Se perdi lo scontrino del lotto perdi anche la vincita
Poiché lo scontrino di giocata costituisce un titolo di legittimazione ex art 2002 c.c., solo il suo possesso è idoneo ad attestare la giocata da parte del possessore e a legittimare l'incasso dell'eventuale vincita. In altri termini, il giocatore ha diritto ad ottenere la prestazione costituente la vincita, non perché essa è contenuta nel biglietto, che sotto questo profilo non gode di alcuna caratteristica di autonomia ed astrazione, ma perché le regole del contratto di lotteria poste in essere gliela attribuiscono, in presenza di determinate condizioni, anche estranee al biglietto stesso (esclusa la vincita per il giocatore che aveva smarrito lo scontrino della giocata, risultando irrilevante la denuncia di smarrimento presentata prima dell'estrazione).
(Cassazione Civile, 15 novembre 2022, n. 33576)
L’ascolto del minore va escluso se la narrazione dei fatti è fonte di dolore
L'ascolto del minore dodicenne, o anche di età inferiore se capace di discernimento, costituisce una modalità, tra le più rilevanti, di riconoscimento del suo diritto fondamentale ad essere informato e ad esprimere le proprie opinioni nei procedimenti che lo riguardano, nonché elemento di primaria importanza nella valutazione del suo interesse. Tale audizione può essere omessa solo nel caso in cui sia in contrasto con l'interesse del minore, o manifestamente superflua, ovvero sussistano particolari ragioni che la sconsiglino (che vanno specificate in modo puntuale), come quelle del minore a non essere esposto al presumibile danno derivante dal coinvolgimento emotivo nella controversia che opponga i genitori o quando la narrazione dei fatti che lo vedono coinvolto generano estremo dolore e tristezza.
(Cassazione Civile, 8 novembre 2022, n. 32876)
L’avvocato non risponde se omette di eccepire una nullità rilevabile d’ufficio
Deve escludersi l'ipotesi di responsabilità professionale per l'avvocato che erroneamente omette di eccepire una nullità comunque rilevabile d'ufficio sulla base del materiale processuale già acquisito e dal quale il giudice non può prescindere (nella specie, relativa ad un licenziamento disciplinare, dall'esame della lettera di licenziamento, riprodotta dalle parti in ricorso e in controricorso, emergeva chiaramente che la contestazione del fatto fosse stata contestuale al licenziamento, sicché era evidente che risultava, dai documenti di causa, che non fosse stato rispettato l'iter di cui all'art. 7 l. n. 300 del 1970. Trattandosi di un fatto già acquisito al processo, ben era possibile - ed anzi doveroso - il rilievo officioso, da parte del giudice di appello, dell'esistenza di una causa di nullità diversa da quella allegata, cosicché del tutto correttamente il giudice di primo grado e successivamente la Corte d'appello hanno ritenuto che, non solo in grado di appello, ma anche con il ricorso per cassazione, essendo qualsivoglia nullità negoziale rilevabile in ogni stato e grado del processo, potesse essere dedotta la nullità per difetto di forma, benché nell'atto di impugnazione del licenziamento predisposto dall'avvocato tale eccezione non fosse stata formulata).
(Cassazione Civile, 9 novembre 2022, n. 33030)
Il danno morale non può essere incorporato nel danno biologico
Il positivo riconoscimento e la concreta liquidazione, in forma monetaria, dei pregiudizi sofferti dalla persona a titolo di danno morale mantengono integralmente la propria autonomia rispetto ad ogni altra voce del c.d. danno non patrimoniale, non essendone in alcun modo giustificabile l'incorporazione nel c.d. danno biologico, trattandosi (con riguardo al danno morale) di sofferenza di natura del tutto interiore e non relazionale, meritevole di un compenso aggiuntivo al di là della personalizzazione prevista per la compromissione degli aspetti puramente dinamico -relazionali della vita individuale.
