Sul risarcimento del patema d'animo sofferto dalla lavoratrice della Costa Concordia

Va confermata la legittimità delle decisione dei giudici del merito che hanno riconosciuto e liquidato il danno morale soggettivo quale autonoma voce di pregiudizio non patrimoniale e il dato della avvenuta liquidazione di tale danno morale attraverso la massima personalizzazione prevista dalle Tabelle milanesi, in quanto utilizzato come parametro ai fini della valutazione equitativa, non fa venir meno la legittimità della decisione (fattispecie relativa al risarcimento del danno subito da una lavoratrice a bordo di una nota nave da crociera affondata nel 2012 a cui era stata riconosciuta una somma a titolo di risarcimento per il 'patema d'animo' derivato dall'incidente).

(Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 2 dicembre 2022, n. 35499)


Sull’usucapione del diritto a tenere la siepe a distanza inferiore dal muro di confine

Il divieto di tenere alberi di alto fusto a meno di tre metri dal confine, stabilito dall'art. 892 comma 1 n. 1 c.c. mira ad impedire che la parte fuori terra degli alberi possa arrecare un danno ai vicini, per diminuzione di aria, luce, soleggiamento o panoramicità, tanto che, anche ove le distanze indicate dalla norma non debbano essere osservate per la presenza di un muro divisorio sul confine proprio o comune (art. 892 comma 4 c.c.), le piante devono comunque essere tenute ad altezza non eccedente la sommità del muro. Del resto, ai sensi dell'art. 892 c.c., in ogni caso le piante devono essere tenute ad un'altezza che non ecceda la sommità del muro di confine. In altri termini, si tratta di un diritto che può essere usucapito quanto alle distanze delle piante dal confine ex art. 892 c.c., ma non in relazione alla sola altezza delle stesse.

(Cassazione Civile, 1 dicembre 2022, n. 35377)


Sul danno terminale quando la vittima muore dopo un lasso di tempo apprezzabile dall'evento lesivo

Il danno subito dalla vittima, nell'ipotesi in cui la morte sopravvenga dopo apprezzabile lasso di tempo dall'evento lesivo, è configurabile e trasmissibile agli eredi nella duplice componente: di danno biologico "terminale", ossia di danno biologico da invalidità temporanea assoluta; e di danno morale, consistente nella sofferenza patita dal danneggiato che lucidamente e coscientemente assista allo spegnersi della propria vita, e quindi nella sofferenza psicologica (agonia) derivante dall'avvertita imminenza dell'exitus, se nel tempo che si dispiega tra la lesione e il decesso la persona si trovi in una condizione di "lucidità agonica", in quanto in grado di percepire la sua situazione ed in particolare l'imminenza della morte, essendo quindi irrilevante, a fini risarcitori, il lasso di tempo intercorso tra la lesione personale ed il decesso nel caso in cui la persona sia rimasta "manifestamente lucida". Il danno biologico terminale è invece configurabile, e trasmissibile iure successionis, ove la persona ferita non muoia immediatamente, ma sopravviva per almeno ventiquattro ore, tale essendo la durata minima, per convenzione legale, a fini di apprezzabilità dell'invalidità temporanea, essendo, invece, irrilevante che sia rimasta cosciente.

(Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 28 novembre 2022, n. 34987)


Sulla valenza di un precedente ricorso in tema di addebito

Grava sulla parte che richieda, per l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà, l'addebito della separazione all'altro coniuge l'onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza, mentre è onere di chi eccepisce l'inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda, e quindi dell'infedeltà nella determinazione dell'intollerabilità della convivenza, provare le circostanze su cui l'eccezione si fonda, vale a dire l'anteriorità della crisi matrimoniale all'accertata infedeltà (esclusa, nella specie, l'addebitabilità della separazione al comportamento infedele della moglie, atteso che la proposizione di un precedente ricorso per separazione, poi abbandonato, attestava la crisi della coppia ben prima della condotta infedele della donna).

