Concordato misto e soddisfazione dei chirografari
Il concordato “misto” può essere definito quale figura negoziale atipica che si pone come tertium genus tra il concordato liquidatorio e il concordato con continuità aziendale e non appare corretto sostenere che la semplice presenza di una componente liquidatoria debba comportare tout court l’osservanza della soglia minima del 20 %.
(Tribunale di Como, 27 febbraio 2018)
Al poliziotto carente nelle indagini può configurarsi la responsabilità civile?
In caso di omissione colposa nelle indagini delegate alla polizia dall'autorità giudiziaria, la condotta dell’agente non può costituire autonoma fonte di responsabilità civile poiché non può essere distinta dall'attività pubblicistica dell’organo titolare dell’azione penale. Al di fuori dei casi dolosi inquadrabili nell'ambito della calunnia, la sovrapponibilità dell’attività pubblicistica dell’autorità giudiziaria alla condotta dell’agente, esclude la configurabilità di un nesso causale con il danno eventualmente subito da chi si afferma leso dall'omissione, fermo restando il regime di responsabilità inerente al titolare del suddetto organo.
(Cassazione Civile, ordinanza 13 marzo 2018, n. 6036)
Fino a che età il figlio ha diritto al mantenimento?
Con il superamento di una certa età, il figlio maggiorenne, anche se non indipendente, raggiunge comunque una sua dimensione di vita autonoma che lo rende, se del caso, meritevole dei diritti ex art. 433 c.c. ma non più del mantenimento ex art. 337 -ter, 337-octies Cod. Civ.. Viene pertanto individuata, come età presuntiva, in linea con le statistiche ufficiali, nazionali ed europee, che oltre la soglia dei 34 anni, lo stato di non occupazione del figlio maggiorenne non può più essere considerato quale elemento ai fini del mantenimento, dovendosi ritenere che, da quel momento in poi, il figlio stesso possa semmai, avanzare le pretese riconosciute all'adulto, ovvero il regime degli alimenti.
(Tribunale di Modena, 1 febbraio 2018, n. 165)
Amministrazione di sostegno anche in caso di prodigalità
Può adottarsi la misura dell’amministrazione di sostengo, nell'interesse del beneficiario e a protezione del di lui patrimonio, anche in presenza dei presupposti di legge per l'interdizione o inabilitazione e anche in caso di prodigalità.
(Cassazione civile, 7 marzo 2018, n. 5492)
Revoca della sentenza di fallimento ed interruzione del giudizio di opposizione allo stato passivo
La sopravvenuta revoca della dichiarazione di fallimento, passata in giudicato, rende improcedibile il giudizio di opposizione allo stato passivo, attesa la natura endofallimentare di detto giudizio, inteso all'accertamento del credito con effetti limitati al concorso allo stato passivo. Nel caso in cui il fallito ritorni in bonis, l’accertamento effettuato nella procedura fallimentare non ha valore di prova certa ed il creditore, per recuperare coattivamente le somme, dovrà munirsi di regolare titolo esecutivo e, quindi, per ottenerlo, provvedere alla prova del credito secondo le regole generali.
(Cassazione civile, ordinanza 19 febbraio 2018, n. 3957)
Straordinarietà dell’evento atmosferico e risarcimento danni
La straordinarietà di un evento atmosferico può comportare la configurabilità del caso fortuito, idoneo ad escludere, come nel caso di specie, le pretese risarcitorie di alcuni automobilisti nei confronti della Provincia, proprietaria del tratto di strada in cui gli stessi erano rimasti bloccati a causa di un’abbondante nevicata senza ricevere né assistenza né soccorso.
(Cassazione civile, ordinanza 12 marzo 2018, n. 5859)
Ingiustizia del danno e responsabilità della banca
E’ da rigettare la domanda di risarcimento per danno ingiusto avanzata da un correntista nei confronti del proprio istituto di credito, il quale non aveva adempiuto tempestivamente alla richiesta del cliente che aveva disposto un bonifico sul conto corrente estero della moglie e, successivamente a tale inadempimento, le somme sul conto corrente venivano pignorate da un creditore.
Non si profila infatti il danno ingiusto, in quanto il correntista era perfettamente consapevole della propria esposizione debitoria ed attraverso la richiesta di bonifico risultava chiaro che lo stesso volesse eludere le pretese del creditore. Inoltre, al momento della disposizione del bonifico, non vi era la presenza di alcun credito da tutelare, perché nel patrimonio del correntista rientravano già i debiti maturati in epoca antecedente alla disposizione del bonifico, che già gravavano in senso negativo sul suo patrimonio.
(Cassazione Civile, ordinanza 6 marzo 2018, n. 5152)
E’ necessaria l’esecuzione forzata per entrare in possesso dei beni sequestrati?
In caso di sequestro giudiziario di beni, una volta che la connessa domanda di merito sia stata accolta con sentenza di primo grado non passata in giudicato, non è possibile per la parte vittoriosa nel giudizio di merito immettersi immediatamente nel possesso dei beni sequestrati chiedendone il rilascio al custode giudiziario nominato. La parte vittoriosa in primo grado dovrà invece avviare l’esecuzione nelle forme di cui agli artt. 605 e ss. C.p.c., notificando il precetto alla parte soccombente, e sarà poi l’ufficiale giudiziario a recarsi sul luogo dell’esecuzione, richiedendo al custode giudiziario la necessaria collaborazione per immettere l’avente titolo nel possesso dei beni, restando ferma al contempo la possibilità per la parte obbligata di opporsi all'esecuzione mediante il rimedio di cui all'art. 615 C.p.c..
(Tribunale di Udine, ordinanza 24 gennaio 2018)
Responsabilità dell’istruttore per i danni patiti dall'allievo
In caso di danni occorsi durante una lezione di sport, è corretto ricondurre la fattispecie nell'alveo della responsabilità aggravata ex art. 2048, c.c., giacché deve essere posto in primo piano il rapporto esistente tra allievo e maestro, in sé oggettivamente considerato, dando il giusto risalto al particolare contenuto di tale rapporto giuridico, nell'ambito del quale il precettore assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e di vigilanza sull'allievo (la Corte afferma la responsabilità dell’istruttore di kitesurf per le lesioni patite dall'allievo conseguenti l'impatto violento contro il muro di cemento di un'abitazione, dopo che, durante lo svolgimento di una lezione della tecnica kitesurf, a causa della sua inesperienza, nonché delle forti raffiche di vento, perdeva il controllo del suo attrezzo velico).
(Corte d’Appello di Taranto, 22.02.2016, n. 77)
Falsa rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria della società
Il bilancio non veritiero può dar luogo alla responsabilità risarcitoria degli amministratori, giusto l’art. 2395 c.c., nella misura in cui i soci e i terzi in buona fede possono essere tratti in inganno dalla falsa immagine che i dati di bilancio rimandano della situazione economico-patrimoniale della società. Il soggetto che, nell'esperire un’azione di responsabilità ex art. 2395 c.c., lamenti la falsità dei dati di bilancio, è tenuto a provare mediante qualsiasi mezzo di prova non soltanto tale falsità, ma anche il nesso causale tra il dato falso e la propria determinazione di concludere il negozio, da cui sia derivato un danno diretto sul proprio patrimonio. Il rapporto di causalità, tuttavia, viene meno laddove il socio o il terzo, utilizzando l’ordinaria diligenza, avrebbero potuto conoscere facilmente, per altra via, l’effettiva consistenza patrimoniale.
(Tribunale di Roma, 5 giugno 2017)