Muro di contenimento: responsabilità del proprietario e legittimità della rimozione della parte pericolante
Il proprietario del muro di contenimento, in assenza di un valido obbligo reale o propter rem di manutenzione gravante su terzi, è l’unico tenuto alla manutenzione ordinaria e straordinaria del manufatto. Non integra fatto illecito l’intervento del proprietario del fondo sottostante o del condominio che, al fine di eliminare una situazione di pericolo per persone o cose, provveda alla rimozione della parte pericolante del muro, senza che da tale intervento derivino obblighi di ripristino o di risarcimento del danno.
(Cassazione Civile, ordinanza, 2 ottobre 2026, n. 26106)
Macrolesioni e danno ai familiari: la sofferenza morale si presume, anche senza stravolgere la vita familiare
In caso di macrolesioni subite da una persona, è risarcibile il danno non patrimoniale iure proprio patito dai prossimi congiunti, quali figli, genitori e fratelli, anche in presenza di una grave compromissione del rapporto parentale, non essendo necessario il totale sconvolgimento delle abitudini di vita del nucleo familiare. La sofferenza morale soggettiva dei componenti della famiglia nucleare è assistita da presunzione semplice, spettando al danneggiante l’onere di provare l’assenza di un effettivo legame affettivo.
(Cassazione Civile, ordinanza, 26 settembre 2026, n. 25833)
Amministratore di sostegno e polizza vita: necessaria l’autorizzazione del giudice per la designazione dei beneficiari
L’autorizzazione del giudice tutelare a investire il patrimonio dell’amministrato mediante la stipulazione di una polizza vita non comprende, in assenza di una specifica autorizzazione, il potere dell’amministratore di sostegno di designare i beneficiari del contratto. La designazione dei beneficiari, incidendo sulla destinazione delle somme assicurate, costituisce un atto distinto rispetto alla mera attività di investimento; ove compiuta in difetto dei necessari poteri, è annullabile ai sensi dell’art. 412 c.c..
(Cassazione Civile, 17 settembre 2026, n. 25476)
Fotografie dei propri clienti e GDPR: la firma del contratto non basta
In tema di trattamento di dati personali ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), il consenso alla realizzazione, conservazione e utilizzazione di fotografie raffiguranti il corpo dell’interessato, in quanto trattamento di dati personali relativi all’immagine, è valido solo ove sia stato prestato liberamente, per una finalità specifica, in modo informato e inequivocabile e risulti chiaramente distinguibile dalle altre pattuizioni contrattuali, comprensibile e facilmente accessibile. Il consenso non può ritenersi validamente prestato ove la clausola relativa agli scatti fotografici sia inserita tra altre previsioni contrattuali senza essere chiaramente distinta, comprensibile e specificamente riferita a tale trattamento. In applicazione degli artt. 4, 6 e 7 GDPR, il giudice deve verificare in concreto e con particolare rigore la sussistenza dei requisiti di validità del consenso, accertando che esso sia stato prestato liberamente, per una finalità specifica, in modo informato e inequivocabile, nonché in forma chiaramente distinguibile dalle altre pattuizioni contrattuali. Grava sul titolare del trattamento l’onere di dimostrare la sussistenza e la validità del consenso, non potendosi queste desumere dalla mera sottoscrizione del contratto o di clausole in esso inserite.
(Cassazione Civile, ordinanza, 8 settembre 2026, n. 25117)
Le lacune della cartella clinica non possono penalizzare il paziente
In tema di responsabilità sanitaria, l’incompletezza della cartella clinica può essere valorizzata dal giudice, in applicazione del principio di vicinanza della prova, quale elemento presuntivo ai fini dell’accertamento del nesso causale tra la condotta del sanitario e il danno. Quando le omissioni documentali imputabili al professionista abbiano impedito o reso particolarmente difficile la ricostruzione del nesso eziologico, la relativa incertezza non può ricadere sul paziente, ma sul sanitario responsabile della lacuna documentale. Ciò, tuttavia, presuppone che sia stata posta in essere una condotta astrattamente idonea a provocare l’evento dannoso.