(Cassazione Civile, 28 novembre 2022, n. 34944)


L'avvocato "negligente" non risarcisce il cliente per la perdita del condono futuro

La responsabilità dell'avvocato non può affermarsi per il solo scorretto adempimento dell'attività professionale, ma occorre verificare se l'evento produttivo del pregiudizio lamentato sia riconducibile a tale condotta, se il danno vi sia effettivamente stato e, infine, se il compimento di ciò che era dovuto da parte del legale, alla stregua dei comportamenti probabilistici, avrebbe portato al riconoscimento delle proprie ragioni (esclusa, nella specie, la responsabilità dell'avvocato che aveva fatto passare in giudicato la sentenza e aveva vanificato la possibilità di accedere al condono fiscale voluto dai clienti).

(Cassazione Civile, 25 novembre 2022, n. 34787)


Diritto all’oblio: il Garante Privacy e la deindicizzazione “globale”

In tema di trattamento di dati personali, la tutela spettante all'interessato consente alle autorità italiane di ordinare al gestore di un motore di ricerca di effettuare una deindicizzazione su tutte le versioni, anche extraeuropee, del suddetto motore previo bilanciamento tra il diritto della persona interessata alla tutela della sua vita privata e alla protezione dei suoi dati personali e il diritto alla libertà di informazione, da operarsi secondo gli standard di protezione dell'ordinamento italiano.

(Cassazione Civile, 24 novembre 2022, n. 34658)


Il diritto dei nonni a frequentare i nipoti va tutelato se vi è l’interesse dei minori

Il diritto degli ascendenti a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni, previsto dall'art. 317-bis c.c., coerentemente con l'interpretazione dell'art. 8 CEDU fornita dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, non ha un carattere incondizionato, ma è subordinato nel suo esercizio a una valutazione del giudice avente di mira "l'esclusivo interesse del minore". La sussistenza di tale interesse - nel caso in cui i genitori dei minori contestino il diritto dei nonni a mantenere tali rapporti - è configurabile quando il coinvolgimento degli ascendenti si sostanzi in una fruttuosa cooperazione con i genitori per l'adempimento dei loro obblighi educativi, in modo tale da contribuire alla realizzazione di un progetto educativo e formativo volto ad assicurare un sano ed equilibrato sviluppo della personalità del minore.

(Cassazione Civile, ordinanza, 23 novembre 2022, n. 34566)


Il tragitto panoramico inchioda il tassista abusivo

Il percorso scelto, molto più lungo di quello naturale lungo l'autostrada che collega due città, mal si concilia con un semplice passaggio concesso a conoscenti per ragioni di cortesia (confermata la sanzione per l'esercizio abusivo del servizio taxi per l'uomo che aveva trasportato dei turisti da La Spezia a Genova, transitando per le cosiddette 'Cinque Terre').

(Cassazione Civile, ordinanza, 21 novembre 2022, n. 34233)


Occupazione abusiva dell’immobile: il danno è pari al mancato fitto secondo i canoni di mercato

Nel caso di occupazione senza titolo di bene immobile da parte di un terzo, se il danno da perdita subita di cui il proprietario chieda il risarcimento non può essere provato nel suo preciso ammontare, esso è liquidato dal giudice con valutazione equitativa, se del caso mediante il parametro del canone locativo di mercato.

(Cassazione Civile, 15 novembre 2022, n. 33645)


Non incorre nella responsabilità professionale il legale che restituisce gli atti a ridosso del termine per impugnare

Non può essere riconosciuta in capo all'avvocato una responsabilità professionale per inadempimento del mandato nel caso in cui la cliente sia decaduta dall'impugnazione se il fascicolo è stato restituito prima dello spirare del termine (fattispecie relativa alla richiesta di un avvocato volta ad ottenere il pagamento del compenso professionale per l'attività svolta in un giudizio di lavoro a cui era stata opposta l'eccezione di responsabilità professionale avanzata dalla cliente per la mancata tempestiva restituzione del fascicolo di parte che l'avrebbe indotta alla decadenza dall'impugnativa).

(Cassazione Civile, 16 novembre 2022, n. 33781)