Incidenti stradali da collisione con animali selvatici: l’onere della prova è a carico del danneggiato

La semplice presenza dell’animale sulla carreggiata, così come il solo fatto che vi sia stato un impatto con il veicolo, non sono sufficienti a fondare la responsabilità per il danno subito. Spetta infatti al danneggiato dimostrare che la condotta dell’animale sia stata la causa diretta del sinistro. Ai sensi dell’art. 2054, comma 1, c.c. il conducente ha l’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e dovrà anche provare l’esatta dinamica dell’incidente, evidenziando di aver adottato tutte le cautele richieste nella specifica situazione. Tali cautele devono essere valutate con particolare rigore qualora il conducente si trovasse a circolare in zone in cui fosse segnalata – o comunque nota – la possibile presenza di fauna selvatica. Solo laddove emerga che la condotta dell’animale è stata realmente imprevedibile e irrazionale, potrà ritenersi interrotto il nesso di responsabilità a carico del conducente.

(Cassazione Civile, 24 settembre 2025, n. 25987)


Nelle attività agonistiche il danno derivante da una condotta conforme alle regole e proporzionata al contesto non dà diritto al risarcimento

Nelle attività sportive agonistiche, il danno occorso durante la competizione rientra nel rischio tipico accettato dai partecipanti, con esclusione della responsabilità civile e penale degli organizzatori e degli istruttori, salvo che sia provata l'omissione di cautele ordinarie richieste dalla pratica sportiva; la semplice raccomandazione, contenuta nei regolamenti, circa l'uso di dispositivi protettivi non impone specifici obblighi di controllo a carico degli organizzatori, specie in presenza di atleti esperti; la domanda ex art. 2050 c.c. è inammissibile se tardivamente proposta; l'obbligo di formazione derivante dall'abbonamento non fonda una posizione di garanzia ulteriore in assenza di violazioni specifiche; l'onere della prova della causalità e della violazione grava sull'attore; la scriminante sportiva esclude la responsabilità se il fatto lesivo è funzionalmente collegato al gioco, secondo i parametri di normalità dell'attività praticata.

(Cassazione Civile, 22 settembre 2025, n. 25789)


La scarsa partecipazione del padre alla vita del minore non basta ad escludere la bigenitorialità

La bigenitorialità può essere limitata solo a seguito di un’accurata e rigorosa indagine che accerti la concreta contrarietà all’interesse del minore dell’esercizio della responsabilità genitoriale da parte di uno dei genitori. Non è sufficiente, a tal fine, la mera constatazione di uno scarso impegno del genitore nel frequentare il figlio, soprattutto quando tale condotta possa essere influenzata da modalità di visita fortemente restrittive o controllate dai servizi sociali.

(Cassazione Civile, 9 settembre 2025, n. 24876)


Incidente sugli sci: è la scuola a dover dimostrare di aver garantito la sicurezza dell’allievo

In caso di infortunio occorso a uno sciatore durante una lezione individuale, spetta alla scuola dimostrare di aver adempiuto correttamente ai propri obblighi. Per andare esente da responsabilità, infatti, l’istituto deve provare di aver adottato tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza e l’incolumità dell’allievo che si era affidato ai suoi servizi, ex art. 1218 del Cod. Civ..

(Cassazione Civile, 3 settembre 2025, n. 24471)


La sopraelevazione va demolita qualora risulti non conforme alle normative antisismiche

Il divieto di sopraelevazione previsto dal comma 2 dell’art. 1127 c.c., che la esclude nei casi in cui le condizioni statiche dell’edificio non la consentano, deve essere integrato con l’obbligo di conformità alla normativa antisismica vigente al momento dell’intervento, e non soltanto a quella in vigore al tempo della costruzione originaria. La realizzazione di una sopraelevazione non conforme genera infatti una condizione di pericolo permanente per la stabilità dell’edificio, che deve essere eliminata con urgenza.

(Cassazione Civile, 30 agosto 2025, n. 24235)


Legittimo il diniego dell'aggiunta del cognome del padre per l’assenza di quest’ultimo dalla vita del minore

L’attribuzione del cognome del genitore che procede al riconoscimento successivo del figlio non avviene in modo automatico, ma è subordinata a una valutazione concreta dell’interesse del minore. Tale interesse prevale in particolare nei casi in cui il minore abbia già sviluppato una propria identità personale e sociale con il cognome originario, specialmente in presenza di un riconoscimento tardivo e in assenza di una relazione stabile con il genitore riconoscente.

(Cassazione Civile, ordinanza, 26 agosto 2025, n. 23905)


E’ responsabile la Regione dell’impatto di un capriolo contro una vettura

In caso di incidente stradale causato dall'attraversamento improvviso di un animale selvatico appartenente a specie protetta e rientrante nel patrimonio indisponibile dello Stato, il danneggiato che agisce per il risarcimento nei confronti della Regione deve allegare e provare: che il danno sia stato causato dall'animale selvatico, la dinamica del sinistro, il nesso causale tra la condotta dell'animale e l'evento dannoso subito, l'appartenenza dell'animale a specie protetta. La Regione può andare esente da responsabilità solo se prova che l'evento è stato determinato da caso fortuito, ossia da un fattore estraneo, imprevedibile ed eccezionale, idoneo a interrompere il nesso causale tra la cosa (animale) in custodia e il danno.

(Cassazione Civile, 25 luglio 2025, n. 21427)


Sulle azioni esperibili dal consumatore in caso di prodotto difettoso nelle vendite a catena

Nelle vendite a catena il consumatore può esperire due rimedi: a) l'azione contrattuale, esclusivamente nei confronti del suo diretto dante causa, in quanto l'autonomia di ciascuna vendita non gli consente di rivolgersi verso i precedenti venditori, atteso che nonostante l'identità dell'oggetto e del contenuto delle rispettive obbligazioni ciascuna vendita conserva la propria autonomia strutturale, sicché non è consentito trasferire nei confronti dei precedenti venditori l'azione risarcitoria dell'acquirente danneggiato, restando salva l'azione di rivalsa del rivenditore nei confronti del venditore intermedio; b) l'azione extracontrattuale, esperibile contro il produttore per il danno sofferto in dipendenza dei vizi che rendono la cosa pericolosa, anche quando tale danno si sia verificato dopo il passaggio della cosa nell'altrui sfera giuridica.

(Cassazione Civile, 21 luglio 2025, n. 20460)


Amministratore di condominio: legittimazione ad agire solo per le parti comuni

L’amministratore di condominio è legittimato ad agire solo per danni che riguardano le parti comuni dell’edificio, ma non può rappresentare i singoli condomini per questioni attinenti ai loro diritti individuali, come nel caso del godimento di posti auto di proprietà esclusiva.

(Cassazione Civile, 11 luglio 2025, n. 19121)


Minore cade in un dirupo a bordo strada: il Comune non è responsabile dell'accaduto

Il Comune non è responsabile per i danni subiti da una minore che, inseguendo imprudentemente un pallone, cade in un dirupo ai margini della strada comunale, se la condotta della vittima - oggettivamente rischiosa e in contrasto con le regole di comune prudenza - costituisce causa esclusiva dell'evento dannoso, interrompendo il nesso di causalità tra eventuali omissioni dell'ente e il fatto lesivo.

(Cassazione Civile, 2 luglio 2025, n. 17945)