Responsabilità del professionista e prova del danno; giudizio prognostico sull’esito dei ricorsi tributari tardivi
Non va risarcito il danno patrimoniale quando, pur pacifica la negligenza del professionista che non ha depositato tempestivamente i ricorsi tributari (statuizione dalla quale era comunque dipesa la condanna per il danno non patrimoniale), una valutazione prognostica dei ricorsi non consente di ritenere che sarebbero stati accolti (I giudici d'appello, al riguardo, avevano anche puntualizzato, con motivazione approfondita condivisa dalla Corte di Cassazione, che non poteva giungersi ad una diversa valutazione, anche tenendo conto dei ricorsi proposti dagli appellanti quasi contestualmente ma affidati ad un diverso commercialista (i quali avevano avuto per loro esito favorevole), in quanto, oltre a mancare la certezza di uniformità dell'orientamento delle varie sezioni della Commissione Tributaria adita, i profili delle violazioni contestate ed oggetto della controversia in esame erano differenti.
(Cassazione Civile, 31 maggio 2018, n. 13769)
Il finanziamento dei soci e la postergazione del rimborso
Il principio di postergazione del rimborso del finanziamento dei soci dell'art. 2467 Cod. Civ. per le società a responsabilità limitata è dettato al fine di contrastare i fenomeni di sottocapitalizzazione nominale in società cosiddette "chiuse", determinati dalla convenienza dei soci a ridurre l'esposizione al rischio d'impresa, ponendo i capitali a disposizione dell'ente collettivo nella forma del finanziamento anziché in quella del conferimento.
Qualora tali finanziamenti, in qualsiasi forma effettuati, siano stati concessi in un momento in cui risulti un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento, essi possono essere rimborsati solo una volta che siano stati integralmente soddisfatti tutti i creditori sociali, dovendo peraltro essere immediatamente restituiti se effettuati nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento.
(Tribunale di Reggio Emilia, 8 febbraio 2018, n. 204)
Il danno da lesione della reputazione va provato essendo un danno-conseguenza
Il danno da lesione della reputazione è un danno ai diritti assoluti della personalità costituzionalmente protetti. Tale danno è però un tipico danno-conseguenza che non coincide con la lesione del semplice interesse (ovvero non è in re ipsa). Dev'essere perciò opportunamente allegato e provato da chi chiede il relativo risarcimento anche mediante presunzioni ed anche tramite valutazioni prognostiche trattandosi di un pregiudizio che può proiettarsi nel futuro, con quantificazione anche in via equitativa.
(Cassazione Civile, ordinanza 16 aprile 2018, n. 9385)
Conoscenza legale del fallimento e decorrenza del termine per la riassunzione del giudizio
Anche se la dichiarazione di fallimento determina l'automatica interruzione del processo, il termine trimestrale per la riassunzione decorre dal momento dell’effettiva conoscenza dell’evento interruttivo, indipendentemente dal momento in cui è stata dichiarata l’interruzione dall'autorità giudiziaria. La conoscenza “legale” del fatto interruttivo può cominciare a decorrere in presenza di una dichiarazione, notificazione o certificazione rappresentativa dell'evento medesimo, assistita da fede privilegiata.
(Cassazione Civile, ordinanza 18 aprile 2018, n. 9578)
L’estensione del fallimento alla società di fatto insolvente
In caso di fallimento di un soggetto del quale si ipotizzi la partecipazione come socio di una società di fatto, al fine di estendere gli effetti del fallimento ex art. 147 L.F. alla società nonché agli altri soci occulti, oltre agli elementi per accertare l’esistenza di tale società (affectio societatis, pagamenti privi di causa) è necessario accertarne lo stato di insolvenza autonomo oppure che il tra socio fallito e la società di fatto vi sia identità di impresa tale da rendere inutile un autonomo accertamento dell’insolvenza.
(Tribunale di Catania, decreto 1 marzo 2018)
L’assenza di giusta causa e il risarcimento del danno
La misura del risarcimento del danno subito dall'amministratore unico di s.r.l. a seguito di revoca dalla carica in assenza di giusta causa è parametrata, in applicazione dell’art. 1223 c.c., all'ammontare dei compensi non percepiti in dipendenza dell’ingiustificata revoca.
(Cassazione Civile, ordinanza 28 agosto 2018, n. 21233)
Salute, dolore, qualità della vita sono beni diversi e come tali esigono un risarcimento distinto
Il danno biologico (cioè la lesione della salute), quello morale (cioè la sofferenza interiore) e quello dinamicorelazionale (altrimenti definibile “esistenziale”, e consistente nel peggioramento delle condizioni di vita quotidiana nei suoi vari aspetti inclusi quelli che attengono alla sfera sessuale) costituiscono pregiudizi non patrimoniali ontologicamente diversi e tutti risarcibili. Il giudice di merito, in relazione ad una visione complessiva della persona e sulla base di prove anche presuntive, deve determinare il ristoro del pregiudizio subito senza incorrere in vuoti risarcitori riferibili anche al mancato riconoscimento delle ripercussioni sulla vita privata contrastanti con l’art. 32 Cost. e con i principi affermati dagli artt. 3 e 7 della Carta di Nizza recepita dal Trattato di Lisbona e dell’art. 8 della Cedu.
(Cassazione Civile, 31 maggio 2018, n. 13770)
È vessatoria la clausola che disincentiva il ricorso al carrozziere di fiducia
È vessatoria la clausola contenuta nella polizza r.c. auto, non specificamente approvata e sottoscritta dall'assicurato, che in caso di riparazione del veicolo penalizza, con l’applicazione di un maggior scoperto contrattuale, la scelta di rivolgersi a un carrozziere di fiducia anziché alle officine convenzionate.
(Tribunale di Torino, 22 marzo 2017, n. 1530)
Debiti della società e debiti dei soci
I debiti assunti da una società di persone non possono essere considerati debiti personali dei suoi soci illimitatamente responsabili, essendo riconducibili esclusivamente alla società, nei confronti dei quali i soci illimitatamente responsabili assumono piuttosto la posizione e il trattamento di garanti "ex lege", come è dimostrato dalla possibilità che i soci prestino fideiussione per le obbligazioni della società ai sensi dell'art. 1936 c.c..
(Cassazione Civile, ordinanza 16 marzo 2018, n. 6650)
Investimento volontario del pedone: il risarcimento assicurativo è comunque dovuto
In tema di assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore, la copertura assicurativa si estende anche al danno provocato dal conducente con dolo. Pertanto, il danneggiato ha diritto di ottenere un risarcimento dell'assicuratore non trovando applicazione la norma di cui all'art. 1917 c.c.
(Cassazione Civile, 20 agosto 2018, n. 20786)