispetto a quello pattuito
In materia di vendita, la consegna di aliud pro alio ricorre esclusivamente quando il bene consegnato sia completamente eterogeneo rispetto a quello pattuito per natura, individualità, consistenza e destinazione, appartenga a un genere diverso e risulti del tutto inidoneo a soddisfare la funzione economico-sociale e l’utilità programmata. In questo caso, l’acquirente può esperire l’azione ordinaria di risoluzione ex art. 1453 c.c. e il risarcimento del danno, senza essere soggetto ai termini di decadenza e prescrizione previsti dall’art. 1495 c.c. Qualora, invece, il bene presenti meri vizi o sia privo delle qualità promesse o essenziali, trovano applicazione i rimedi e i termini di cui agli artt. 1495 e 1497 c.c..
(Cassazione Civile, ordinanza, 24 luglio 2026, n. 24012)
Buca visibile e fondo sconnesso: il comportamento del danneggiato può escludere la responsabilità del custode
In tema di responsabilità da cosa in custodia, la condotta imprudente del danneggiato, che scelga di percorrere una zona marginale della carreggiata caratterizzata da fondo sconnesso e fogliame, in condizioni di luce sufficienti a percepire la presenza di una buca visibile e non occultata, integra caso fortuito (o comunque fatto idoneo a interrompere il nesso causale) ai sensi dell'art. 2051 c.c., escludendo la responsabilità del custode anche quando sia accertata la sua legittimazione passiva.
(Cassazione Civile, ordinanza, 23 luglio 2026, n. 23923)
Nessun “ripensamento” dopo il divorzio congiunto: non impugnabile la sentenza conforme all’accordo delle parti
La sentenza di divorzio pronunciata su domanda congiunta o su conclusioni conformi, che recepisce integralmente l’accordo delle parti nell’ambito di un procedimento privo di natura contenziosa, non è impugnabile dai coniugi per difetto di una parte soccombente titolare dell’interesse a impugnare ai sensi dell’art. 5, comma 5, della L. n. 898/1970. È altresì contrario ai principi di lealtà e correttezza processuale consentire alla parte che abbia integralmente ottenuto quanto richiesto di rimettere in discussione l’accordo mediante successiva impugnazione.
(Cassazione Civile, ordinanza, 22 luglio 2026, n. 23887)
CAI firmato da entrambi: la presunzione di veridicità obbliga l’assicuratore alla prova contraria
In tema di responsabilità civile da circolazione stradale, la sottoscrizione della constatazione amichevole di incidente (CAI) da parte di entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti fa sorgere, anche nei confronti dell’assicurazione, una presunzione iuris tantum, ai sensi dell’art. 143, comma 2, cod. ass., circa la veridicità delle modalità di verificazione del sinistro ivi descritte. Ne consegue che grava sull’assicurazione l’onere di fornire la prova contraria, dimostrando che il sinistro si è verificato con modalità o ha prodotto conseguenze diverse e incompatibili con quelle risultanti dalla dichiarazione congiunta.
(Cassazione Civile, ordinanza, 20 luglio 2026, n. 23543)
Usucapione tra coeredi: l’uso esclusivo dell’immobile ereditato non basta per diventarne proprietari
Nell’usucapione di beni ereditari tra coeredi, il mero uso prolungato dell’immobile e la sua gestione o manutenzione esclusiva non sono sufficienti, di per sé, a dimostrare un possesso uti dominus né l’esclusione del compossesso degli altri coeredi, soprattutto in presenza di stretti rapporti di parentela, dove il protratto godimento del bene può essere ricondotto a una situazione di mera tolleranza ai sensi dell’art. 1144 c.c.
Ne consegue che il coerede che intenda far valere l’usucapione è tenuto a provare un comportamento univoco, durevole e incompatibile con il godimento altrui, idoneo a manifestare in modo inequivocabile la volontà di possedere il bene in via esclusiva. Non sono invece sufficienti i soli atti di gestione, manutenzione o utilizzo del bene, se riconducibili a un uso consentito o tollerato dagli altri familiari.