(Cassazione Civile, ordinanza, 1 settembre 2026, n. 24912)
Sospeso l’avvocato che omette di pagare lo stipendio alla segretaria
Deve essere confermata la sospensione dall'esercizio della professione forense per l'avvocato responsabile di gravi inadempimenti nei confronti di una propria dipendente di studio quali: il mancato pagamento di 21 mensilità, l'inadempimento di plurimi accordi di dilazione, la violazione di un ordine di pagamento del quinto dello stipendio e l'invio di contabili di bonifico inesistenti. Il fatto che l'avvocato avesse posto in essere una serie di condotte volte all'estinzione del debito non può ritenersi elemento di per sé solo decisivo ai fini della mitigazione della sanzione, in quanto il parziale pagamento successivo non incide sulla materialità né sull'offensività deontologica di una condotta protratta e dolosa.
(Cassazione Civile, Sezioni Unite, 27 agosto 2026, n. 24805)
Aliud pro alio: il bene consegnato deve appartenere a un genere diverso rispetto a quello pattuito
In materia di vendita, la consegna di aliud pro alio ricorre esclusivamente quando il bene consegnato sia completamente eterogeneo rispetto a quello pattuito per natura, individualità, consistenza e destinazione, appartenga a un genere diverso e risulti del tutto inidoneo a soddisfare la funzione economico-sociale e l’utilità programmata. In questo caso, l’acquirente può esperire l’azione ordinaria di risoluzione ex art. 1453 c.c. e il risarcimento del danno, senza essere soggetto ai termini di decadenza e prescrizione previsti dall’art. 1495 c.c. Qualora, invece, il bene presenti meri vizi o sia privo delle qualità promesse o essenziali, trovano applicazione i rimedi e i termini di cui agli artt. 1495 e 1497 c.c..
(Cassazione Civile, ordinanza, 24 luglio 2026, n. 24012)
Buca visibile e fondo sconnesso: il comportamento del danneggiato può escludere la responsabilità del custode
In tema di responsabilità da cosa in custodia, la condotta imprudente del danneggiato, che scelga di percorrere una zona marginale della carreggiata caratterizzata da fondo sconnesso e fogliame, in condizioni di luce sufficienti a percepire la presenza di una buca visibile e non occultata, integra caso fortuito (o comunque fatto idoneo a interrompere il nesso causale) ai sensi dell'art. 2051 c.c., escludendo la responsabilità del custode anche quando sia accertata la sua legittimazione passiva.
(Cassazione Civile, ordinanza, 23 luglio 2026, n. 23923)
Nessun “ripensamento” dopo il divorzio congiunto: non impugnabile la sentenza conforme all’accordo delle parti
La sentenza di divorzio pronunciata su domanda congiunta o su conclusioni conformi, che recepisce integralmente l’accordo delle parti nell’ambito di un procedimento privo di natura contenziosa, non è impugnabile dai coniugi per difetto di una parte soccombente titolare dell’interesse a impugnare ai sensi dell’art. 5, comma 5, della L. n. 898/1970. È altresì contrario ai principi di lealtà e correttezza processuale consentire alla parte che abbia integralmente ottenuto quanto richiesto di rimettere in discussione l’accordo mediante successiva impugnazione.
(Cassazione Civile, ordinanza, 22 luglio 2026, n. 23887)
CAI firmato da entrambi: la presunzione di veridicità obbliga l’assicuratore alla prova contraria
In tema di responsabilità civile da circolazione stradale, la sottoscrizione della constatazione amichevole di incidente (CAI) da parte di entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti fa sorgere, anche nei confronti dell’assicurazione, una presunzione iuris tantum, ai sensi dell’art. 143, comma 2, cod. ass., circa la veridicità delle modalità di verificazione del sinistro ivi descritte. Ne consegue che grava sull’assicurazione l’onere di fornire la prova contraria, dimostrando che il sinistro si è verificato con modalità o ha prodotto conseguenze diverse e incompatibili con quelle risultanti dalla dichiarazione congiunta.
(Cassazione Civile, ordinanza, 20 luglio 2026, n. 23543)