Il contenuto del contratto e gli obblighi dell’appaltatore
L'appaltatore è tenuto al rispetto delle prescrizioni contenute nel titolo autorizzativo e di quelle derivanti dal contratto sottoscritto dalle parti. Pertanto, la mancata menzione nel contratto di appalto, delle prescrizioni contenute nella relazione energetica che, seppur prevista dalla legge ai fini del rilascio del titolo autorizzativo, non implica l'obbligo dell'appaltatore di rispettare tale prescrizione.
(Cassazione Civile, ordinanza 15 novembre 2019 n. 29781)
Il dovere di comportarsi secondo correttezza e buona fede
Il mediatore immobiliare ha l’obbligo di comportarsi con correttezza e buona fede, e di riferire alle parti le informazioni sulla eventuale contitolarità del diritto di proprietà in capo a più persone, sull’insolvenza di una delle parti, sull’esistenza di iscrizioni o trascrizioni pregiudizievoli, sull’esistenza di prelazioni od opzioni concernenti il bene oggetto della mediazione.
(Cassazione Civile, 28 ottobre 2019, n. 27482)
La Corte afferma che il mediatore deve adempiere ad una serie di obblighi specifici, fra i quali assume particolare importanza quello di prestare le informazioni, di cui all’art. 1759 c.c., che ha la finalità di impedire che il mediatore presti la propria attività per lucrare la provvigione, pur sapendo che le parti concluderanno affari che potrebbero risultare inconvenienti.
Il suo complessivo obbligo comprende quello di comunicare tutte le circostanze a lui note o conoscibili con la normale diligenza della professione esercitata e, in senso contrario, il divieto di fornire informazioni su circostanze di cui non abbia conoscenza o che non abbia controllato.
Pertanto, in accoglimento del ricorso enunciano il seguente principio di diritto, cui la Corte d’Appello deve conformarsi, in virtù del quale: il mediatore, ai sensi dell’art. 1759, comma 1, c.c., ha l’obbligo di comportarsi secondo buona fede e correttezza e nello specifico di riferire alle parti tutte le circostanze dell’affare di cui è a conoscenza, o che avrebbe dovuto conoscere con l’uso della normale diligenza.
Tra queste circostanze, nel caso di mediazione immobiliare, rientrano le informazioni relative all’esistenza di iscrizioni o trascrizioni pregiudizievoli sull’immobile oggetto della trattativa.
Pubblicazione di foto del minore su social network e consenso dei genitori separati
La pubblicazione delle fotografie sui profili facebook di una minore in costume da bagno, in occasione di una sfilata di moda, costituisce un fatto illecito, ove ciò avvenga in assenza del consenso espresso dei genitori ed in violazione del regime giuridico dell’affido condiviso, che prevede la condivisione dei genitori di tutte le scelte che quotidianamente riguardano i figli minori. Tuttavia il padre, presente anch'egli all'evento, qualora avesse ritenuto che la partecipazione alla sfilata sarebbe stata oltremodo pregiudizievole per l’immagine e la sicurezza della figlia, avrebbe potuto impedirne la partecipazione preventivamente.
(Tribunale di Ravenna, 15 ottobre 2019)
Credito da restituzione dei canoni versati prima del fallimento
In caso di contratto d'affitto d'azienda pendente al momento della dichiarazione di fallimento dell'affittante, quando il curatore abbia esercitato il suo diritto di recesso ex art. 79 l. fall., il credito restitutorio vantato dall'affittuario per i canoni pagati anticipatamente, prima dell'apertura del concorso, non è prededucibile, essendo insufficiente che il credito sia sorto durante la procedura, poiché anche la genesi della relativa obbligazione deve intervenire in un periodo successivo alla sua apertura.
(Cassazione Civile, 10 ottobre 2019, n. 25470)
Responsabilità del medico e della struttura sanitaria
In tema di danni da "malpractice" medica nel regime anteriore alla L. n. 24 del 2017, nell'ipotesi di colpa esclusiva del medico la responsabilità deve essere paritariamente ripartita tra struttura e sanitario, nei conseguenti rapporti tra gli stessi, eccetto che negli eccezionali casi d'inescusabilmente grave, del tutto imprevedibile e oggettivamente improbabile devianza dal programma condiviso di tutela della salute cui la struttura risulti essersi obbligata.
(Cassazione Civile, 11 novembre 2019, n. 28987)
Legittimazione dell’amministratore di condominio per l’usucapione della cosa comune
Nel caso in cui un condomino si rivolga all’autorità giudiziaria per l’accertamento dell’avvenuta usucapione di una parte condominiale, l’amministratore non sarà coinvolto direttamente nel giudizio, non rivestendo la sua rappresentanza ex art. 1130 c.c. il potere sui diritti individuali dei singoli condomini che dovranno partecipare direttamente al processo di accertamento dell’eventuale intervenuto acquisto del bene comune.
(Cassazione Civile, 29 ottobre 2019, n. 27707)
Legittimazione attiva del singolo condomino per la tutela del pregiudizio architettonico
Le modificazioni apportate da uno dei condomini, nella specie alle parti comuni, in violazione del divieto previsto dal regolamento di condominio, connotano tali opere come abusive e pregiudizievoli al decoro architettonico dell’edificio e configurano l'interesse processuale del singolo condomino che agisca in giudizio a tutela della cosa comune.
(Cassazione Civile, ordinanza 5 novembre 2019, n. 28465)
Responsabile l’amministratore per la totale mancanza di contabilità sociale
In sede di azione di responsabilità ex art. 2392 c.c., la totale mancanza di contabilità sociale (o la sua tenuta in modo sommario e non intellegibile) giustifica la condanna dell’amministratore al risarcimento del danno, vertendosi in tema di violazione da parte dell’amministratore medesimo di specifici obblighi di legge, idonea a tradursi in un pregiudizio per il patrimonio sociale, la cui entità ben può essere determinata, in via equitativa, in misura percentuale (nella fattispecie, pari al 30%) rispetto al maggior importo del credito erariale ammesso al passivo per effetto della omissione degli adempimenti tributari e contributivi.
(Cassazione Civile, 29 ottobre 2019, n. 27610)
Fideiussione prestata da soggetto privo di un patrimonio capiente
Posto che la causa del negozio di fideiussione è riconducibile alla funzione di garanzia di un debito altrui, la stessa non può ritenersi mancante se prestata da soggetto incapiente. Infatti, la fideiussione, nella misura cui produce una mera estensione della garanzia patrimoniale, non presuppone l'attuale capienza del patrimonio del fideiussore, partecipando invece dei caratteri propri della responsabilità patrimoniale, ovvero la sottoposizione a vincolo patrimoniale e la soggezione al potere di coazione del creditore.
(Cassazione Civile, ordinanza 10 settembre 2019, n. 22559)
I pregiudizi derivanti dalla sofferenza soggettiva e dal necessitato mutamento peggiorativo delle abitudini di vita debbono essere risarciti
Il familiare di una persona lesa dall'altrui condotta illecita (omessa diagnosi di malattia) può subire uno stato di sofferenza soggettiva e un necessitato mutamento peggiorativo delle abitudini di vita (incidente sul profilo dinamico della propria esistenza): entrambi i pregiudizi debbono essere risarciti, laddove rivestano i caratteri della serietà del danno e della gravità della lesione, senza che possano valere ad escludere la sussistenza del pregiudizio la circostanza che l'invalidità del congiunto non sia totale o il fatto che l'assistenza possa essere stata ripartita fra più familiari.
(Cassazione Civile, 4 novembre 2019, n. 28220)