Diritti di brevetto, tra titolare e inventore
L’inventore è litisconsorte necessario nel procedimento di nullità del brevetto solo nel caso sia diventato titolare originario del “diritto sul brevetto” acquisendo così i diritti patrimoniali conseguenti alla brevettazione, anche se per un arco temporale limitato per averli poi ceduti a terzi. Non lo è invece nel caso in cui, non avendo proceduto alla brevettazione, abbia ceduto “il diritto al brevetto”.
(Cassazione Civile, ordinanza 28 febbraio 2019 n. 5963)
Le trattative non rappresentano riconoscimento del diritto altrui
Le trattative per comporre bonariamente la vertenza, le proposte, le concessioni e le rinunce fatte dalle parti a scopo transattivo - non avendo come proprio presupposto l'ammissione totale o parziale della pretesa avversaria - in alcun modo rappresentano riconoscimento del diritto altrui ai sensi dell’art. 2944 c.c. nel caso in cui non raggiungano l'effetto desiderato.
(Cassazione Civile, 27 febbraio 2019, n. 5721)
Fido e l’affido: arriva l’affidamento alternato dell’animale domestico
In caso di separazione dei coniugi, proprietari di un animale familiare, il Tribunale, in mancanza di un accordo tra le parti, a prescindere dal regime di separazione o di comunione dei beni e a quanto risultante dai documenti anagrafici dell'animale, sentiti i coniugi, i conviventi, la prole e, se del caso, esperti di comportamento animale, attribuisce l'affido esclusivo o condiviso dall'animale alla parte in grado di garantirne il maggior benessere.
(Tribunale di Sciacca, decreto 19 febbraio 2019)
Illecito deontologico permanente e prescrizione della violazione
L'avvocato che si appropria dell'importo dell'assegno emesso a favore del cliente, omettendo persino di informarlo dell'esito del processo, realizza una condotta che viola la norma deontologica continuamente e che si protrae fino alla messa a disposizione del cliente delle somme dovute.
(Cassazione Civile, 21 febbraio 2019, n. 5200)
Clausola risolutiva espressa e buona fede
In tema di risoluzione del contratto per inadempimento il giudice deve valutare il comportamento dei contraenti secondo il principio generale della buona fede, anche in presenza di una clausola risolutiva espressa.
(Cassazione Civile, 22 febbraio 2019, n. 5401)
Troppi 20 giorni per la trascrizione degli atti da parte del notaio
Incorre in responsabilità disciplinare il notaio in caso di non sollecita trascrizione degli atti che vi sono soggetti, da lui ricevuti o autenticati (nella fattispecie il notaio impiegava tra i venti ed i trenta giorni dalla stipula).
(Cassazione Civile, 12 novembre 2018, n. 28905)
Estinzione del diritto di proprietà su beni immobili per abbandono da parte del proprietario
Il diritto di proprietà sui beni immobili si estingue per effetto dell'abbandono mero da parte del proprietario.
(Cote d’Appello di Genova, decreto 27 novembre 2018)
Cancellazione della cancellazione se il bilancio finale è falso
Deve disporsi la cancellazione della cancellazione di società di capitali dal registro delle imprese quando il bilancio finale non è riconducibile allo schema legale tipico di tale documento contabile (nella specie, per mancata indicazione di crediti ancora da riscuotere, in contrasto con dati ricavabili dallo stesso registro delle imprese).
(Tribunale di Milano, decreto 28 novembre 2018)
Valido il contratto preliminare condizionato alla concessione del mutuo
Ove le parti subordinino gli effetti di un contratto preliminare di compravendita immobiliare alla condizione che il promissario acquirente ottenga da un istituto bancario un mutuo per potere pagare in tutto o in parte il prezzo stabilito, tale condizione è qualificabile come "mista", dipendendo la concessione del mutuo anche dal comportamento del promissario acquirente nell'approntare la pratica. La mancata erogazione del prestito, però, comporta le conseguenze previste in contratto, senza che rilevi, ai sensi dell'art. 1359 c.c., un eventuale comportamento omissivo del promissario acquirente, sia perché questa disposizione è inapplicabile qualora la parte tenuta condizionatamente ad una data prestazione abbia interesse all'avveramento della condizione (cd. condizione bilaterale), sia perché l'omissione di un'attività in tanto può ritenersi contraria a buona fede e costituire fonte di responsabilità, in quanto essa costituisca oggetto di un obbligo giuridico, e la sussistenza di un siffatto obbligo deve escludersi per l'attività di attuazione dell'elemento potestativo in una condizione mista.
(Cassazione Civile, 11 settembre 2018, n. 22046)
Custodia di un bene destinato all'attività di culto
La responsabilità da omessa custodia di un bene destinato all'attività di culto, anche se per consuetudini asservito ad un uso pubblico, grava sul proprietario del bene e non sull'ente territoriale sui cui insiste il bene a meno che non sia dimostrata una detenzione o un potere di fatto dell’ente territoriale sulla cosa.
(Cassazione Civile, ordinanza 28 febbraio 2019, n. 5841)