Quando il pagamento è nei termini dell’uso

Non può essere ritenuto nei “termini d’uso” il pagamento eseguito con un mezzo fisiologico ed ordinario ma non certamente nei tempi utilizzati nella concreta pregressa specifica attività commerciale.

(Tribunale di Milano, 2 luglio 2019, n. 6484)


La domanda di risarcimento danni del locatore (e di trattenuta del deposito) è riconvenzionale e quindi va tempestivamente formulata

Il diritto alla restituzione del deposito cauzionale sorge per effetto della cessazione del rapporto locativo e del rilascio dell'immobile locato, non richiedendo invece necessariamente, con rilievo condizionante, l'accertamento dell'insussistenza di danni ovvero della infondatezza di eventuali pretese risarcitorie del locatore; per converso l'esistenza di eventuali danni può solo essere dedotta a fondamento di domanda riconvenzionale risarcitoria, nel rispetto dei termini processuali dettati a pena di decadenza, ma non può invece la loro semplice allegazione considerarsi quale mera difesa volta a negare la sussistenza del fatto costitutivo del credito restitutorio.

(Cassazione Civile, 5 luglio 2019, n. 18069)


Non decade dal beneficio prima casa se l’immobile non è destinabile ad abitazione

Non è di ostacolo all'applicazione delle agevolazioni "prima casa" la circostanza che l'acquirente dell'immobile sia al contempo proprietario d'altro immobile (acquistato senza agevolazioni nel medesimo comune) che, per qualsiasi ragione sia inidoneo, per le ridotte dimensioni, ad essere destinato a sua abitazione.

(Cassazione Civile, 8 luglio 2019, n. 18091)


Interruzione della prescrizione in materia di vendita: basta la raccomandata

L' art. 1495, comma 3, c.c. deve essere interpretato nel senso che, al fine di interrompere la prescrizione in materia di diritto al risarcimento nell'ambito di un contratto di compravendita, non è necessario istaurare un giudizio, essendo sufficiente una manifestazione della volontà stragiudiziale in forma scritta.

(Cassazione Civile, Sezioni Unite, 11 luglio 2019, n. 18672)


Interruzione brutale delle trattative e risarcimento del danno

Nel valutare se sia applicabile la clausola generale dell’art. 1337 c.c., il giudice di merito, dopo aver individuato il comportamento della parte che si assume contrario ai doveri di correttezza, deve altresì considerare l'idoneità di tale comportamento ad ingenerare nella controparte l'idea di una rottura ingiustificata delle trattative, valutazione nella quale non si può prescindere dal comportamento tenuto dalla parte adempiente.

(Cassazione Civile, 12 luglio 2019, n. 18748)


Valore probatorio degli SMS

In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche di cui all'art. 2712 c.c. , il "disconoscimento" che fa perdere ad esse la qualità di prova, pur non soggetto ai limiti e alle modalità di cui all'art. 214 c.p.c , deve tuttavia essere chiaro, circostanziato ed esplicito, dovendosi concretizzare nell'allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta, ma non ha gli stessi effetti del disconoscimento previsto dall'art. 215, comma 2, c.p.c. , perché mentre questo, in mancanza di richiesta di verificazione e di esito positivo di questa, preclude l'utilizzazione della scrittura, il primo non impedisce che il giudice possa accertare la conformità all'originale anche attraverso altri mezzi di prova, comprese le presunzioni (fattispecie relativa alla valenza probatoria di alcuni sms).

(Cassazione Civile, 17 luglio 2019, n. 19155)


Responsabilità personale e solidale per le obbligazioni di una associazione

La responsabilità personale e solidale per le obbligazioni di una associazione non riconosciuta, prevista dall'art. 38 c.c. a carico di chi abbia agito in rappresentanza dell'associazione medesima, permane anche dopo la perdita del potere di rappresentanza. Ne consegue che il presidente di una associazione non riconosciuta è passivamente legittimato all'azione del creditore anche dopo la cessazione della carica con riguardo alle obbligazioni che risalgono al periodo in cui ha svolto le funzioni di presidente.

(Tribunale di Torino, 15 marzo 2019, n. 1196)


Sul diritto di installazione dell’ascensore condominiale

L’installazione di un ascensore con sacrificio dei diritti individuali anche di un solo condomino costituisce innovazione vietata e la relativa delibera è affetta da nullità; pertanto, l’impugnazione della stessa non è neppure soggetta al termine di decadenza e non ha rilievo che lo stesso condomino interessato abbia espresso voto favorevole.

(Tribunale di Milano, 21 giugno 2019, n. 6073)


Per i fabbricati in corso di costruzione si trascrivono i dati catastali del terreno

In tema di trascrizione, anche la vendita di cosa futura, ove abbia per oggetto beni immobili, è soggetta, per opporne gli effetti ai terzi, a trascrizione, che grava inizialmente sul terreno e, in virtù del principio dell'elasticità del dominio, potenzialmente sulla costruzione, non rilevando in contrario che la proprietà del bene oggetto del contratto si trasferisca all'acquirente non alla data dell'accordo, bensì nel momento in cui il bene medesimo sia venuto ad esistenza.

(Cassazione Civile, ordinanza 23 luglio 2019, n. 19824)


Competenza delle sezioni specializzate e azione revocatoria

La competenza delle Sezioni Specializzate, ex art. 3 D. Lgs. n. 168/2003, si determina in relazione all'oggetto della controversia, dovendo sussistere un legame diretto di questa con i rapporti societari e le partecipazioni sociali. Deve, pertanto, dichiararsi l’incompetenza funzionale delle Sezioni Specializzate su una controversia avente ad oggetto un’azione revocatoria, anche se l’atto dispositivo da dichiararsi inefficace abbia ad oggetto le partecipazioni sociali, in quanto queste ultime sono oggetto meramente accidentale della domanda ex art. 2901 c.c. e non incidendo l’eventuale declaratoria di inefficacia dell’atto dispositivo nei confronti del creditore sui diritti sociali.

(Tribunale di Venezia, ordinanza 19 giugno 2019)