Tardiva diagnosi oncologica e danno da perdita di chance
In tema di responsabilità medica, la tardiva diagnosi di una recidiva oncologica dà luogo ad un danno da perdita di chance autonomamente risarcibile. In particolare, la chance è intesa sia come possibilità di una vita migliore, che come possibilità di sopravvivere più a lungo rispetto a quanto effettivamente vissuto. Le possibilità di sopravvivenza, calcolate secondo criteri statistici e in misura percentuale, assumono rilievo ai fini della liquidazione in via equitativa del danno.
Non era stato consigliato o indicato al paziente alcun controllo da eseguire dopo l’intervento, che se fosse stato invece effettuato avrebbe permesso di scoprire la recidiva in un momento anteriore rispetto a quello in cui venne in effetti rilevata, consentendo così la somministrazione tempestiva della chemioterapia (che avrebbe ritardato la morte di uno o due anni).
(Tribunale di Milano, sentenza 4 settembre 2017, n. 8940)
Nell’appalto “a corpo” gli extra sono dovuti “a misura”
In tema di appalto di opere pubbliche, pur essendo il prezzo «a corpo» fisso ed invariabile, in quanto riferito all'opera globalmente considerata, l'appaltatore ha diritto ad un compenso ulteriore per i lavori aggiuntivi eseguiti su richiesta del committente o per effetto di varianti, il quale dev'essere calcolato «a misura» limitatamente alle quantità variate.
(Cassazione civile, sez. I, ordinanza 25.09.2017, n. 22268)
Revocato l’assegno di mantenimento al figlio fuori corso che rifiuta un impiego
In tema di divorzio, va revocato l’assegno di mantenimento disposto in favore del figlio maggiorenne cui sia imputabile il mancato conseguimento dell’indipendenza economica (nella specie, la corte ha accertato la colpevole inerzia della figlia, ventisettenne, che dopo dieci anni, non aveva ancora conseguito la laurea triennale in psicologia e che aveva anche rifiutato una congrua offerta di lavoro procuratale dal padre, onerato dell’assegno, oltretutto compatibile con la prosecuzione degli studi).
(Corte d’Appello di Catania, decreto 13.07.2017)
La cambiale priva di data e di luogo vale come promessa di pagamento
Il titolo cambiario invalido, o comunque privo dell’efficacia sua propria, può essere fatto valere ex art. 1988 c.c. come chirografo contenente una promessa unilaterale di pagamento, non solo dal prenditore contro l’emittente, ma anche dal giratario contro il proprio girante, e, nei rapporti interni tra questi ultimi, anche quando il beneficiario non sia stato indicato nel titolo.
(Cassazione civile, Sezione VI, 19.07.2017 n. 17850)
Dieta vegana e responsabilità dei genitori verso il figlio
Non sussistono violazioni dei doveri inerenti alla responsabilità genitoriale da parte dei genitori che scelgano una dieta vegana per il figlio minore, ove questa sia correttamente eseguita secondo le indicazioni degli specialisti, sì da non creare alcun pregiudizio per la crescita del bambino.
(Tribunale di Cagliari decreto 9.06.2017)
Paga i danni il notaio che non avvisa le parti circa il termine di validità delle trascrizioni
Viola il dovere di informazione e consiglio, ed è tenuto al risarcimento dei conseguenti danni, il notaio che omette di avvertire le parti, determinate ad inserire in un contratto preliminare di vendita immobiliare un termine finale di nove anni per la stipula del definitivo, che la relativa trascrizione potrà avere effetto per non più di tre anni.
(Cassazione civile, Sezione III, 18.05.2017 n. 12482)
Danno da immissioni luminose e sonore e risarcimento
Il danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite è risarcibile indipendentemente da un danno biologico <<documentato>>, quando sia riferibile alla lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, trattandosi di diritti costituzionalmente garantiti, la cui tutela è ulteriormente rafforzata dall’art. 8 della convenzione europea dei diritti dell’uomo, norma alla quale il giudice interno è tenuto ad uniformarsi.
(Cassazione civile, Sezioni Unite, 1.02.2017 n. 2611)
Locazione ad uso diverso e patto occulto di maggiorazione del canone
È nullo il patto col quale le parti di un contratto di locazione di immobili ad uso non abitativo concordino occultamente un canone superiore a quello dichiarato; tale nullità vitiatur sed non vitiat, con la conseguenza che il solo patto di maggiorazione del canone risulterà insanabilmente nullo, a prescindere dall'avvenuta registrazione.
(Cassazione civile, Sezioni Unite, 9.10.2017 n. 23601)
Il risarcimento del danno patrimoniale non può essere escluso se al momento del sinistro la danneggiata era casalinga
Nella liquidazione del danno, il giudice di merito non può prescindere da un adeguato accertamento prognostico della riduzione della possibilità di guadagno nella sua proiezione futura, limitandosi ad escludere il danno patrimoniale per il solo fatto che al momento del sinistro il danneggiato non svolgeva alcuna attività lavorativa (nella specie, la danneggiata svolgeva l'attività di casalinga).
(Cassazione Civile, 14.11.2017 n. 26859)
Per la corretta informazione dell’investitore non basta la dichiarazione resa dal cliente sul modulo in ordine alla natura dell’operazione
In tema di responsabilità dell’intermediario per violazione degli obblighi informativi, ai sensi dell’art. 29, comma 3, reg. Consob n. 11522/1998, in presenza di contestazione la banca deve dimostrare di aver preventivamente adempiuto all’obbligo di fornire un’informazione concreta e specifica sulle caratteristiche del prodotto, tale da soddisfare le esigenze del singolo rapporto, non essendo sufficiente, a tale scopo, la dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, in ordine alla consapevolezza circa la natura di “operazione non adeguata” rispetto al suo profilo di investitore. Tale dichiarazione, infatti, non costituisce dichiarazione confessoria e non è sufficiente a far ritenere dimostrato, da parte dell’intermediario, l’adempimento degli obblighi informativi.
(Cassazione civile, sez. I, 20 settembre 2017, n. 21839)