È fedifrago il marito in cerca di incontri amorosi sul web
La condotta del marito, intento alla ricerca di relazioni extraconiugali tramite internet, integra una violazione dell’obbligo di fedeltà ex art. 143 cod. civ., in quanto costituisce una circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all'origine della separazione.
(Cassazione Civile,16 aprile 2018, n. 9384)
Violenze inflitte al coniuge e separazione con addebito
Le reiterate violenze fisiche e morali, inflitte da un coniuge all'altro, costituiscono violazioni talmente gravi dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti la intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all'autore di esse.
Al riguardo, va osservato che il loro accertamento esonera il giudice del merito dal dovere di procedere alla comparazione, ai fini dell'adozione delle relative pronunce, col comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze, trattandosi di atti che, in ragione della loro estrema gravità, sono comparabili solo con comportamenti omogenei.
(Cassazione Civile, 10 dicembre 2018, n. 31901)
Danno da perdita del rapporto parentale
Il fatto illecito costituito dalla uccisione di uno stretto congiunto appartenente al ristretto nucleo familiare (genitore, coniuge, fratello) dà luogo ad un danno non patrimoniale presunto, consistente nella sofferenza morale che solitamente si accompagna alla morte di una persona cara e nella perdita del rapporto parentale e conseguente lesione del diritto all'intangibilità della sfera degli affetti reciproci e della scambievole solidarietà che ordinariamente caratterizza la vita familiare. Siffatta presunzione semplice può tuttavia, come tale, essere superata da elementi di segno contrario, quali la separazione legale o (come nel caso di specie) l'esistenza di una relazione extraconiugale con conseguente nascita di un figlio tre mesi prima della morte del coniuge (relazione extraconiugale che costituisce evidente inadempimento all'obbligo di fedeltà tra coniugi di cui all'art. 143 c.c.). Detti elementi non comportano, di per sé, l'insussistenza del danno non patrimoniale in capo al coniuge superstite, ma impongono a quest'ultimo, in base agli ordinari criteri di ripartizione dell'onere della prova di cui all'art. 2697 c.c. (essendo stata, come detto, superata la presunzione), di provare di avere effettivamente subito, per la persistenza del vincolo affettivo, il domandato danno non patrimoniale.
(Cassazione Civile, 11 dicembre 2018 n. 31950)
Installazione dell’ascensore all'interno del condominio ad opera di un solo condomino
L'installazione di un ascensore e la conseguente modifica delle parti comuni non possono essere impediti per una disposizione del regolamento condominiale che subordini l'esecuzione dell'opera stessa all'autorizzazione del condominio. L'ascensore, infatti, rappresenta un'opera volta a superare le barriere architettoniche e il singolo condomino può assumersi interamente il costo della relativa costruzione poiché siano rispettati i limiti previsti dall'art. 1102 c.c..
(Cassazione Civile, 5 dicembre 2018, n. 31462)
Deducibilità della vettura aziendale
Per la deducibilità integrale delle vetture aziendali non è sufficiente che il bene sia semplicemente strumentale, come nella specie, essendo altresì richiesto che la presenza dell'autoveicolo sia indispensabile ed esclusivamente utilizzato per lo svolgimento dell'attività d'impresa.
(Cassazione Civile, 30 novembre 2018, n. 31031)
I presupposti per la responsabilità civile dell'ufficiale giudiziario
Non è possibile ipotizzare una responsabilità civile dell'ufficiale giudiziario nei confronti della parte per un atto ritardato in assenza dei presupposti richiesti dall'art. 60 c.p.c. (fattispecie relativa al ritardo nella notifica di una dichiarazione di esercizio del diritto di prelazione nell'acquisto ex art. 38 l. n. 392/1978).
(Cassazione Civile, 4 ottobre 2018, n. 24203)
Minore in tenera età e pernotto presso il padre
Nel definire le modalità di affidamento condiviso del figlio minore (di meno di due anni di età) di una coppia non sposata, in assenza di accordo tra le parti circa gli obblighi patrimoniali e le modalità di gestione dell’affido con collocamento prevalente presso la madre, è ammissibile in via immediata il pernotto del minore, ormai svezzato, presso il padre, con forme graduali di attuazione ed estensione del periodo di permanenza in ragione dell’incremento dell’età del bambino.
(Tribunale di Trieste, decreto 5 settembre 2018)
Condotte delittuose dei dipendenti pubblici ed occasione necessaria della funzione
È configurabile la responsabilità civile della pubblica amministrazione anche per le condotte delittuose dei dipendenti pubblici dirette a perseguire finalità esclusivamente personali, purché l’adempimento delle funzioni pubbliche costituisca un’occasione necessaria che l’autore del reato sfrutta per il compimento degli atti penalmente illeciti.
(Cassazione Civile, ordinanza 5 novembre 2018, n. 28079)
Annullabilità del contratto di assicurazione per le dichiarazioni inesatte del contraente
Il contratto di assicurazione è annullabile per reticenza o dichiarazioni inesatte ex art. 1892 c.c. quando l'assicurato abbia con coscienza e volontà omesso di riferire all'assicuratore, nonostante gli sia stata rivolta apposita domanda, circostanze suscettibili di esercitare una effettiva influenza sul rischio assicurato, non essendo necessaria anche la consapevolezza di essere affetto dalla specifica malattia che abbia poi dato luogo al sinistro.
(Cassazione Civile, 29 maggio 2018, n. 13399)
Risarcimento del danno morale temporaneo subito dalla vittima
In caso di caduta di un elicottero comportante la morte di uno dei membri dell’equipaggio, deve essere riconosciuto il diritto al risarcimento del danno morale temporaneo subito dalla vittima; in circostanze come quelle del caso di specie, ovvero quando, a causa del violento impatto dell’elicottero al suolo, la compromissione dell’integrità fisica sia stata così rapida e di breve durata da non potersi configurare un danno biologico temporaneo, deve tuttavia considerarsi come la consapevolezza della vittima dell’escalation del pericolo e dell’inevitabilità della morte abbiano comportato una sofferenza che, anche se di durata contenuta, è caratterizzata dalla massima intensità, concretizzatasi nella lucida percezione dell’approssimarsi dell’evento mortale: tale sofferenza comporta il riconoscimento di un danno morale terminale, c.d. danno catastrofale o da lucida agonia, subito dalla vittima.
(Corte d’Appello di Firenze, 17 novembre 2017 n. 2581)