Risoluzione del contratto di vendita dell’auto usata per manomissione del contachilometri

Ai fini dell'esclusione della garanzia per i vizi della cosa venduta, l'art. 1491 c.c. non richiede il requisito dell'apparenza, ma quello della facile riconoscibilità del vizio. Ed è proprio siffatto onere che può essere richiesto al compratore, ai sensi dell'art. 1491 c.c., il quale non postula una particolare competenza tecnica, né il ricorso all'opera di esperti, ma è circoscritto alla diligenza occorrente per rilevare i difetti di facile percezione da parte dell'uomo medio. Sebbene il grado della diligenza esigibile da parte dell'acquirente debba essere apprezzato in relazione al caso concreto, compresa la stessa qualità dell'acquirente, tuttavia non può spingersi sino al punto di postulare il ricorso ad indagini con mezzi altamente specialistici (nel caso di specie, relativo alla vendita di un veicolo usato, il vizio lamentato, costituito dall'alterazione del contachilometri, era emerso solo a seguito di apposito accertamento tecnico. Quindi non poteva escludersi l'operatività della garanzia ex art. 1491 c.c., in quanto tale eventualità può verificarsi solo quando l'acquirente sia posto nella condizione di conoscere o riconoscere la reale ed esatta entità dei vizi o difetti, condizione non verificatasi al momento della compravendita, ma solo successivamente).

(Cassazione Civile, ordinanza, 20 aprile 2022, n. 12606)


Volo ritardato: rimborso dalla compagnia extra UE se ha agito come vettore europeo

I passeggeri di un volo che arriva a destinazione in ritardo possono chiedere un risarcimento in denaro a un vettore aereo non europeo se questo effettua l'intero viaggio in nome della compagnia europea con la quale era stato programmato l'itinerario.

(Corte di Giustizia UE, 7 aprile 2022, Causa C-561/20)


Sul diritto al risarcimento in caso di ritardata consegna della merce

Nel contratto di vendita, fuori dei casi di cui all'art. 1518 c.c., in caso di ritardo da parte del venditore nella consegna della merce è onere dell'acquirente provare di aver subito un'effettiva lesione del proprio patrimonio per la perdita di valore del bene ovvero per aver perso l'occasione di venderlo a prezzo conveniente o per aver sofferto altre situazioni pregiudizievoli, con valutazione rimessa al giudice del merito, che può al riguardo avvalersi di presunzioni, anche sulla base di elementi indiziari allegati dallo stesso danneggiato.

(Cassazione Civile, 6 aprile 2022, n. 11169)


Rappresentante in conflitto di interessi

Il contratto preliminare di vendita concluso dal rappresentante in conflitto di interessi con il rappresentato, a norma dell'art 1394 c.c., è nullo laddove vi siano indizi concreti volti a far ritenere il proposito del rappresentante di favorire il terzo e la conoscibilità di tale situazione da parte di quest'ultimo.

(Cassazione Civile, 8 aprile 2022, n. 11439)


Caparra confirmatoria versata con assegno privo di data

Allorquando la caparra venga costituita mediante consegna di un assegno bancario, il comportamento del prenditore del titolo (promittente venditore) che, dopo averne accettato la consegna, ometta poi di porlo all'incasso, trattenendo comunque l'assegno e non restituendolo all'acquirente, è contrario a correttezza e buona fede e comporta a carico del prenditore l'insorgenza di tutti gli effetti che, nel contesto dell'operazione contrattuale compiuta dalle parti, conseguivano all'integrale versamento della caparra: a partire, appunto, da quello costituito dall'impossibilità per il prenditore di dedurre il mancato incasso dell'assegno quale inadempimento della controparte all'obbligo di versare l'intera somma pattuita quale caparra confirmatoria.

(Cassazione Civile, 31 marzo 2022, n. 10336)


Interruzione della prescrizione anche senza indicazione dell’importo

Deve escludersi che l’atto interruttivo debba necessariamente indicare l’importo richiesto in pagamento o l’intimazione ad adempiere, essendo sufficiente anche la mera richiesta scritta di adempimento accompagnata dall’individuazione del debitore.

(Cassazione Civile, ordinanza, 10 marzo 2022, n. 7835)


La garanzia per vizi si applica anche in caso di vendita di vetture usate

In caso di vendita di autovettura usata, la clausola contrattuale "vista e piaciuta", che ha lo scopo di accertare consensualmente la presa visione, ad opera del compratore, della cosa venduta, esonera il venditore dalla garanzia per i vizi di quest'ultima limitatamente a quelli riconoscibili con la normale diligenza e non taciuti in mala fede, sicché, anche in considerazione dei principi fondamentali della buona fede e dell'equità del sinallagma contrattuale, essa non può riferirsi ai vizi occulti emersi dopo i normali controlli eseguiti anteriormente l'acquisto.

(Cassazione Civile, 24 marzo 2022, n. 9558)


Sui diritti del promissario acquirente in caso di mancata cancellazione delle ipoteche

Il promissario acquirente di un immobile, garantito libero da ipoteche ma, in realtà, da esse gravato, può, infatti, legittimamente rifiutare di stipulare il contratto definitivo se, come accertato nel caso in esame, alla data fissata per la relativa stipulazione, tali formalità pregiudizievoli non siano cancellate dal promittente venditore, avendo, in tale ipotesi, solo la facoltà, non l'obbligo, ai sensi dell'art. 1482, comma 1°, c.c. (applicabile al contratto preliminare), di chiedere al giudice la fissazione di un termine per la liberazione dal vincolo da parte del promittente venditore.

(Cassazione Civile, ordinanza, 9 marzo 2022, n. 7612)


Sull'incapacità di intendere e di volere come motivo di invalidità del negozio

Ai fini dell'accertamento della sussistenza dell'incapacità di intendere e di volere, come motivo di invalidità del negozio, al momento in cui questo è stato posto in essere, occorre indagare, nel caso in cui l'infermità sia dovuta a malattia, se questa sia suscettibile di regresso, di stabilità o di miglioramento, come utile elemento di giudizio per stabilire se la malattia, manifestatasi anteriormente o successivamente, possa ritenersi sussistente anche nel momento in cui fu posto in essere l'atto impugnato.

(Cassazione Civile, 28 febbraio 2022, n. 6598)


Se il turista a causa dell’emergenza pandemica non può partire, il tour operator deve rimborsare il viaggio

Il contratto di pacchetto turistico, stipulato tra il tour operator/l'agenzia ed il consumatore, si qualifica come contratto a prestazioni corrispettive, sicché nel caso di impedimento soggettivo del fruitore della prestazione si applica l'art. 1463 c.c., nell'ipotesi in cui, pur se normativamente non specificatamente prevista, la causa concreta del contratto, consistente nella fruizione di un viaggio con finalità turistica, diviene inattuabile per una causa di forza maggiore, non prevedibile e non ascrivibile alla condotta dei contraenti, con conseguente estinzione dell'obbligazione e diritto di richiedere la restituzione delle somme già versate. Il fatto imprevedibile ed imprevisto può riguardare tanto il turista in prima persona quanto il (turista) suo prossimo congiunto. (Nel caso di specie, la situazione pandemica in atto, connessa alla preesistente patologia di epatite autoimmune della turista, riguardando tanto quest'ultima quanto il turista suo prossimo congiunto, come tale è stata ritenuta idonea ad impedire la fruizione dei servizi acquistati).

(Tribunale di Lodi, ordinanza, 22 gennaio 2022)