Violazioni urbanistiche del progettista e direttore lavori e loro punibilità

Ai fini della non punibilità nelle ipotesi di violazioni urbanistiche e paesaggistiche, la consistenza dell'intervento abusivo data da tipologia, dimensioni e caratteristiche costruttive - costituisce solo uno dei parametri di valutazione, assumendo rilievo anche altri elementi quali, ad esempio, la destinazione dell'immobile, l'incidenza sul carico urbanistico, l'eventuale contrasto con gli strumenti urbanistici e l'impossibilità di sanatoria, il mancato rispetto di vincoli e la conseguente violazione di più disposizioni, l'eventuale collegamento dell'opera abusiva con interventi preesistenti, la totale assenza di titolo abilitativo o il grado di difformità dallo stesso, il rispetto o meno di provvedimenti autoritativi emessi dall'amministrazione competente, le modalità di esecuzione dell'intervento (in specie era stata appunto così esclusa la ricorrenza della speciale causa di non punibilità nel caso di concorrente violazione di legge urbanistica, antisismica e in materia di conglomerato in cemento armato).

(Cassazione Penale, 25 settembre 2019, n. 39317)


Illegittimità della sanzione inflitta all’avvocato che abbia criticato e denunciato nelle opportune sedi il comportamento parziale e/o razzista di un giudice

La sanzione inflitta ad un legale che, nell'esercizio del suo mandato difensivo e nell'interesse del cliente, abbia criticato e denunciato nelle opportune sedi il comportamento parziale e/o razzista di un giudice, non solo è sproporzionata e contraria a quanto necessario in uno Stato democratico, ledendo la sua libertà di espressione ex art. 10 Cedu, ma ha anche un effetto dissuasivo sull'intera categoria professionale. Infatti gli avvocati sarebbero, così, dissuasi dall'accettare difese tecniche, con conseguente ed ovvia lesione del diritto di accesso alla giustizia della collettività.

(Corte Europea Diritti dell'Uomo, 08 ottobre 2019, n. 24845)


Responsabilità ex art. 2048 Cod. Civ..

La precoce emancipazione dei minori frutto del costume sociale non esclude né attenua la responsabilità che l'art. 2048 cod. civ. pone a carico dei genitori, i quali, proprio in ragione di tale precoce emancipazione, hanno l'onere di impartire ai figli l'educazione necessaria per non recare danni a terzi nella loro vita di relazione, dovendo rispondere delle carenze educative a cui l'illecito commesso dal figlio sia riconducibile (riconosciuta, nella specie, la responsabilità dei genitori di un bambino di 7 anni che aveva investito con la bicicletta un bimbo di 4 anni).

(Cassazione Civile, ordinanza 4 ottobre 2019, n. 24907)


Obbligo dell’appaltatore di controllare, nei limiti delle sue cognizioni, la bontà del progetto e le istruzioni impartite dal committente

L'obbligo dell'appaltatore di verificare la validità tecnica del progetto fornitogli dal committente non si attenua in presenza di certificazioni qualificate sulla fattibilità dell'opera, giacché la presenza di tali certificazioni non modifica la natura dell’obbligazione dell'appaltatore come obbligazione di risultato, salvo l’apprezzamento che, in concreto, l’errore progettuale non sia palese e la relativa rilevazione esuli dalle cognizioni dell’appaltatore.

(Cassazione Civile, ordinanza 1 ottobre 2019, n. 24466)


Sorte del denaro dato da un convivente per realizzare la casa familiare

L’ex convivente che ha versato all'altro del denaro a titolo di concorso alle spese di costruzione di quella che doveva diventare la casa familiare ha diritto al rimborso delle somme date se, terminata la convivenza, il conferimento non si concretizza nell'acquisto della proprietà del bene.

(Cassazione Civile, ordinanza 3 ottobre 2019, n. 24721)


Testamento biologico immateriale ricostruibile attraverso i racconti di amici e familiari

Legittima la decisione dell’amministratore di sostegno che dice stop alle terapie mediche praticate alla persona a lui affidata, così mettendo in pratica i desiderata da lei espressi, in passato, a parole con parenti e amici in una sorta di “testamento biologico verbale”.

(Tribunale di Roma, decreto 23 settembre 2019)


Sentenza di fallimento opponibile ai terzi

Gli effetti della pronuncia di fallimento sono opponibili anche ai terzi di buona fede che abbiano stipulato contratti con il fallito dopo la sentenza dichiarativa, ma prima della trascrizione della stessa.

(Cassazione Civile, ordinanza 2 ottobre 2019, n. 24602)


Denuncia del sinistro stradale

Affinché l'assicurato possa ritenersi inadempiente all'obbligo, imposto dall'art. 1913 c.c., di dare avviso del sinistro all'assicuratore, occorre accertare se l'inosservanza abbia carattere doloso o colposo, atteso che, mentre nel primo caso l'assicurato perde il diritto all'indennità, ai sensi dell'art. 1915, comma 1, c.c., nel secondo l'assicuratore ha diritto di ridurre l'indennità in ragione del pregiudizio sofferto, ai sensi dell'art. 1915, comma 2 c.c.; in entrambe le fattispecie l'onere probatorio grava sull'assicuratore, il quale è tenuto a dimostrare, nella prima, l'intento fraudolento dell'assicurato e, nella seconda, che l'assicurato volontariamente non abbia adempiuto all'obbligo ed il pregiudizio sofferto.

(Cassazione Civile, ordinanza 30 settembre 2019, n. 24210)


La valutazione del danno patrimoniale futuro

Il danno patrimoniale futuro, che discende dalle lesioni personali subite a causa di sinistro stradale, va valutato in modo prognostico, ed il danneggiato può anche avvalersi di presunzioni semplici, di modo che, data prova della riduzione della capacità di lavoro specifica, qualora la stessa non rientri tra i postumi permanenti di piccola entità, è possibile presumere, salvo prova contraria, che pure la capacità di guadagno sia ridotta nella sua proiezione futura, nel caso ove il danneggiato medesimo svolgesse già un'attività lavorativa.

(Cassazione Civile, ordinanza 30 settembre 2019, n. 24209)


Effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli ai creditori

Sono ammissibili le azioni revocatorie ordinaria e fallimentare contro l’atto di scissione, o meglio contro la componente patrimoniale di detto atto, al fine di conseguire la declaratoria di inefficacia degli effetti dispositivi e traslativi senza intaccare nel contempo quelli riorganizzativi.

(Tribunale di Roma, 12 giugno 2018)