Conoscenza legale del fallimento e decorrenza del termine per la riassunzione del giudizio

Anche se la dichiarazione di fallimento determina l'automatica interruzione del processo, il termine trimestrale per la riassunzione decorre dal momento dell’effettiva conoscenza dell’evento interruttivo, indipendentemente dal momento in cui è stata dichiarata l’interruzione dall'autorità giudiziaria. La conoscenza “legale” del fatto interruttivo può cominciare a decorrere in presenza di una dichiarazione, notificazione o certificazione rappresentativa dell'evento medesimo, assistita da fede privilegiata.

(Cassazione Civile, ordinanza 18 aprile 2018, n. 9578)


L’estensione del fallimento alla società di fatto insolvente

In caso di fallimento di un soggetto del quale si ipotizzi la partecipazione come socio di una società di fatto, al fine di estendere gli effetti del fallimento ex art. 147 L.F. alla società nonché agli altri soci occulti, oltre agli elementi per accertare l’esistenza di tale società (affectio societatis, pagamenti privi di causa) è necessario accertarne lo stato di insolvenza autonomo oppure che il tra socio fallito e la società di fatto vi sia identità di impresa tale da rendere inutile un autonomo accertamento dell’insolvenza.

(Tribunale di Catania, decreto 1 marzo 2018)


L’assenza di giusta causa e il risarcimento del danno

La misura del risarcimento del danno subito dall'amministratore unico di s.r.l. a seguito di revoca dalla carica in assenza di giusta causa è parametrata, in applicazione dell’art. 1223 c.c., all'ammontare dei compensi non percepiti in dipendenza dell’ingiustificata revoca.

(Cassazione Civile, ordinanza 28 agosto 2018, n. 21233)


Salute, dolore, qualità della vita sono beni diversi e come tali esigono un risarcimento distinto

Il danno biologico (cioè la lesione della salute), quello morale (cioè la sofferenza interiore) e quello dinamicorelazionale (altrimenti definibile “esistenziale”, e consistente nel peggioramento delle condizioni di vita quotidiana nei suoi vari aspetti inclusi quelli che attengono alla sfera sessuale) costituiscono pregiudizi non patrimoniali ontologicamente diversi e tutti risarcibili. Il giudice di merito, in relazione ad una visione complessiva della persona e sulla base di prove anche presuntive, deve determinare il ristoro del pregiudizio subito senza incorrere in vuoti risarcitori riferibili anche al mancato riconoscimento delle ripercussioni sulla vita privata contrastanti con l’art. 32 Cost. e con i principi affermati dagli artt. 3 e 7 della Carta di Nizza recepita dal Trattato di Lisbona e dell’art. 8 della Cedu.

(Cassazione Civile, 31 maggio 2018, n. 13770)


È vessatoria la clausola che disincentiva il ricorso al carrozziere di fiducia

È vessatoria la clausola contenuta nella polizza r.c. auto, non specificamente approvata e sottoscritta dall'assicurato, che in caso di riparazione del veicolo penalizza, con l’applicazione di un maggior scoperto contrattuale, la scelta di rivolgersi a un carrozziere di fiducia anziché alle officine convenzionate.

(Tribunale di Torino, 22 marzo 2017, n. 1530)


Debiti della società e debiti dei soci

I debiti assunti da una società di persone non possono essere considerati debiti personali dei suoi soci illimitatamente responsabili, essendo riconducibili esclusivamente alla società, nei confronti dei quali i soci illimitatamente responsabili assumono piuttosto la posizione e il trattamento di garanti "ex lege", come è dimostrato dalla possibilità che i soci prestino fideiussione per le obbligazioni della società ai sensi dell'art. 1936 c.c..

(Cassazione Civile, ordinanza 16 marzo 2018, n. 6650)


Investimento volontario del pedone: il risarcimento assicurativo è comunque dovuto

In tema di assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore, la copertura assicurativa si estende anche al danno provocato dal conducente con dolo. Pertanto, il danneggiato ha diritto di ottenere un risarcimento dell'assicuratore non trovando applicazione la norma di cui all'art. 1917 c.c.

(Cassazione Civile, 20 agosto 2018, n. 20786)


Posa di cavi telefonici senza l’assenso del proprietario: obbligo di rimozione

La posa di cavi da parte della compagnia elettrica senza autorizzazione è lesiva dei diritti del proprietario dell'immobile e cagiona il diritto alla rimozione e al risarcimento per l'illegittima occupazione.

(Tribunale di Napoli, 9 gennaio 2018, n. 197)


Test di paternità negativo: al figlio spetta ugualmente il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale

Il danno da perdita del rapporto parentale spetta quando vi sia la rottura di tale rapporto anche con un soggetto non consanguineo, ma che rappresenti per il danneggiato la identica figura del padre; la lesione del rapporto parentale può essere determinata anche da un evento diverso dalla morte (nella specie, un minore, a seguito di un testo del DNA errato, aveva considerato come padre un uomo con cui non aveva alcun legame di sangue; la Corte ha ritenuto che la rottura di questo legame fosse tale da generare un danno da perdita del rapporto parentale per il minore).

(Cassazione Civile, 21 agosto 2018, n. 20835)


Oneri probatori nel risarcimento

La domanda risarcitoria deve essere rigettata qualora il proponente si sia limitato a richiedere il risarcimento di “tutti i danni causati e causandi” in forma assolutamente generica, senza mai specificare in cosa consistessero i danni di cui chiedeva il ristoro, non potendo le allegazioni che devono accompagnare la proposizione di una domanda risarcitoria essere limitate alla prospettazione della condotta colpevole della controparte, dovendo invece le stesse includere anche la descrizione delle lesioni, patrimoniali e/o non patrimoniali, prodotte da tale condotta (nel caso di specie, il richiedente, oltre a non aver descritto i danni asseritamente subiti, non ha allegato i parametri e criteri idonei a consentire al giudice di procedere ad una valutazione quanto meno equitativa di tali danni ex art. 1226 c.c.).

(Tribunale di Salerno, 22 febbraio 2018 n. 745)