Certificato di agibilità, e rifiuto alla stipula

Il rifiuto del promissario acquirente di stipulare il contratto di compravendita definitivo di un immobile privo dei certificati di agibilità, abitabilità e di conformità alla concessione edilizia, anche se il mancato rilascio dipende dall'inerzia del Comune, è giustificato in quanto l'acquirente ha interesse ad ottenere la proprietà dell'immobile idoneo ad assolvere alla funzione economico-sociale e a soddisfare bisogni che inducono all'acquisto, per cui tali certificati risultano essenziali.

(Cassazione Civile, 14 gennaio 2019, n. 622)


Ipoteca dei beni del fondo ed onere della prova

L'iscrizione ipotecaria è ammissibile anche sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale, e comunque grava sul debitore che intenda avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale l'onere di provare l'estraneità del debito alle esigenze familiari e la consapevolezza del creditore.

(Cassazione Civile, 9 novembre 2016, n. 22761)


Mantenimento e reddito netto

La determinazione del quantum dell’assegno di mantenimento deve operare sul reddito netto del coniuge obbligato al versamento poiché la famiglia, in costanza di matrimonio, fa affidamento su di esso.

(Cassazione Civile, ordinanza 14 gennaio 2019, n. 651)


Prescrizione dell’azione di simulazione

L’azione di simulazione relativa, quando è volta a fare emergere il reale mutamento della realtà voluto dalle parti con la stipulazione del negozio simulato, si prescrive nell'ordinario termine decennale. Diversamente, quando è finalizzata ad accertare la nullità tanto del negozio simulato, quanto di quello dissimulato, per la mancanza dei requisiti di sostanza e di forma, tale azione non è soggetta a prescrizione.

(Cassazione Civile, ordinanza 7 gennaio 2019, n. 125)


L’occupazione abusiva della cosa comune ed il risarcimento del danno

In materia di comunione, laddove sia provata l’utilizzazione da parte di uno dei comunisti della cosa comune in via esclusiva in modo da impedirne l’uso, anche potenziale, agli altri comproprietari, il danno deve ritenersi "in re ipsa". Tuttavia, una volta escluso, in fatto, che l’occupazione, ancorché abusiva e protratta nel tempo, abbia effettivamente impedito agli altri condomini l’uso della area comune, deve, per l’effetto, necessariamente escludersi la sussistenza di un danno risarcibile.

(Cassazione Civile, ordinanza 10 gennaio 2019, n. 468)


Nuova convivenza e decadenza dall'assegno divorzile

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell'assegno divorzile a carico dell'altro coniuge, sicché il relativo diritto resta definitivamente escluso.

(Cassazione Civile, ordinanza 10 gennaio 2019, n. 406)


Pagamento del credito in pendenza di concordato, tra data di assegnazione e data di versamento

L’ordinanza di assegnazione del credito definisce il processo esecutivo presso terzi e pertanto il pagamento ad opera del terzo in esecuzione dell’ordinanza stessa è estraneo alla procedura esecutiva.
Per l’effetto è legittimo il pagamento eseguito dai terzi pignorati in favore della creditrice procedente in un procedimento esecutivo presso terzi in pendenza della procedura di concordato preventivo della debitrice esecutata, in forza di un’ordinanza di assegnazione emessa anteriormente all'avvio della procedura concorsuale.

(Tribunale di Milano, 1 ottobre 2018, n. 9609)


Foro del consumatore per il fideiussore estraneo all'attività d’impresa

Per individuare il requisito soggettivo della qualità di consumatore nel fideiussore è inconferente il solo richiamo alla posizione del debito garantito; in mancanza di elementi di fatto idonei a verificare se vi siano collegamenti funzionali tra garanzia prestata e debito se il fideiussore non ha sottoscritto l’atto di coobbligazione nella veste di professionista e risulti estraneo all'attività imprenditoriale esercitata dal debitore principale, si deve ritenere che egli rivesta la qualità di consumatore.

(Tribunale di Milano, 29 novembre 2018)


L’azione del socio per danno da perdita della quota

Ove il socio agisca in giudizio per ottenere il risarcimento di danni, come la perdita di valore della sua quota di partecipazione sociale, quale riflesso patrimoniale ascrivibile al comportamento colposo dell’amministratore, indipendentemente dalla fondatezza della richiesta, non può formularsi domanda ai sensi dell’art. 2476, comma 6, c.c., poiché tale rimedio è esperibile solo ove sia stata dedotta l’esistenza di un danno direttamente subito e non anche di un danno patrimoniale indiretto.

(Tribunale di Roma, sezione impresa, 22 ottobre 2018, n. 20164)


Stima della quota della casa coniugale e valore dell’assegnazione

Se la comunione sulla casa coniugale viene sciolta mediante attribuzione della quota al coniuge già assegnatario, dalla stima dell’immobile ai fini di determinare il valore di mercato del bene, non va detratto il valore dell’assegnazione.

(Cassazione Civile, ordinanza, 20 dicembre 2018, n. 33069)