Responsabilità degli amministratori tra danno alla società e danno al singolo socio

Nel caso in cui venga esercitata da un socio di una s.r.l. l’azione sociale di responsabilità prevista dal 2° comma dell’art. 2476 c.c., ove venga raggiunta la prova dell’occultamento di proventi maturati in favore della società, sussiste la responsabilità degli amministratori per grave inadempimento ai propri obblighi.
Se dunque la società può chiedere all'amministratore infedele il risarcimento del danno provocato da detta condotta, non può parlarsi di danno immediato e diretto al socio ai sensi dell’art. 2476, comma 6, c.c., quando esso rappresenti solo il riflesso di quello arrecato al patrimonio sociale.
Ai sensi dell’art. 2476, comma 4, c.c., la società deve rimborsare le spese di giudizio al socio che ha proposto la domanda risarcitoria, fatto salvo il diritto di regresso nei confronti degli amministratori.

(Tribunale di Venezia, 4 luglio 2018)


Eterodirezione o super-società di fatto

L’accertamento dell’esistenza della c.d. super società di fatto deve essere rigoroso ed avere ad oggetto il perseguimento, da parte delle singole società che la dovrebbero comporre, del comune interesse sociale, ipotesi, questa, che non ricorre dunque laddove le singole società abbiano operato in tempi diversi e non contemporaneamente, così che si possa piuttosto parlare di eterodirezione o di scorretta e abusiva gestione nell'ambito di un gruppo societario riconducibile ad un unico soggetto.

(Tribunale di Prato, 1 agosto 2018)


L’azione del socio per danno da perdita della quota

Ove il socio agisca in giudizio per ottenere il risarcimento di danni, come la perdita di valore della sua quota di partecipazione sociale, quale riflesso patrimoniale ascrivibile al comportamento colposo dell’amministratore, indipendentemente dalla fondatezza della richiesta, non può formularsi domanda ai sensi dell’art. 2476, comma 6, c.c., poiché tale rimedio è esperibile solo ove sia stata dedotta l’esistenza di un danno direttamente subito e non anche di un danno patrimoniale indiretto.

(Tribunale di Roma, sezione impresa, 22 ottobre 2018, n. 20164)


Onere di attivazione dell’indirizzo pubblico informatico

Ogni imprenditore iscritto al registro delle imprese è tenuto a dotarsi di indirizzo PEC e ha l’obbligo di attivarlo, tenerlo operativo e rinnovarlo nel tempo dal momento di iscrizione al registro stesso e fino ai 12 mesi successivi all'eventuale cancellazione.

(Cassazione Civile, ordinanza, 26 novembre 2018, n. 30532)


Deducibilità della vettura aziendale

Per la deducibilità integrale delle vetture aziendali non è sufficiente che il bene sia semplicemente strumentale, come nella specie, essendo altresì richiesto che la presenza dell'autoveicolo sia indispensabile ed esclusivamente utilizzato per lo svolgimento dell'attività d'impresa.

(Cassazione Civile, 30 novembre 2018, n. 31031)


Amministratore privo di deleghe e bancarotta fraudolenta

In tema di responsabilità degli amministratori, perché si configuri il concorso nella bancarotta fraudolenta per omesso impedimento dell’amministratore privo di deleghe, è necessaria la prova della sua concreta conoscenza del fatto pregiudizievole per la società o, quanto meno, di "segnali di allarme" inequivocabili, dai quali è desumibile l'accettazione del rischio del verificarsi dell'evento illecito, nonché della volontaria omissione di attivarsi per scongiurarlo.

(Cassazione Penale, SSUU, 7 settembre 2018, n. 40152)


Responsabile il liquidatore che non agisce per la riscossione dei crediti

I soci di una s.a.s. possono agire nei confronti del liquidatore per il risarcimento del danno subito a seguito dell’inerzia nel recupero dei crediti sociali, incombendo sul liquidatore l’onere di dimostrare di aver adempiuto ai doveri inerenti la gestione liquidatoria della società.

(Tribunale di Genova, 30 maggio 2018, n. 1542)


Il finanziamento dei soci e la postergazione del rimborso

Il principio di postergazione del rimborso del finanziamento dei soci dell'art. 2467 Cod. Civ. per le società a responsabilità limitata è dettato al fine di contrastare i fenomeni di sottocapitalizzazione nominale in società cosiddette "chiuse", determinati dalla convenienza dei soci a ridurre l'esposizione al rischio d'impresa, ponendo i capitali a disposizione dell'ente collettivo nella forma del finanziamento anziché in quella del conferimento.
Qualora tali finanziamenti, in qualsiasi forma effettuati, siano stati concessi in un momento in cui risulti un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento, essi possono essere rimborsati solo una volta che siano stati integralmente soddisfatti tutti i creditori sociali, dovendo peraltro essere immediatamente restituiti se effettuati nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento.

(Tribunale di Reggio Emilia, 8 febbraio 2018, n. 204)


L’assenza di giusta causa e il risarcimento del danno

La misura del risarcimento del danno subito dall'amministratore unico di s.r.l. a seguito di revoca dalla carica in assenza di giusta causa è parametrata, in applicazione dell’art. 1223 c.c., all'ammontare dei compensi non percepiti in dipendenza dell’ingiustificata revoca.

(Cassazione Civile, ordinanza 28 agosto 2018, n. 21233)


Debiti della società e debiti dei soci

I debiti assunti da una società di persone non possono essere considerati debiti personali dei suoi soci illimitatamente responsabili, essendo riconducibili esclusivamente alla società, nei confronti dei quali i soci illimitatamente responsabili assumono piuttosto la posizione e il trattamento di garanti "ex lege", come è dimostrato dalla possibilità che i soci prestino fideiussione per le obbligazioni della società ai sensi dell'art. 1936 c.c..

(Cassazione Civile, ordinanza 16 marzo 2018, n. 6650)