Assegno divorzile e inerzia colpevole del coniuge
A prescindere dal divario reddituale e patrimoniale fra i coniugi, non vi può essere spazio per l’attribuzione dell’assegno divorzile quando non si ravvisa un apprezzabile sacrificio di un coniuge, durante la vita coniugale, che abbia contribuito alla formazione e all'aumento del patrimonio dell’altro e quando l’età e il titolo di studio della parte consente un reinserimento nel mondo del lavoro e si ravvisa una inerzia colpevole nel reperire una occupazione.
(Tribunale di Treviso, 8 gennaio 2019)
Sì all’assegno periodico anche se a finire è l’unione civile
In tema di unioni tra persone dello stesso sesso, per l'assegno previsto in caso di scioglimento dell'unione civile, trovano applicazione i medesimi principi fissati in tema di assegno divorzile per le coppie eterosessuali. Nella specie, il Tribunale ha riconosciuto un assegno periodico alla parte economicamente più debole, prendendo all'uopo in considerazione lo squilibrio tra le condizioni economiche delle due parti, dovuto anche a scelte di vita fatte dalla parte economicamente più debole, che ha cambiato città per vivere con la compagna, lasciando il lavoro ed optando per un'altra occupazione meno retribuita. Il Tribunale ha considerato, altresì, il periodo successivo all'unione civile, nonché il periodo di convivenza precedente all'unione medesima.
(Tribunale di Pordenone, ordinanza, 13 marzo 2019)
Braci sotto la sabbia, ustioni per un ragazzino: il Comune è responsabile
Va riconosciuta la responsabilità del Comune, gestore della spiaggia, per i danni occorsi ad un ragazzo ustionatosi a causa dei resti di un falò presenti sull'arenile e non correttamente rimossi, atteso che le braci costituiscono rifiuto solido il cui smaltimento rientra negli obblighi del Comune (la presenza delle braci era frutto del mancato rispetto della regola cautelare di pulire l’arenile, e perciò non può considerarsi fatto imprevedibile ed inevitabile poiché si sarebbe evitato il danno, pulendo adeguatamente).
(Cassazione Civile, 15 marzo 2019, n. 7362)
Responsabilità da cose in custodia e caso fortuito
La prova della presenza di una macchia d’olio sull'asfalto, di recente formazione, non è prevedibile e quindi non risulta evitabile da parte del Comune, in virtù della circostanza di essersi formata poco prima del sinistro. In quanto prova di un fatto esterno al rapporto tra il custode e la cosa, e come tale in grado di costituire di per sé causa del danno, grava sullo stesso Comune - custode, il quale ha l’onere di allegare elementi, anche se semplicemente fonti di presunzioni, tali da consentire di affermare l’incidenza del caso fortuito nella causazione del sinistro.
(Cassazione Civile, 15 marzo 2019, n. 7361)
Violazione del dovere di fedeltà coniugale
La violazione del dovere di fedeltà, sebbene possa indubbiamente essere causa di un dispiacere per l'altro coniuge, e possa provocare la disgregazione del nucleo familiare, non automaticamente è risarcibile, ma in quanto l'afflizione superi la soglia della tollerabilità e si traduca, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento che provoca nell'altro coniuge, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto, primi tra tutti il diritto alla salute o alla dignità personale e all'onore.
(Cassazione Civile, 7 marzo 2019, n. 6598)
Distanze nelle costruzioni: riduzione in pristino (demolizione e risarcimento del danno)
La violazione delle norme contenute nel piano regolatore che impongono un’altezza massima dei fabbricati o che vietano le sopraelevazioni hanno un impatto urbanistico. Sotto il profilo edilizio ed urbanistico, l'eventuale violazione delle altezze può essere sanzionata con la demolizione. Sotto il profilo civilistico, invece, la violazione delle distanze può comportare solo un'azione diretta ad ottenere il risarcimento del danno (ex art. 872 c.c.).
(Cassazione Civile, 14 marzo 2019, n. 7333)
Desistenza del creditore istante dopo la sentenza di fallimento
La desistenza dell’unico creditore istante successiva alla dichiarazione di fallimento non comporta la revoca del fallimento stesso, poiché tale dichiarazione, una volta pronunciata, produce effetti erga omnes, la cui persistenza non può essere rimessa alla mera volontà del creditore istante.
(Cassazione Civile, 11 marzo 2019, n.6978)
Legittima la revoca dell’accordo con cui la madre aveva originariamente ceduto alla figlia tutti i propri beni
Legittima la revoca dell’accordo con cui un’anziana donna aveva ceduto la nuda proprietà alla figlia, chiedendo in cambio di avere da lei assistenza morale e materiale siccome quell’intesa è rimasta solo sulla carta, poiché le due donne hanno continuato a vivere a distanza di centinaia di chilometri.
(Cassazione Civile, ordinanza 8 marzo 2019, n. 6759)
Diritti di brevetto, tra titolare e inventore
L’inventore è litisconsorte necessario nel procedimento di nullità del brevetto solo nel caso sia diventato titolare originario del “diritto sul brevetto” acquisendo così i diritti patrimoniali conseguenti alla brevettazione, anche se per un arco temporale limitato per averli poi ceduti a terzi. Non lo è invece nel caso in cui, non avendo proceduto alla brevettazione, abbia ceduto “il diritto al brevetto”.
(Cassazione Civile, ordinanza 28 febbraio 2019 n. 5963)
Le trattative non rappresentano riconoscimento del diritto altrui
Le trattative per comporre bonariamente la vertenza, le proposte, le concessioni e le rinunce fatte dalle parti a scopo transattivo - non avendo come proprio presupposto l'ammissione totale o parziale della pretesa avversaria - in alcun modo rappresentano riconoscimento del diritto altrui ai sensi dell’art. 2944 c.c. nel caso in cui non raggiungano l'effetto desiderato.
(Cassazione Civile, 27 febbraio 2019, n. 5721)