Obblighi di diligenza del notaio
Il notaio non può limitarsi al mero accertamento della volontà delle parti ed a sovrintendere alla compilazione dell’atto, occorrendo che si interessi anche delle attività preparatorie e successive necessarie ad assicurare la serietà e la certezza degli effetti tipici dell’atto e del risultato pratico perseguito ed esplicitato dalle parti. (Nel caso di specie, in cui le parti di un preliminare avevano pattuito un termine di nove anni per la stipula del contratto definitivo, la Corte ha ritenuto che fosse dovere del notaio avvertirle che il c.d. “effetto prenotativo” del preliminare cessa qualora, entro tre anni dalla sua trascrizione, non sia eseguita quella del contratto definitivo o della domanda giudiziale diretta ad ottenere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo a contrarre).
(Cassazione Civile, 18 maggio 2017, n. 12482)
Risarcimento del danno esistenziale da inadempimento contrattuale anche in ipotesi non costituzionalmente qualificate
Il danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale è risarcibile indipendentemente dalla sussistenza di una lesione di un diritto inviolabile costituzionalmente qualificato, dalla consumazione di un reato ex art. 185 c.p. o da una previsione legislativa. Postulare siffatta consistenza del danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale non equivale ad allargare la platea della risarcibilità a qualsiasi fattispecie di danno non patrimoniale (nel caso in esame il Tribunale ha ritenuto provata la sofferenza derivata agli sposi dalla brutta figura fatta con i propri invitati il giorno del loro matrimonio, conseguente all'aver offerto durante il ricevimento nunziale cibo avariato, e pertanto alla coppia può essere riconosciuto il risarcimento del danno esistenziale da inadempimento contrattuale).
(Tribunale di Paola, 15 febbraio 2018)
Clausola vessatoria valida anche se illeggibile
In materia di contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari predisposti per disciplinare in modo uniforme determinati rapporti (nella specie, utenza telefonica), la clausola con cui si stabilisce una deroga alla competenza territoriale ha natura vessatoria e deve essere, ai sensi dell'art. 1341, comma 2, c.c., approvata espressamente per iscritto. Qualora la medesima risulti scarsamente o per nulla leggibile, sia perché il modello è in fotocopia sia perché i caratteri grafici sono eccessivamente piccoli, il contraente debole può esigere dalla controparte che gli venga fornito un modello contrattuale pienamente leggibile; ma, ove ciò non abbia fatto, non può lamentare in sede giudiziale di non aver rettamente compreso la portata della suddetta clausola derogatoria.
(Cassazione Civile, 12 febbraio 2018, n. 3307)
Separazione e addebito tra marito violento e moglie infedele
Ai fini dell'addebito della separazione, se la condotta violenta dell'ex marito non può giustificare la relazione extraconiugale della consorte e comporta l'addebito allo stesso, la separazione può essere addebitata anche a quest'ultima, qualora la relazione extraconiugale risulti provata.
(Cassazione civile, 19 febbraio 2018, n. 3923)
Strategia difensiva deficitaria dell'avvocato: risoluzione del contratto e restituzione dell'acconto versato
In tema di risoluzione del contratto di prestazione d’opera professionale, qualora la strategia difensiva scelta dall'avvocato si mostri tanto deficitaria da integrare l’importanza dell’inadempimento che, ai sensi dell’art. 1455 c.c., rappresenta idoneo presupposto per l’invocata risoluzione del contratto, la risoluzione dello stesso, ai sensi dell’art. 1458 c.c., determina il venir meno del diritto al compenso dell’avvocato, la restituzione dell’acconto versato e la conseguente revoca del decreto ingiuntivo eventualmente opposto (nel caso di specie, proponendo un’eccezione di prescrizione ambigua e non indicando le circostanze da cui desumere il momento da cui la prescrizione era cominciata a decorrere, l’avvocato ha – in sostanza – vanificato l’unica difesa proposta nell'interesse del cliente).
