Prova della capacità del testatore affetto da stabile demenza
In tema di incapacità di testare a causa di incapacità di intendere e di volere al momento della redazione del testamento, il giudice del merito può trarre la prova dell'incapacità del testatore dalle sue condizioni mentali, anteriori o posteriori, sulla base di una presunzione, potendo l'incapacità stessa essere dimostrata con qualsiasi mezzo di prova; conseguentemente, quando l'attore in impugnazione abbia fornito la prova di una condizione di permanente e stabile demenza nel periodo immediatamente susseguente alla redazione del testamento, poiché in tal caso la normalità presunta è l'incapacità, spetta a chi afferma la validità del testamento la prova della sua compilazione in un momento di lucido intervallo.
(Cassazione Civile, 22 ottobre 2019, n. 26873)
La clausola con cui la banca ha subordinato il dar corso alle operazioni richieste dal cliente al consenso al trattamento dei dati sensibili è affetta da nullità
La clausola contrattuale con cui la banca subordina il dar corso alle operazioni richieste dal cliente al consenso al trattamento dei dati sensibili è affetta da nullità in quanto contraria a norme imperative, a norma dell'art. 1418 c.c..
(Cassazione Civile, ordinanza 21 ottobre 2019, n. 26778)
Responsabilità per negligente vigilanza sull'attività sociale
Le dimissioni presentate non esonerano il sindaco di società di capitali da responsabilità, in quanto non integrano un'adeguata vigilanza sull'operato altrui e sullo svolgimento dell'attività sociale, per la pregnanza degli obblighi assunti proprio nell'ambito della vigilanza sull'operato altrui e perché la diligenza richiesta al sindaco impone, piuttosto, un comportamento alternativo; le dimissioni diventano anzi esemplari della condotta colposa tenuta dal sindaco, rimasto indifferente ed inerte nel rilevare una situazione di reiterata illegalità.
(Cassazione Civile, 12 luglio 2019, n. 18770)
Videosorveglianza dei dipendenti
È lecita la videosorveglianza dei dipendenti, sospettati di essere infedeli ai loro doveri nei confronti del datore per aver commesso gravi irregolarità sul lavoro, se finalizzata alla tutela dei beni aziendali e degli interessi del datore, purché siano rispettati pochi e tassativi criteri (tra cui consenso informato, garanzie contro gli abusi, minima interferenza nella privacy dei lavoratori) ed i lavoratori siano stati preavvertiti di questo controllo a distanza.
(Corte Europea Diritti dell'Uomo, sez. Grande Chambre, 17 ottobre 2019, n. 1874)
La scarsa soddisfazione manifestata dagli sposi per il ricevimento ritenuto non all'altezza non è elemento sufficiente per parlare di “danno morale”
E’ legittima la pretesa del titolare della struttura che ha ospitato il ricevimento nuziale: egli dovrà percepire l’intera cifra pattuita cogli sposi, dovendosi ritenere irrilevanti le lamentele della coppia per la scarsa qualità del cibo e del servizio; tale elemento, infatti, non basta per parlare di danno esistenziale (peraltro, moglie e marito avrebbero dovuto essere più tempestivi e segnalare la loro insoddisfazione entro 60 giorni dal ricevimento).
(Cassazione Civile, ordinanza 17 ottobre 2019, n. 26485)
Il mero divario reddituale non giustifica il versamento dell'assegno di divorzio
In tema di assegno divorzile il divario reddituale con il marito, facoltoso professionista, non giustifica il riconoscimento dell'esborso al fine di far mantenere alla moglie (occupata stabilmente) il pregresso tenore di vita in quanto quest'ultimo parametro non è più utilizzabile (l’assegno di divorzio non può divenire quasi un prelievo forzoso delle risorse dell’uno come se si trattasse di un vitalizio per l’altro coniuge, anche laddove non ci siano concrete esigenze economiche).
(Cassazione Civile, ordinanza 7 ottobre 2019, n. 24934)
La responsabilità del conduttore
Ai sensi dell’art. 1588 c.c., il conduttore è responsabile nei riguardi del locatore dei danni causati dall'incendio dell’immobile locato, anche se causato da terzi che egli abbia ammesso all'uso o al godimento della cosa stessa, anche temporaneamente.
(Cassazione Civile, ordinanza 14 ottobre 2019, n. 25779)
Responsabilità del fabbricante-venditore di autovetture
Il danno alla salute psichica sofferto da una donna che, mentre era alla guida della propria auto, si è ritrovata con il pedale dell’acceleratore completamente premuto e bloccato deve essere risarcito dal costruttore, rimanendo estraneo alla tematica della circolazione stradale.
(Cassazione Civile, 8 ottobre 2019, n. 25023)
Guida in stato di ebbrezza contestabile anche dopo aver parcheggiato il veicolo
L'art. 186 C.d.S., comma 7, sanziona la condotta del "conducente" di un mezzo che rifiuta di sottoporsi all'esame alcolimetrico richiesto dagli agenti della polizia in caso di incidente stradale ovvero "quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall'influenza dell'alcool". È di tutta evidenza che il termine "conducente" si riferisca a colui che guida o che ha guidato - fino a poco prima della richiesta degli agenti di polizia - un veicolo, come si desume, oltre che dal significato letterale della norma incriminatrice, anche dal divieto, fissato dal comma 1 dello stesso articolo, di guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche, che indica chiaramente come sia genericamente vietata qualsivoglia conduzione di veicoli nella fase in cui le capacità percettive e reattive possono essere negativamente condizionate da una precedente assunzione di quelle bevande (nella specie, l'imputato era stato fermato dagli agenti di Polizia dopo aver parcheggiato il motociclo, ma anche immediatamente dopo che il sistema di videosorveglianza della piazza lo aveva ripreso alla guida del suo motociclo nella piazza stessa).
(Cassazione Penale, 12 ottobre 2019, n.41457)
Facoltà del debitore di rinunciare alla domanda di concordato
La proposta concordataria, avendo natura negoziale, è rinunciabile dal proponente, anche unilateralmente, sino all'omologazione del concordato; deve inoltre essere riconosciuta all'imprenditore la possibilità di depositare una nuova domanda di concordato preventivo, accompagnata dal piano e dalla relazione ai sensi dell’art. 161, comma 1, l. fall., anche quando la precedente procedura si sia chiusa prematuramente a causa della revoca dell’ammissione ovvero a causa del mancato raggiungimento della maggioranza prescritta dalla legge, ponendosi come unico limite a tale agire l’eventuale esercizio distorto ed abusivo della detta facoltà da parte del debitore.
(Cassazione Civile, ordinanza 10 ottobre 2019, n. 25479)