Nuova convivenza dell’ex coniuge
Allo stato attuale, l’instaurazione della nuova convivenza non comporta la perdita automatica ed integrale del diritto all’assegno. La scelta di intraprendere un nuovo percorso di vita insieme ad un’altra persona non è però irrilevante: l’ex coniuge, in virtù del suo nuovo progetto di vita e del principio di autoresponsabilità, non può continuare a pretendere la corresponsione della componente assistenziale dell’assegno. Tuttavia, non perde il diritto alla liquidazione della componente compensativa dell’assegno, che verrà quantificata tenendo anche in conto la durata del matrimonio, purché provi il suo apporto alla realizzazione del patrimonio familiare, o del patrimonio personale dell’ex coniuge, nonché le eventuali rinunce concordate ad occasioni lavorative e di crescita professionale in costanza di matrimonio.
(Cassazione Civile, Sezioni Unite, 5 novembre 2021, n. 32198)
Indipendenza economica ed assegno divorzile
Se moglie e marito sono stati indipendenti, da un punto di vista economico, anche a matrimonio in corso, allora non è ipotizzabile il riconoscimento dell'assegno divorzile a corredo della chiusura definitiva del legame coniugale.
(Cassazione Civile, ordinanza, 4 agosto, n. 22241)
Costituzione di una nuova famiglia di fatto e assegno di divorzio
L'instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell'assegno divorzile a carico dell'altro coniuge.
(Cassazione Civile, ordinanza 10 maggio 2021, n. 12335)
La sentenza ecclesiastica non impedisce la prosecuzione del giudizio di divorzio per la determinazione delle disposizioni economiche
Il riconoscimento dell’efficacia della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio religioso, intervenuto dopo il passato in giudicato della pronuncia di cessazione degli effetti civili del medesimo matrimonio, non impedisce la prosecuzione del giudizio di divorzio ai fini della decisione in ordine alla domanda di determinazione dell’assegno divorzile.
(Cassazione Civile, Sezioni Unite, 31 marzo 2021, n. 9004)
Alimenti al coniuge in condizioni di indigenza
Dopo molti anni dall’allontanamento dalla casa coniugale non è plausibile che l’ex coniuge richieda l’assegno divorzile, ma deve rivolgersi alla disciplina dettata in tema di alimenti ex art. 433 c.c., tenuto conto anche dell’obbligo di prestare gli alimenti previsto dalla legge cui sono tenuti pure i figli maggiorenni.
(Cassazione Civile, ordinanza, 26 marzo 2021, n. 8628)
La nuova convivenza dell’ex moglie incide sull’assegno divorzile
La solidarietà economica tra i conviventi presume che le disponibilità economiche di ciascuno dei conviventi more uxorio siano messe in comune nell’interesse del nuovo nucleo familiare, restando tuttavia salva la facoltà dell’ex coniuge richiedente l’assegno divorzile di provare che la convivenza di fatto non influisca in melius sulle proprie condizioni economiche e che i propri redditi rimangano inadeguati.
(Cassazione Civile, 4 marzo 2021, n. 6051)
Decisione unilaterale di un genitore in punto ad una spesa straordinaria rilevante per il figlio
Qualora un genitore decida autonomamente, dunque senza aver interpellato l’altro genitore, di iscrivere il figlio in una scuola privata, non può pretendere, in automatico, il rimborso dei costi relativi a detta iscrizione da parte dell’altro.
(Cassazione Civile, ordinanza 13 gennaio 2021, n. 447)
Inadempimento dell’ex coniuge obbligato all'assegno
L’ex coniuge ha diritto di iscrivere ipoteca giudiziale sui beni immobili dell’obbligato e la legittimità di tale garanzia non risulta vincolata alla sussistenza di ulteriori presupposti, se non quello di emissione della sentenza che ha riconosciuto, in suo favore, un assegno divorzile al quale deve attribuirsi una funzione assistenziale e, in pari misura, compensativa e perequativa
(Corte d’Appello di Milano, 18 maggio 2020, n. 1154)
Figlio studente universitario e lavoratore part time
Sebbene il figlio prosegua la sua formazione professionale attraverso gli studi universitari, il fatto che egli al contempo svolga attività lavorativa part time rileva ai fini della cessazione dell’obbligo di ottenere il contributo al mantenimento da parte del padre, ciò anche in considerazione dell’età – quasi 30 anni – del ragazzo.
(Cassazione Civile, 11 giugno 2020, n. 11186)
Spostamenti dei genitori e disposizioni sul Covid-19
Le previsioni di cui all'art. 1, comma 1, Lettera a), del DPCM. 8 marzo 2020 n. 11 non sono preclusive dell'attuazione delle disposizioni di affido e collocamento dei minori, laddove consentono gli spostamenti finalizzati a rientri presso la "residenza o il domicilio", sicché alcuna "chiusura" di ambiti regionali può giustificare violazioni, in questo senso, di provvedimenti di separazione o divorzio vigenti. Si precisa poi che anche le FAQ diramate dalla Presidenza del CDM in data 10.3.2020 indicano al punto 13 che gli spostamenti per raggiungere i figli minori presso l'altro genitore o presso l'affidatario sono sempre consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione e divorzio.
(Tribunale di Milano, 11 marzo 2020)