Assegnazione della casa coniugale: la Cassazione ribadisce il criterio della stabile occupazione da parte dei figli

In tema di assegnazione della casa coniugale, la Corte di Cassazione conferma che l'assegnazione dell'immobile al coniuge collocatario dei figli minori è giustificata dal mantenimento della stabile occupazione da parte dei figli, anche in presenza di temporanei trasferimenti legati a esigenze scolastiche. È compito del coniuge non convivente fornire prova contraria e concrete evidenze di un cessato stabile legame con l'abitazione familiare.

(Cassazione Civile, ordinanza, 17 novembre 2025, n. 30244)


In presenza del divieto di balneazione lo stabilimento balneare non risponde dei danni occorsi ai bagnanti

In tema di risarcimento del danno subito da un minore per lesioni occorse durante la balneazione in zona interdetta, la sussistenza del divieto e la sua chiara segnalazione costituiscono presupposti idonei ad escludere la responsabilità del gestore dello stabilimento balneare. Del tutto irrilevante il motivo dell’imposizione del divieto, poiché l’osservanza del divieto stesso avrebbe evitato l’evento lesivo.

(Cassazione Civile, ordinanza, 5 novembre 2025, n. 29182)


Smarrimento del bagaglio: liquidazione equitativa del danno in base al contenuto presumibile e alla durata del viaggio

In tema di trasporto aereo di persone, lo smarrimento definitivo del bagaglio comporta il diritto del viaggiatore a un risarcimento da liquidarsi equitativamente. Il giudice, accertata la sussistenza del danno, deve procedere alla quantificazione anche in assenza di una prova puntuale del valore dei beni, tenendo conto del contenuto normalmente riconducibile a un bagaglio da viaggio — capi di abbigliamento, biancheria e accessori — in proporzione alla durata del soggiorno.

(Cassazione Civile, ordinanza, 29 ottobre 2025, n. 28672)


Mancata stipula del contratto definitivo: il promissario acquirente è tenuto al risarcimento per l’illegittima detenzione dell’immobile

La risoluzione del contratto preliminare produce effetti retroattivi e comporta l'obbligo di restituzione delle prestazioni ricevute secondo l'art. 2033 c.c. Il promissario acquirente, in caso di risoluzione, è tenuto alla restituzione del bene e alla corresponsione dei frutti percepiti o che avrebbe potuto percepire per l'anticipato godimento. Tali obblighi restitutori non hanno funzione risarcitoria ma sono conseguenza dell'efficacia retroattiva della risoluzione.

(Cassazione Civile, 24 ottobre 2025, n. 28229)


La formula “visto e piaciuto” non vale ad escludere la responsabilità del venditore

In caso di vendita di un bene fra privati (come per esempio l’auto), la clausola del “visto e piaciuto” (quando l'acquirente dichiara di aver visionato il veicolo, di trovarlo di suo gradimento e di accettarne le condizioni estetiche e di funzionamento) non esenta dalle responsabilità il venditore che nasconde, in malafede (quindi sapendolo), uno o più vizi del veicolo.

(Cassazione Civile, ordinanza, 21 ottobre 2025, n. 27968)


L’installazione di un mini-ascensore nelle scale è vietata solo se compromette la stabilità del condominio

Nel caso in cui un singolo condomino, esercitando la facoltà di "modificazione" delle parti comuni prevista e concessa dall'art. 1102 c.c., installi, nella tromba delle scale e con "taglio" di queste ultime, un "mini-ascensore" finalizzato al c.d. "abbattimento delle barriere architettoniche", il relativo intervento non dev'essere autorizzato preventivamente dall'assemblea ma deve tuttavia rispettare il solo divieto di arrecare pregiudizio alla stabilità e/o alla sicurezza del fabbricato.

(Cassazione Civile, 3 ottobre 2025, n. 26702)


Multa per eccesso di velocità: autovelox valido solo se omologato

Nelle infrazioni per eccesso di velocità, l'accertamento effettuato tramite autovelox che sia solo approvato, e non anche omologato, non può considerarsi legittimo poiché la semplice approvazione dello strumento, non equivale giuridicamente all’omologazione ministeriale prevista dall’art. 142 comma 6 del Codice della Strada. L’approvazione, infatti, rappresenta una fase preliminare e distinta rispetto all’omologazione, che costituisce un passaggio ulteriore e necessario per la validità dell'accertamento.

(Cassazione Civile, 1 ottobre 2025, n. 26521)


Incidenti stradali da collisione con animali selvatici: l’onere della prova è a carico del danneggiato

La semplice presenza dell’animale sulla carreggiata, così come il solo fatto che vi sia stato un impatto con il veicolo, non sono sufficienti a fondare la responsabilità per il danno subito. Spetta infatti al danneggiato dimostrare che la condotta dell’animale sia stata la causa diretta del sinistro. Ai sensi dell’art. 2054, comma 1, c.c. il conducente ha l’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e dovrà anche provare l’esatta dinamica dell’incidente, evidenziando di aver adottato tutte le cautele richieste nella specifica situazione. Tali cautele devono essere valutate con particolare rigore qualora il conducente si trovasse a circolare in zone in cui fosse segnalata – o comunque nota – la possibile presenza di fauna selvatica. Solo laddove emerga che la condotta dell’animale è stata realmente imprevedibile e irrazionale, potrà ritenersi interrotto il nesso di responsabilità a carico del conducente.

(Cassazione Civile, 24 settembre 2025, n. 25987)


Nelle attività agonistiche il danno derivante da una condotta conforme alle regole e proporzionata al contesto non dà diritto al risarcimento

Nelle attività sportive agonistiche, il danno occorso durante la competizione rientra nel rischio tipico accettato dai partecipanti, con esclusione della responsabilità civile e penale degli organizzatori e degli istruttori, salvo che sia provata l'omissione di cautele ordinarie richieste dalla pratica sportiva; la semplice raccomandazione, contenuta nei regolamenti, circa l'uso di dispositivi protettivi non impone specifici obblighi di controllo a carico degli organizzatori, specie in presenza di atleti esperti; la domanda ex art. 2050 c.c. è inammissibile se tardivamente proposta; l'obbligo di formazione derivante dall'abbonamento non fonda una posizione di garanzia ulteriore in assenza di violazioni specifiche; l'onere della prova della causalità e della violazione grava sull'attore; la scriminante sportiva esclude la responsabilità se il fatto lesivo è funzionalmente collegato al gioco, secondo i parametri di normalità dell'attività praticata.

(Cassazione Civile, 22 settembre 2025, n. 25789)


La scarsa partecipazione del padre alla vita del minore non basta ad escludere la bigenitorialità

La bigenitorialità può essere limitata solo a seguito di un’accurata e rigorosa indagine che accerti la concreta contrarietà all’interesse del minore dell’esercizio della responsabilità genitoriale da parte di uno dei genitori. Non è sufficiente, a tal fine, la mera constatazione di uno scarso impegno del genitore nel frequentare il figlio, soprattutto quando tale condotta possa essere influenzata da modalità di visita fortemente restrittive o controllate dai servizi sociali.

(Cassazione Civile, 9 settembre 2025, n. 24876)