Ufficialmente ancora sposati, ma separati di fatto: niente risarcimento alla vedova

Il risarcimento del danno non patrimoniale può essere riconosciuto al coniuge separato a condizione che si accerti che il fatto illecito del terzo abbia provocato quel dolore e quelle sofferenze morali che di solito si accompagnano alla morte di una persona cara, previa dimostrazione che, nonostante la separazione, anche se solo di fatto, e non giudizialmente o consensualmente raggiunta, vi sia ancora un vincolo affettivo particolarmente intenso (escluso il risarcimento in favore di un donna per il sinistro mortale occorso al marito; nella specie, infatti, tra i coniugi era in atto una separazione di fatto, a testimoniarlo la rottura della convivenza e il fatto che lui aveva una nuova compagna, a cui peraltro è stato riconosciuto il risarcimento).

(Cassazione Civile, 4 novembre 2019, n. 28222)


La prededucibilità dei crediti

Il credito del professionista che abbia funto da advisor legale nella predisposizione della domanda di concordato rientri tra i crediti sorti "in funzione" di quest'ultima procedura e, come tale, a norma dell'art. 111, comma 2, legge fall., deve essere soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza che, ai fini di tale collocazione, debba essere accertato, con valutazione ex post, che la prestazione resa sia stata concretamente utile per la massa in ragione dei risultati raggiunti.

(Cassazione Civile, ordinanza 28 ottobre 2019, n. 27538)


Cose in custodia e fatto doloso del terzo

In tema di danno cagionato da cose in custodia, il fatto doloso del terzo che abbia efficacia causale esclusiva nella produzione dell'evento lesivo va inteso, se imprevedibile e inevitabile, come caso fortuito idoneo a escludere la responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c. (fattispecie in cui l'avventore di una discoteca è rimasto ferito dal lancio di una bottiglia di vetro da parte di un altro avventore rimasto sconosciuto).

(Cassazione Civile, 4 giugno 2019, n. 15249)


Limite di responsabilità dell’ente gestore della strada

Se il danneggiato conosce la situazione del luogo in cui è avvenuto il sinistro e la condizione di dissesto della strada si ritiene ampiamente visibile, essendovi sul posto apposita segnaletica stradale, non sussiste alcuna responsabilità dell’Ente gestore.

(Cassazione Civile, 16 ottobre 2019, n. 26244)


Colpo di frusta inesistente se l'accertamento è "impossibile"

Le norme di cui all'art. 32, comma 3-ter e quater, d.l. n. 1/2012 (conv. in l. n. 27/2012), che escludono il risarcimento per danno biologico permanente se le lesioni di lieve entità non sono suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non violano precetti costituzionali. Le norme citate non pongono infatti limiti ai mezzi di prova né alla risarcibilità del danno; esse semplicemente affermano un principio già proprio del sistema e cioè che è risarcibile solo un danno dimostrato ragionevolmente, mentre non lo sono i danni solo ipotizzati, temuti, eventuali, supposti, possibili, ma non probabili.

(Cassazione Civile, ordinanza 16 ottobre 2019, n. 26249)


Il produttore è autorizzato all’uso del marchio registrato in data precedente alla Denominazione di Origine Protetta

La differenza di funzioni sussistente tra marchi e indicazioni geografiche o denominazioni di origine protetta non esclude, alla stregua della normativa e della giurisprudenza europea, l’interesse comune, rappresentato dall'uso e dal nome geografico nell'ambito delle produzioni agricole e alimentari, quale vantaggio competitivo che l’indicazione dell’origine è in grado di garantire al prodotto, per cui il titolare di un marchio registrato in buona fede in epoca precedente la denominazione di origine protetta ben può proseguire, nonostante la successiva registrazione di detta denominazione protetta, l’uso del marchio, ai sensi dell’art. 14, comma 2, del Regolamento n. 510/2006, laddove non ricorrano ragioni di nullità o decadenza del marchio stesso.

(Cassazione Civile, 23 ottobre 2019, n. 27194)


Gratis il parcheggio sulle strisce 'blu' per accompagnatori dei disabili senza patente

Anche le persone disabili che non hanno la patente e un'autovettura propria hanno diritto a parcheggiare gratuitamente l'automobile di chi li accompagna in centro, negli stalli a strisce blu, quando gli spazi di sosta riservati a chi ha un handicap sono occupati.

(Cassazione Civile 7 ottobre 2019, n. 24936)


Locazione dell’immobile destinato ad attività di insegnamento priva dello scopo di lucro

Ai fini del riconoscimento del diritto all'indennità per la perdita dell'avviamento commerciale rileva l'abituale esercizio, nei locali condotti in locazione, di un'attività in forma di impresa con stabile organizzazione aziendale gestita secondo criteri di economicità (ossia al criterio della copertura dei costi con i ricavi di esercizio), non essendo invece necessario l'ulteriore requisito dello scopo di lucro dell'attività. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha riconosciuto la spettanza dell'indennità di avviamento ad un'associazione esercitante, con stabile organizzazione aziendale, attività di insegnamento ed istruzione offerta al pubblico).

(Cassazione Civile, 19 settembre 2019, n. 23344)


Prova della capacità del testatore affetto da stabile demenza

In tema di incapacità di testare a causa di incapacità di intendere e di volere al momento della redazione del testamento, il giudice del merito può trarre la prova dell'incapacità del testatore dalle sue condizioni mentali, anteriori o posteriori, sulla base di una presunzione, potendo l'incapacità stessa essere dimostrata con qualsiasi mezzo di prova; conseguentemente, quando l'attore in impugnazione abbia fornito la prova di una condizione di permanente e stabile demenza nel periodo immediatamente susseguente alla redazione del testamento, poiché in tal caso la normalità presunta è l'incapacità, spetta a chi afferma la validità del testamento la prova della sua compilazione in un momento di lucido intervallo.

(Cassazione Civile, 22 ottobre 2019, n. 26873)


La clausola con cui la banca ha subordinato il dar corso alle operazioni richieste dal cliente al consenso al trattamento dei dati sensibili è affetta da nullità

La clausola contrattuale con cui la banca subordina il dar corso alle operazioni richieste dal cliente al consenso al trattamento dei dati sensibili è affetta da nullità in quanto contraria a norme imperative, a norma dell'art. 1418 c.c..

(Cassazione Civile, ordinanza 21 ottobre 2019, n. 26778)