(Tribunale di Rimini, 16 novembre 2017)
Lesione al godimento della propria abitazione
L'assenza del danno biologico documentato non osta al riconoscimento del danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite, allorché siano stati lesi il diritto al normale svolgimento della vita familiare all'interno della propria abitazione ed il diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, quali costituzionalmente garantiti e tutelati anche dall'art. 8 Convenzione europea dei diritti dell'uomo (nella specie, la Suprema Corte ha riconosciuto la responsabilità del Comune, per mancato esercizio dei poteri di vigilanza, per l'autorizzazione della posa di un palco in occasione della festa del Santo Patrono, a meno di un metro dall'abitazione durante i festeggiamenti e successivamente non rimosso, configurando una turbativa della vita domestica conseguente a immissioni sonore e luminose). La prova del pregiudizio può essere fornita anche mediante presunzioni.
(Cassazione Civile SU 1 febbraio 2017, n. 2611)
Riduzione dell’assegno di mantenimento per i figli
Il giudice non può respingere la richiesta del divorziato tesa alla riduzione dell’assegno di mantenimento nei confronti della prima figlia, senza effettuare una valutazione circa le esigenze di crescita degli altri figli avuti dalla successiva relazione e già nati alla data della sentenza.
(Cassazione Civile, ordinanza 2 febbraio 2018, n. 2620)
Forma dell’atto di donazione indiretta
La liberalità della donazione indiretta si realizza, non attraverso il negozio tipico della donazione, ma mediante il compimento di uno o più atti che, conservando la forma e la causa che è ad essi propria, producono l’arricchimento del destinatario in via indiretta. L’intenzione di donare emerge quindi non in via diretta, dall’atto o dagli atti utilizzati, ma solo, in via indiretta, dall’esame rigoroso di tutte le circostanze di fatto del singolo caso.
Ciò premesso, la cointestazione del conto corrente con firma e disponibilità disgiunte di una somma di denaro depositata, è qualificabile come donazione indiretta qualora detta somma risulti essere precedentemente appartenuta ad uno solo dei cointestatari, rilevandosi che col mezzo del contratto di deposito bancario, si realizza l’arricchimento senza corrispettivo dell’altro cointestatario: a condizione però, che sia verificata l’esistenza dell’animus donandi, consistente nell’accertamento che il proprietario del denaro non aveva, nel momento della contestazione, altro scopo che quello della liberalità.
(Cassazione Civile, ordinanza 28 febbraio 2018, n. 4682)
Onere della prova nel contratto di somministrazione di energia
Nell'opposizione a decreto ingiuntivo di un gestore che agisce per il recupero del credito vantato per fornitura di energia in ragione di importi addebitati per consumi stimati ed a conguaglio, la prova del credito azionato in sede monitoria grava sul gestore. E’ infatti onere del convenuto opposto, a fronte della contestazione formulata dall'opponente sugli importi dei consumi esposti nelle bollette calcolati a stima ed a conguaglio, fornire la prova del quantum dei beni somministrati, in quanto il somministratore, per tramite del distributore locale, è autorizzato a rilevare periodicamente i reali consumi effettivi erogati quali emergono dalla lettura del contatore.
(Giudice di Pace di Milano, 23 gennaio 2018)
Il gestore del centro sportivo e la responsabilità per le sue condizioni
A fronte di lesioni colpose patite da un calciatore, causate da un avvallamento occultato da una pozzanghera in un campo sintetico, il gestore di un centro sportivo è titolare di una posizione di garanzia, che gli impone di adottare le necessarie cautele per preservare l’incolumità fisica degli utilizzatori, provvedendo alla manutenzione delle infrastrutture e delle attrezzature. L’applicazione di questo principio rende irrilevante il fatto che il campo fosse stato ceduto in affitto alla ‘Uisp’ per lo svolgimento di un campionato ad hoc, stante l’obbligo del gestore dell’impianto di governare i rischi connessi alle caratteristiche del campo sportivo e l’obbligo di impedire che esso presentasse rischi nell'utilizzo in condizioni meteorologiche avverse.
(Cassazione Penale, 28 febbraio 2018, n. 9160)