(Cassazione Civile, 9 novembre 2022, n. 32935)
Il danneggiato può agire contro l’assicurazione anche se la richiesta stragiudiziale è incompleta
L'azione diretta proposta dalla vittima di un sinistro stradale nei confronti dell'assicuratore della r.c.a. è proponibile anche se preceduta da una richiesta stragiudiziale non conforme alle prescrizioni dell'art. 148 codice delle assicurazioni, se l'assicuratore non si sia avvalso della facoltà di chiederne l'integrazione, ai sensi del comma 5 della norma appena citata.
(Cassazione Civile, 9 novembre 2022, n. 32919)
Per la perdita di chance occorre indicare l’evento incerto
La domanda di risarcimento del danno da perdita di chance – che è diversa da quella di risarcimento del mancato raggiungimento del risultato sperato – deve considerarsi non proposta se l'illecito prefigurato, sul piano strutturale, non è costituito da un nesso causale certo a fronte di un evento (la guarigione o altro) incerto, ma è costituito da un nesso causale incerto (di cui si invoca l'accertamento) a fronte di un evento di danno (l'evento ischemico) certo.
(Cassazione Civile, ordinanza, 4 novembre 2022, n. 32623)
Amministrazione di sostegno: il diritto di autodeterminazione prevale sulle mere esigenze patrimoniali
La volontà contraria all'attivazione della misura di sostegno, ove provenga da persona pienamente lucida (come si verifica allorquando la limitazione di autonomia si colleghi ad un impedimento principalmente o soltanto di natura fisica) non può non essere tenuta in debita considerazione, rischiandosi altrimenti di ledere il diritto di autodeterminazione.
(Cassazione Civile, ordinanza, 4 novembre 2022, n. 32623)
L’intermediario deve profilare il rischio al momento della conclusione del contratto
L'obbligo di acquisizione da parte dell'intermediario delle informazioni richieste dall'art. 28 Reg. Consob n. 11522 del 1998 al fine di determinare la profilatura di rischio dell'investitore e la valutazione di adeguatezza delle singole operazioni deve essere adempiuto al momento della conclusione del contratto quadro, non potendo essere sostituito da informazioni disponibili provenienti da altri rapporti contrattuali salvo il caso in cui l'investitore stesso si sia rifiutato di fornire le notizie richieste e tale rifiuto risulti dal contratto quadro ovvero da apposita dichiarazione scritta.
(Cassazione Civile, 4 novembre 2022, n. 32631)
Sull'obbligo del mantenimento del figlio maggiorenne
La cessazione dell'obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti deve essere fondata su un accertamento di fatto che abbia riguardo all'età, all'effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, all'impegno rivolto verso la ricerca di un'occupazione lavorativa nonché, in particolare, alla complessiva condotta personale tenuta, dal raggiungimento della maggiore età, da parte dell'avente diritto. Detta inoltre valutazione non può prescindere dal pregiudiziale accertamento circa l’assolvimento, da parte del genitore gravato, dell’obbligo di mantenimento, ciò in quando l’adempimento di tale dovere costituisce la condizione imprescindibile per lo sviluppo personale e professionale del figlio maggiorenne.
(Cassazione Civile, 7 novembre 2022, n. 32727)
Assicurazione contro il furto d’auto: la denuncia penale non è sufficiente per ottenere l'indennizzo
Nell'assicurazione contro i danni, poiché il fatto costitutivo del diritto dell'assicurato all'indennizzo consiste in un sinistro verificatosi in dipendenza di un rischio assicurato e nell'ambito spaziale e temporale in cui la garanzia opera, è su di lui che incombe, ai sensi dell'art. 2697 c.c., l'onere di dimostrare che si è verificato un evento coperto dalla garanzia assicurativa e che esso ha causato il danno di cui si reclama il ristoro; la denuncia in sede penale di determinati fatti delittuosi non è sufficiente a far considerare l'effettivo svolgimento dei fatti così come denunciati (respinta, nella specie, la richiesta di indennizzo avanzata da una società di noleggio veicoli a seguito del furto di una autovettura, atteso che la mera denuncia penale relativa al furto non era di per sé sufficiente per ottenere il corrispondente indennizzo dalla compagnia assicurativa).
(Cassazione Civile, 7 novembre 2022, n. 32637)