Responsabilità dell’amministratore per bancarotta: risponde anche la testa di legno
L'amministratore di diritto risponde del reato di bancarotta fraudolenta documentale per sottrazione o per omessa tenuta, in frode ai creditori, delle scritture contabili anche se è investito solo formalmente dell'amministrazione della società fallita (cosiddetta testa di legno): sussiste infatti il diretto e personale obbligo dell'amministratore di diritto di tenere e conservare le predette scritture, purché sia fornita la dimostrazione della effettiva e concreta consapevolezza del loro stato, tale da impedire la ricostruzione del movimento degli affari. Il dolo dell'amministratore formale nel reato commesso dall'amministratore di fatto, può configurarsi anche come eventuale ed essere integrato dall'omesso controllo sulla tenuta delle scritture che dimostra la rinuncia a porre in essere quelle attività idonee a prevenire il pericolo di distrazioni e, di conseguenza, l'accettazione del rischio che esse possano verificarsi.
(Cassazione Penale, 13 giugno 2018, n. 27163)
Sull'intermediario obbligo informativo continuo
In materia di investimenti obbligazionari, l’obbligo gravante sull’intermediario di acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati, ai sensi dell’art. 21 TUF, permane anche durante l'intera fase esecutiva del rapporto. L'obbligo d'informazione di tipo continuativo risulta fondato non solo sulle norme primarie e regolamentari di settore, ma anche sugli artt. 1175 e 1375 c.c., che impongono il rispetto delle regole generali di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto: da ciò discende che l'investitore deve entrare tempestivamente in possesso delle informazioni su di un titolo, idonee non solo a far comprendere l'iniziale grado di rischio collegato all'investimento, ma che consentano anche di assumere provvidenziali scelte di cessione del titolo, atte ad impedire gravose perdite per l'investitore, in caso di svalutazione del titolo acquistato o deterioramento del patrimonio degli emittenti il titolo.
(Cassazione Civile, 18 giugno 2018, n. 15936)
Validi i contratti bancari sottoscritti dal solo correntista
Nei contratti bancari, il requisito della forma scritta, posto a pena di nullità dall'art. 117, comma 3, TUB (azionabile dal solo cliente ex art. 127, comma 2, TUB), va inteso non applicando la disciplina generale sulle nullità negoziali per difetto di forma, ma in senso funzionale, avuto riguardo alla finalità di protezione del correntista assunta dalla norma, sicché tale requisito deve ritenersi rispettato ove il contratto sia redatto per iscritto e ne sia consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente che vi sia la sottoscrizione di quest'ultimo, e non anche quella dell'istituto di credito, il cui consenso ben può desumersi alla stregua dei comportamenti concludenti dallo stesso tenuti.
(Cassazione Civile, 21 giugno 2018, n. 16362)
Sequestro penale sui beni degli amministratori
In tema di sequestro preventivo, in caso di reati tributari commessi dall'amministratore di una società, il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente può essere disposto, nei confronti dello stesso, solo quando, all'esito di una valutazione allo stato degli atti sullo stato patrimoniale della persona giuridica, risulti impossibile il sequestro diretto del profitto del reato nei confronti dell'ente che ha tratto vantaggio dalla commissione del reato.
(Cassazione Penale, 21 giugno 2018, n. 28745)
Società sportive dilettantistiche e sponsorizzazioni
Il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 Euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell'immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario, ai sensi dell'art. 74, comma 2, TUIR. Sussiste una presunzione legale assoluta circa la natura pubblicitaria e non di rappresentanza di dette spese di sponsorizzazione, a condizione che il soggetto sponsorizzato sia una compagine sportiva dilettantistica, sia rispettato il limite quantitativo di spesa, la sponsorizzazione miri a promuovere l'immagine ed i prodotti dello sponsor e il soggetto sponsorizzato abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale.
(Cassazione Civile, 19 giugno 2018, n. 16113)
Disconoscimenti, riconvenzionali ed eccezioni infondate: temerarietà
Configura temerarietà l’aver proposto un’opposizione con evidenti finalità dilatorie, formulando contestazioni ininfluenti ("disconoscimento" della data dell'assegno; nullità dell'assegno a fronte di un'azione causale non contestata) o palesemente infondate (inesigibilità della restituzione) ed avanzando un’infondata domanda di risarcimento di un preteso mancato guadagno.
Il danno per la lite temeraria viene liquidato equitativamente in misura corrispondente alla metà delle spese di soccombenza.
(Tribunale di Parma, 24 marzo 2018)
Allegazioni contra tabulas: è lite temeraria
La giurisprudenza ritiene sufficientemente sintomatico di una colpa grave la condotta processuale del convenuta, in quanto alcuni assunti dello stesso sono stati smentiti dalla documentazione prodotta in giudizio. In particolare va stigmatizzato l'aver prodotto in giudizio di appello un documento relativo ad altro rapporto e giudizio e sostenere, in aperto spregio di buonafede e correttezza, essere un acconto.
(Tribunale di Parma, 26 marzo 2018 n. 476)
Risarcimento del danno da lesione del diritto di proprietà
In materia di responsabilità civile, in particolare di responsabilità extracontrattuale ex 2043 c.c., nel cui paradigma è inquadrabile la responsabilità dello Stato per lesione di diritti soggettivi, la tutela dei diritti di proprietà e iniziativa privata costituisce una manifestazione significativa della tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica. L’occupazione abusiva di un intero compendio immobiliare non lede i soli interessi della parte proprietaria, ma lede anche il generale interesse dei consociati alla convivenza ordinata e pacifica e assume una inequivoca valenza eversiva. L’esecuzione degli sgomberi forzati può determinare immediati, ma evidenti e limitati turbamenti dell’ordine pubblico; la tolleranza delle occupazioni abusive, al contrario, può determinare situazioni di pericolo meno evidenti, ma decisamente più gravi nel medio e lungo periodo.
(Tribunale di Roma, 4 luglio 2018, n. 13719)
Mancato deposito presso il registro imprese ed attendibilità dei bilanci
Per dimostrare di essere sottratta alle procedure concorsuali, ai sensi dell’art. 1, comma secondo, l.fall., è necessario che la società produca i bilanci approvati dall'assemblea dei soci per il triennio rilevante; il giudice di merito, non può ritenere inattendibili detti bilanci, solo perché non risultano essere stati depositati presso il registro delle imprese, dovendo invece, una volta accertato che i detti bilanci siano stati approvati, motivare espressamente sulle ragioni che inducono ad una valutazione di non attendibilità di siffatti documenti.
(Cassazione Civile, ordinanza 18 giugno 2018, n. 16067)
Negligente il curatore che tarda a fare l’inventario
Posto che il curatore fallimentare deve adempiere ai doveri del proprio ufficio con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico (art. 38, comma 1, l. fall.), la violazione del dovere di speditezza, desumibile dagli artt. 87 e 104-ter l. fall., non può che essere qualificato come condotta illecita e negligente.
L’attività di inventario è rimessa integralmente alla responsabilità del curatore, il quale deve attenersi, nel suo svolgimento, al canone della massima celerità, assumendo ogni iniziativa utile o necessaria a tal fine.
(Tribunale di Roma, 6 giugno 2018)