(Cassazione Civile, ordinanza, 13 luglio 2026, n. 23115)
Lavori sulle parti comuni: i condomini rispondono pro quota verso l’appaltatore
Nelle obbligazioni contratte dall’amministratore di condominio, nell’esercizio dei poteri rappresentativi, la responsabilità dei condomini nei confronti dell’appaltatore ha natura parziaria e non anche solidale: il debito si imputa direttamente ai singoli condomini in proporzione alle rispettive quote millesimali, ai sensi dell’art. 1123 c.c. Conseguentemente, il terzo appaltatore, ottenuta la condanna del condominio, può agire in via esecutiva nei confronti di ciascun condomino esclusivamente per la quota di rispettiva spettanza. La clausola contrattuale che autorizza l’appaltatore a rivolgersi direttamente ai condomini morosi non configura una cessione del credito, ma si limita a recepire una facoltà già riconosciuta dall’ordinamento.
(Cassazione Civile, 3 luglio 2026, n. 22672)
Procreazione medicalmente assistita: il consenso anche implicito del partner impedisce il disconoscimento del figlio
In materia di procreazione medicalmente assistita, anche eterologa e praticata all’estero, il consenso del partner rilevante ai sensi dell'art. 9 della L. n. 40/2004 può essere accertato anche per facta concludentia, desunti dalla partecipazione al progetto genitoriale, dal riconoscimento del figlio e dal costante esercizio della funzione genitoriale. Una volta accertata in fatto la prestazione di tale consenso – anche in forma implicita – con motivazione conforme al “minimo costituzionale”, resta preclusa, per effetto del divieto di disconoscimento previsto dall’art. 9 della L. n. 40/2004, l’impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità ex art. 263 c.c., tanto da parte del padre quanto della madre.
(Cassazione Civile, ordinanza, 26 giugno 2026, n. 21816)
Inagibilità della camera d’albergo: legittima la sospensione del pagamento del cliente
Nel contratto di albergo, l’obbligo primario dell’albergatore consiste nel mettere e mantenere a disposizione del cliente una camera idonea all’uso pattuito. La totale inagibilità della camera, accertata a causa di infiltrazioni d’acqua, integra un inadempimento idoneo a legittimare l’eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. e la conseguente sospensione dell’obbligo di pagamento del corrispettivo da parte del cliente. Tuttavia, in coerenza con il sinallagma contrattuale, il giudice è tenuto ad accertare sia la gravità dell’inadempimento ai fini della risoluzione del contratto ex art. 1453 c.c., sia l’eventuale responsabilità risarcitoria dell’albergatore, non potendo l’eccezione di inadempimento essere utilizzata quale surrogato di una pronuncia sul diritto al risarcimento del danno.
(Cassazione Civile, ordinanza, 15 giugno 2026, n. 20023)
Concorrenza sleale e impianti di telecomunicazione: la priorità di insediamento non attribuisce diritti di esclusiva
In tema di concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 n. 3 Cod. Civ., la realizzazione di un traliccio per telecomunicazioni da parte di un imprenditore munito dei necessari titoli amministrativi non configura, di per sé, un atto contrario ai principi di correttezza professionale, anche qualora l’impianto risulti concretamente idoneo a interferire con le trasmissioni di una struttura preesistente appartenente a un concorrente. In assenza di ulteriori elementi sintomatici di scorrettezza, la mera anteriorità dell’insediamento non attribuisce all’operatore già presente alcun diritto di esclusiva o posizione privilegiata sul sito interessato, né può essere invocata per impedire o limitare l’ingresso di nuovi operatori nel mercato, in linea con i principi di libera iniziativa economica, tutela della concorrenza e apertura del mercato sanciti dagli artt. 101 e 102 TFUE e dall’art. 41 Cost.
(Cassazione Civile, ordinanza, 6 giugno 2026, n. 18268)
Testamento olografo: l’incompleta od omessa indicazione della data è causa di annullabilità
In materia di testamento olografo, l’assenza o l’incompletezza della data costituisce causa di annullabilità dell’atto ai sensi dell’art. 602 comma 2 Cod. Civ., in quanto la data rappresenta un requisito formale essenziale che deve risultare direttamente dal documento testamentario e non può essere ricavato mediante elementi estranei ad esso. L’azione di annullamento può essere proposta indipendentemente dall’esistenza di contestazioni relative alla capacità del testatore, alla successione cronologica tra più testamenti o ad altre questioni che rendano necessario accertare il momento della redazione. Essa è inoltre ammissibile anche quando, nel caso concreto, la mancanza della data non incida sul contenuto dispositivo del testamento né sul regolamento degli interessi da esso risultante.
(Cassazione Civile, ordinanza, 1 giugno 2026, n. 17356)