Assicurazione della responsabilità civile e interpretazione del fatto accidentale
La clausola inserita in un contratto di assicurazione della responsabilità civile, nella quale si stabilisca che l'assicuratore si obbliga a tenere indenne l'assicurato di quanto questi sia tenuto a pagare a titolo di risarcimento di danni causati "in conseguenza di un fatto accidentale" non può essere interpretata nel senso che restino esclusi dalla copertura assicurativa i fatti colposi, giacché tale interpretazione renderebbe nullo il contratto ai sensi dell'art. 1895 cod. civ. per l'inesistenza del rischio.
(Cassazione Civile, 29 luglio 2022, n. 23762)
Omessa produzione della documentazione necessaria per il trasferimento dei beni e risoluzione del contratto
Il preliminare di vendita di cosa altrui rimane assoggettato all'ordinario regime risolutorio per il caso di inadempimento della obbligazione assunta dal promittente venditore di fare acquistare al promissario acquirente la proprietà del bene (nella specie, relativa alla cessione di un garage con annessa grotta, la Corte ha sottolineato che a nulla rileva la circostanza che l'invito innanzi al notaio fosse avvenuto tre giorni prima della data prevista per la stipula del contratto definitivo in quanto, nell'occasione, i promittenti venditori non indicarono quale fosse lo stato della pratica e l'attività da essi svolta per ottenere la sdemanializzazione della grotta annessa al locale uso garage oggetto principale dell'accordo di compravendita).
(Cassazione Civile, 21 giugno 2022, n. 19932)
Urto del traghetto contro il pontile: da provare il risarcimento al viaggiatore
Nel contratto di trasporto di persone, il viaggiatore danneggiato ha l'onere di provare, oltre all'esistenza ed all'entità del danno, il nesso esistente tra il trasporto e l'evento dannoso, mentre incombe al vettore, al fine di liberarsi della presunzione di responsabilità posta a suo carico dall'art. 1681 c.c., comma 1, la prova che l'evento dannoso era imprevedibile e non evitabile usando la normale diligenza, ferma restando la possibilità che l'eventuale condotta colposa del danneggiato assuma rilievo ai sensi della previsione dell'art. 1227 c.c..(escluso, nella specie, il risarcimento richiesto dalla vittima di un sinistro verificatosi a seguito dell'urto del traghetto su cui stava viaggiando contro un pontile, atteso che il danneggiato non aveva fornito prove sufficienti della modalità del sinistro e del nesso causale tra lo stesso e le lesioni subite).
(Cassazione Civile, 3 maggio 2022, n. 13958)
Risoluzione del contratto di vendita dell’auto usata per manomissione del contachilometri
Ai fini dell'esclusione della garanzia per i vizi della cosa venduta, l'art. 1491 c.c. non richiede il requisito dell'apparenza, ma quello della facile riconoscibilità del vizio. Ed è proprio siffatto onere che può essere richiesto al compratore, ai sensi dell'art. 1491 c.c., il quale non postula una particolare competenza tecnica, né il ricorso all'opera di esperti, ma è circoscritto alla diligenza occorrente per rilevare i difetti di facile percezione da parte dell'uomo medio. Sebbene il grado della diligenza esigibile da parte dell'acquirente debba essere apprezzato in relazione al caso concreto, compresa la stessa qualità dell'acquirente, tuttavia non può spingersi sino al punto di postulare il ricorso ad indagini con mezzi altamente specialistici (nel caso di specie, relativo alla vendita di un veicolo usato, il vizio lamentato, costituito dall'alterazione del contachilometri, era emerso solo a seguito di apposito accertamento tecnico. Quindi non poteva escludersi l'operatività della garanzia ex art. 1491 c.c., in quanto tale eventualità può verificarsi solo quando l'acquirente sia posto nella condizione di conoscere o riconoscere la reale ed esatta entità dei vizi o difetti, condizione non verificatasi al momento della compravendita, ma solo successivamente).
(Cassazione Civile, ordinanza, 20 aprile 2022, n. 12606)
Volo ritardato: rimborso dalla compagnia extra UE se ha agito come vettore europeo
I passeggeri di un volo che arriva a destinazione in ritardo possono chiedere un risarcimento in denaro a un vettore aereo non europeo se questo effettua l'intero viaggio in nome della compagnia europea con la quale era stato programmato l'itinerario.
(Corte di Giustizia UE, 7 aprile 2022, Causa C-561/20)
Sul diritto al risarcimento in caso di ritardata consegna della merce
Nel contratto di vendita, fuori dei casi di cui all'art. 1518 c.c., in caso di ritardo da parte del venditore nella consegna della merce è onere dell'acquirente provare di aver subito un'effettiva lesione del proprio patrimonio per la perdita di valore del bene ovvero per aver perso l'occasione di venderlo a prezzo conveniente o per aver sofferto altre situazioni pregiudizievoli, con valutazione rimessa al giudice del merito, che può al riguardo avvalersi di presunzioni, anche sulla base di elementi indiziari allegati dallo stesso danneggiato.
(Cassazione Civile, 6 aprile 2022, n. 11169)
Rappresentante in conflitto di interessi
Il contratto preliminare di vendita concluso dal rappresentante in conflitto di interessi con il rappresentato, a norma dell'art 1394 c.c., è nullo laddove vi siano indizi concreti volti a far ritenere il proposito del rappresentante di favorire il terzo e la conoscibilità di tale situazione da parte di quest'ultimo.
(Cassazione Civile, 8 aprile 2022, n. 11439)
Caparra confirmatoria versata con assegno privo di data
Allorquando la caparra venga costituita mediante consegna di un assegno bancario, il comportamento del prenditore del titolo (promittente venditore) che, dopo averne accettato la consegna, ometta poi di porlo all'incasso, trattenendo comunque l'assegno e non restituendolo all'acquirente, è contrario a correttezza e buona fede e comporta a carico del prenditore l'insorgenza di tutti gli effetti che, nel contesto dell'operazione contrattuale compiuta dalle parti, conseguivano all'integrale versamento della caparra: a partire, appunto, da quello costituito dall'impossibilità per il prenditore di dedurre il mancato incasso dell'assegno quale inadempimento della controparte all'obbligo di versare l'intera somma pattuita quale caparra confirmatoria.
(Cassazione Civile, 31 marzo 2022, n. 10336)
Interruzione della prescrizione anche senza indicazione dell’importo
Deve escludersi che l’atto interruttivo debba necessariamente indicare l’importo richiesto in pagamento o l’intimazione ad adempiere, essendo sufficiente anche la mera richiesta scritta di adempimento accompagnata dall’individuazione del debitore.
(Cassazione Civile, ordinanza, 10 marzo 2022, n. 7835)
La garanzia per vizi si applica anche in caso di vendita di vetture usate
In caso di vendita di autovettura usata, la clausola contrattuale "vista e piaciuta", che ha lo scopo di accertare consensualmente la presa visione, ad opera del compratore, della cosa venduta, esonera il venditore dalla garanzia per i vizi di quest'ultima limitatamente a quelli riconoscibili con la normale diligenza e non taciuti in mala fede, sicché, anche in considerazione dei principi fondamentali della buona fede e dell'equità del sinallagma contrattuale, essa non può riferirsi ai vizi occulti emersi dopo i normali controlli eseguiti anteriormente l'acquisto.
(Cassazione Civile, 24 marzo 2022, n. 9558)