Onere di attivazione dell’indirizzo pubblico informatico

Ogni imprenditore iscritto al registro delle imprese è tenuto a dotarsi di indirizzo PEC e ha l’obbligo di attivarlo, tenerlo operativo e rinnovarlo nel tempo dal momento di iscrizione al registro stesso e fino ai 12 mesi successivi all'eventuale cancellazione.

(Cassazione Civile, ordinanza, 26 novembre 2018, n. 30532)


Il curatore può vendere l’azienda anche prima del programma di liquidazione

Nei casi in cui il ritardo derivante dalle tempistiche necessarie per la redazione e la conseguente approvazione del programma di liquidazione impedisca il miglior realizzo del complesso aziendale, il curatore fallimentare può farsi autorizzare dal giudice delegato, previo parere del comitato dei creditori, ad alienare l’azienda al di fuori dal programma di liquidazione.

(Tribunale di Reggio Emilia, 24 maggio 2018)


Omessa diagnosi

Tiene una condotta colposa il medico che, dinanzi a sintomi aspecifici, non prenda scrupolosamente in considerazione tutti i loro possibili significati, ma senza alcun approfondimento si limiti a far propria una sola tre le molteplici e non implausibili diagnosi.

(Cassazione Civile, 30 novembre 2018, n. 30999)


Sulla difettosità di un prodotto sicuro

Posto che, in materia di responsabilità da prodotto difettoso, un certo rischio di rottura è compatibile con la natura non difettosa del prodotto e rientra nella soglia del c.d. rischio tollerato, non può considerarsi difettosa la protesi d’anca, danneggiatasi a distanza di sette anni dall'impianto per lacerazione della testina protesica, in ragione della bassissima statistica di rottura, che consente di ritenere dimostrato ex ante il livello di sicurezza che il consumatore può legittimamente attendersi dal prodotto.

(Tribunale di Rimini, 9 aprile 2018)


Legittimo il sequestro preventivo delle quote di una società appartenenti a persona estranea al reato

È legittimo il sequestro preventivo delle quote di una società appartenenti a persona estranea al reato, qualora sussista un nesso di strumentalità tra detti beni ed il reato contestato ed il vincolo cautelare sia destinato ad impedire, sia pure in modo mediato e indiretto, la protrazione dell'ipotizzata attività criminosa, ovvero la commissione di altri fatti penalmente rilevanti, attraverso l'utilizzo delle strutture societarie. Quando si procede per reati tributati commessi dal legale rappresentante di una persona giuridica, è legittimo il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente, dei beni dell'imputato sul presupposto dell'impossibilità di reperire il profitto del reato nel caso in cui dallo stesso soggetto non sia stata fornita la prova della concreta esistenza di beni nella disponibilità della persona giuridica su cui disporre la confisca diretta.

(Cassazione Penale, 12 novembre 2018, n. 51345)


Rimborso finanziamento soci e bancarotta fraudolenta per distrazione

In tema di reati societari, qualora il socio creditore si identifichi con l’amministratore della società, la condotta di quest’ultimo, volta alla restituzione, in periodo di dissesto, di finanziamenti precedentemente concessi, integra il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione e non quello di bancarotta preferenziale, poiché la restituzione assume un significato diverso e più grave, in un simile contesto, rispetto alla mera volontà di privilegiare un creditore in posizione paritaria rispetto a tutti gli altri creditori.

(Cassazione Penale, 7 novembre 2018, n. 50495)


Responsabilità oggettiva e solidale tra intermediario e promotore

La responsabilità solidale tra l’intermediario e il promotore finanziario, per i danni causati da quest’ultimo a terzi, ex art. 31, comma 3, TUF, si configura, avuto riguardo alla posizione dell’intermediario, come responsabilità oggettiva, funzionalmente volta alla tutela dei terzi e del mercato: indipendentemente dalla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato e dal carattere di continuità dell’incarico affidato all'agente, ai fini della sussistenza di tale responsabilità dell’intermediario è sufficiente che l’attività illecita del promotore sia stata agevolata o resa possibile dall'intervento di quest’ultimo nell'attività di impresa.

(Cassazione Civile, ordinanza 22 novembre 2018, n. 30161)


Risarcimento del danno al dipendente tardivamente assunto

Il lavoratore subordinato, che, uscito vittorioso da un concorso pubblico per l'assegnazione di posti di lavoro presso enti di pubblica rilevanza, non sia stato assunto o sia stato tardivamente assunto in ragione di un provvedimento illegittimo della pubblica amministrazione, ha diritto ad un risarcimento del danno corrispondente alle retribuzioni perdute, detratte le somme dallo stesso percepite nel periodo di disoccupazione, la prova delle quali grava interamente sul datore di lavoro.

(Cassazione Civile, ordinanza, 13 aprile 2018, n. 9193)


Responsabilità dell’Ente per violazione delle norme di prudenza

A prescindere da ogni obbligo legale, l'Ente pubblico proprietario e gestore della strada deve rispondere per violazione delle norme di comune prudenza (colpa generica), non potendo disinteressarsi della sicurezza degli utenti dell'arteria in presenza di evidenti situazioni di pericolo (come quella rappresentata nella specie da un palo di cemento posto a poco più di tre metri dal ciglio stradale all'uscita di una curva, sia pure ad ampio raggio).

(Tribunale di Taranto, 6 settembre 2017, n. 2261)


Violazione degli obblighi familiari

La condotta del coniuge integrante il reato di violazione degli obblighi familiari, a cui si aggiungano le ripetute minacce all'ex coniuge, che si configuri idonea ad ingenerare nella vittima uno stato di ansia e preoccupazione tali da provocare un turbamento psichico transitorio e soggettivo conseguente proprio al fatto di reato, costituisce un ipotesi di illecito civile, cosicché il danno subito dalla vittima è risarcibile ai sensi dell’art. 2059 c.c. anche se il reato è accertato solo incidentalmente.

(Tribunale di Roma, 12 settembre 2018, n. 17144)