Criteri per l’individuazione della residenza abituale del minore

Per individuare la residenza abituale di un minore di tenera età (2 anni), necessaria per la scelta del Giudice competente, si devono valorizzare indicatori di natura proiettiva, quali l'iscrizione all'asilo in un determinato Paese, l'incardinamento in tale sistema pediatrico. Altri elementi, quali i periodi non brevi trascorsi dal minore in un altro Paese sono, invece, da considerarsi 'recessivi' rispetto a quelli sopra indicati.

(Cassazione Civile, sez. un., 30 marzo 2018, n. 8042)


Stato di insolvenza e inadempimento di un solo credito

Il giudizio sulla sussistenza dello stato d'insolvenza si sostanzia nella valutazione complessiva dello stato di impotenza patrimoniale al regolare adempimento delle obbligazioni, che può essere condotto alla stregua dell'inadempimento anche solo di un credito ingente, il quale sia indicativo dello stato d'illiquidità.

(Cassazione Civile, 28 marzo 2018, n. 7589)


Divorzio e indennità fine rapporto

L'ex moglie non ha diritto alla percezione di una quota di TFR appartenente al consorte, ai sensi dell'art. 12 -bis legge n. 898/1970, se il ricorso per la cessazione degli effetti civili del matrimonio viene proposto in un arco cronologico successivo alla maturazione del diritto di TFR in capo al marito.

(Cassazione Civile, ordinanza 22 marzo 2018, n. 7239)


L’omessa presentazione delle osservazioni ex art. 95, comma II, L.F. non comporta acquiescenza allo stato passivo

Nel giudizio di opposizione allo stato passivo fallimentare, il creditore, il cui credito sia stato escluso, oppure ridotto, nel progetto predisposto dal curatore, può proporre eccezioni e depositare i documenti ritenuti rilevanti, pure nell'ipotesi ove non abbia presentato alcuna preventiva osservazione ai sensi dell’art. 95, II comma, legge fallimentare, dovendosi escludere che l’omesso esercizio di tale facoltà comporti il prodursi di preclusioni, attesa la non equiparabilità del citato giudizio a quello d’appello, con conseguente inapplicabilità dell’art. 345 del codice di rito civile.

(Cassazione Civile, 24 agosto 2016, n. 17286)


Condanna per lite temeraria

Agire o resistere in giudizio con mala fede o colpa grave vuol dire azionare la propria pretesa, o resistere a quella avversa, con la coscienza dell’infondatezza della domanda o dell’eccezione; ovvero senza aver adoperato la normale diligenza per acquisire la coscienza dell’infondatezza della propria posizione.

(Cassazione Civile, ordinanza 3 aprile 2018, n. 8064)


Responsabilità del condomino

Qualora le infiltrazioni d’acqua, provenienti dal tetto di un edificio, cagionino un danno ad un condomino, responsabile non è solamente il Condominio ma altresì, ai sensi dell’art. 2051 c.c., il proprietario dell’appartamento sovrastante quello del danneggiato che non abbia provveduto alla manutenzione ordinaria del proprio immobile.

(Cassazione Civile, ordinanza 4 aprile 2018, n. 8393)


Responsabilità degli amministratori di società di capitali

L'art. 2392 c.c., nel testo vigente anteriormente alle modifiche introdotte dal D. Lgs. n. 6 del 2003, impone a tutti gli amministratori un dovere di vigilanza sul generale andamento della gestione che non viene meno nella ipotesi di attribuzioni proprie di uno o più amministratori, restando anche in tal caso a carico dei medesimi l'onere della prova di essersi diligentemente attivati per porre rimedio alle illegittimità rilevate. Tuttavia, alla regola di porre a carico solidale di tutti gli amministratori le conseguenze delle rilevate illegittimità contabili e di gestione della società è legittimo fare eccezione per quegli amministratori che abbiano assunto l'incarico da troppo breve tempo per poter ragionevolmente supporre che abbiano avuto modo di rendessi conto della situazione e che siano stati in grado d'intervenire con utili strumenti correttivi.

(Cassazione Civile, 21 marzo 2018, n. 6998)


Obbligo di provvedere al mantenimento dei figli

In materia di mantenimento dei figli minori grava, su entrambi i genitori, l'obbligo di provvedere al loro mantenimento; nel caso in cui uno solo dei coniugi abbia integralmente adempiuto l'obbligo di mantenimento dei figli, gravante su entrambi i genitori, pure per la quota facente carico all'altro coniuge, è legittimato ad agire iure proprio nei confronti di quest'ultimo per il rimborso di detta quota, ed anche per il periodo anteriore alla domanda.

(Tribunale di Reggio Emilia, 8 febbraio 2018)


La clausola risolutiva espressa è nulla se sono indeterminate le obbligazioni

La clausola risolutiva espressa presuppone che le parti abbiano previsto la risoluzione di diritto del contratto per effetto dell'inadempimento di una o più obbligazioni specificamente determinate, cosicché il Giudice non possa verificare la gravità dell’inadempimento. Pertanto, la clausola che attribuisca ad uno dei contraenti la facoltà di dichiarare risolto il contratto per gravi e reiterate violazioni dell'altro contraente “a tutti gli obblighi” da esso discendenti va ritenuta nulla per indeterminatezza dell'oggetto, in quanto detta locuzione nulla aggiunge in termini di determinazione delle obbligazioni il cui inadempimento può dar luogo alla risoluzione del contratto e rimette in via esclusiva ad una delle parti la valutazione dell'importanza dell'inadempimento dell'altra.

(Corte di Appello di Milano, 19 febbraio 2018)


Concorso del cliente nel comportamento negligente del commercialista.

Nel rapporto tra contribuente (soprattutto lavoratore autonomo o imprenditore) e commercialista, la condotta del contribuente dev'essere improntata a diligenza qualificata in ordine al puntuale assolvimento dei propri obblighi fiscali, se non del quantum e delle modalità di adempimento (demandati al consulente), quanto meno dell’an della pretesa statuale, richiedendosi da parte sua l’esercizio del dovere di vigilanza affinché venga data puntuale esecuzione al mandato conferito. Pertanto, nell'ipotesi in cui sia ravvisabile un difetto di diligenza del professionista, questi non risponde per l’intero danno ove dimostri che il comportamento negligente del cliente sia concorso nella produzione dell’evento, con conseguente limitazione per il professionista dell’obbligo risarcitorio.

(Tribunale di Milano, 12 gennaio 2018, n. 265)