Le clausole che delimitano il rischio vanno intese in senso sfavorevole all’assicuratore

Le clausole di polizza che delimitano il rischio assicurato non possano prescindere dalle condizioni generali, condizioni che sono in ogni caso soggette al criterio ermeneutico posto dall'art. 1370 c.c. e, pertanto, nel dubbio devono essere intese in senso sfavorevole all'assicuratore.

(Cassazione Civile, 28 settembre 2022, n. 28173)


Distanza minima di 10 metri tra le pareti finestrate di edifici antistanti

L'obbligo di rispettare una distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, previsto dall'art. 9, d.m. 1444/1968, vale anche quando la finestra di una parete non fronteggi l'altra parete (per essere quest'ultima di altezza minore dell'altra), tranne che le due pareti aderiscano in basso l'una all'altra su tutto il fronte e per tutta l'altezza corrispondente, senza interstizi o intercapedini residui.

(Cassazione Civile, 27 settembre 2022, n. 28147)


Installazione della canna fumaria nel muro condominiale

Legittima la collocazione a cura di alcuni condomini di una canna fumaria nel muro condominiale (in corrispondenza della proprietà di altro condomino) atteso l’accertamento, mediante ctu, che la canna in questione era stata installata in un precedente condotto che già fungeva da collettore di fumi, che essa non dirigeva fumi verso la proprietà vicina e che risultava inesistente la compromissione statica dell’edificio.

(Cassazione Civile, ordinanza, 27 settembre 2022, n. 28158)


Sulla natura composita dell’assegno divorzile

Ai fini del riconoscimento dell'assegno divorzile, il giudice del merito deve tenere conto sia dell'impossibilità per l'ex coniuge richiedente di procurarsi mezzi economici adeguati a condurre una vita libera e dignitosa, sia del contributo apportato dallo stesso alla costruzione del patrimonio familiare e dell'altro coniuge, valutando in particolare l'incapacità di procurarsi detti mezzi in relazione alle scelte compiute in vista della realizzazione della vita familiare, che abbiano comportato la perdita di opportunità formative o il sacrificio di aspirazioni professionali.

(Cassazione Civile, 23 settembre 2022, n. 27948)


Nessuna omologazione del piano se la percentuale ai creditori è irrisoria

Nell'ambito delle procedure di sovraindebitamento disciplinate dalla legge 3/2012 il piano del consumatore non può essere omologato dal Tribunale se la percentuale offerta ai creditori chirografari è di 'assai esigua entità. In tal modo, infatti, il piano difetta della causa concreta consistente nella regolamentazione della situazione di sovraindebitamento mediante il soddisfacimento effettivo, seppur parziale, dei creditori (nel caso di specie la percentuale offerta ai chirografari era 3,82% e il debitore era un professionista giovane con possibilità di incrementare in futuro la propria consistenza patrimoniale e reddituale).

(Cassazione Civile, 26 settembre 2022, n. 28013)


Sulla riconciliazione dei coniugi tra coabitazione e frequentazione

La parte che ha interesse a far accertare l'avvenuta riconciliazione dei coniugi, dopo la separazione, ha l'onere di fornire una prova piena e incontrovertibile, che il giudice di merito è chiamato a verificare, tenendo presente che, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, gli effetti della separazione cessano soltanto col fatto della coabitazione, la quale non può ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontro e di frequentazione, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali e che il relativo apprezzamento non può essere oggetto di sindacato di legittimità, in presenza di una motivazione adeguata ed esaustiva.

(Cassazione Civile, 23 settembre 2022, n. 27963)


Gravi danni arrecati all’immobile dal conduttore: il proprietario può non accettarne la riconsegna

In tema di locazione, allorché il conduttore abbia arrecato gravi danni all'immobile locato, o compiuto sullo stesso innovazioni non consentite tali da rendere necessario per l'esecuzione delle opere di ripristino l'esborso di somme di notevole entità, in base all'economia del contratto e, tenuto comunque conto delle condizioni delle parti, il locatore può legittimamente rifiutare di ricevere la restituzione del bene finché dette somme non siano state corrisposte dal conduttore il quale, versando in mora agli effetti dell'articolo 1220 del c.c., rimane obbligato altresì al pagamento del canone ex articolo 1591 del c.c., quand'anche abbia smesso di servirsi del bene per l'uso convenuto.

(Cassazione Civile, 23 settembre 2022, n. 27932)


Sulla legittimità dell’iniziativa del P.M. a richiedere il fallimento

L'esame da parte del pubblico ministero dei risultati di un'indagine svolta dalla Guardia di Finanza rientra pienamente nell'attività istituzionale dell'organo giurisdizionale inquirente. Ove gli esiti dell'indagine evidenzino la notitia decoctionis, mediante la rappresentazione di esposizioni debitorie verso il fisco astrattamente idonee a costituire fattispecie incriminatrici speciali, il pubblico ministero è pienamente legittimato ad esercitare l'iniziativa di richiedere il fallimento. Pertanto, è legittima l'iniziativa del pubblico ministero, ove pure essa sia stata assunta sulla base di una notitia decoctionis appresa dalla relazione di un amministratore giudiziario nominato nell'ambito di un sequestro preventivo, disposto e poi revocato dal G.I.P. Mentre ininfluente, ai fini dell'utilizzabilità della predetta relazione, deve ritenersi anche l'eventuale difetto dei requisiti di validità specificamente prescritti dalla normativa che disciplina il relativo procedimento, dal momento che l'art. 7 della L. Fall., nel consentire l'acquisizione della notitia decoctionis attraverso le risultanze di un procedimento penale o la segnalazione del giudice civile, non prescrive l'osservanza di forme determinate, richiedendo solo che la stessa sia stata appresa nell'esercizio delle funzioni istituzionali.

(Cassazione Civile, ordinanza, 21 settembre 2022, n. 27671)


La portineria è parte del condominio e non può esserci subingresso in caso di decesso del custode

Affinché un locale sito nell'edificio - che, per la sua collocazione, può essere adibito ad alloggio del portiere, oppure utilizzato come qualsiasi unità abitativa - diventi una parte comune ai sensi dell'art. 1117 c.c., n. 2), occorre che, all'atto della costituzione del condominio, al detto locale sia di fatto assegnata la specifica destinazione al servizio comune (nel caso di specie, tale destinazione era stata impressa dal Regolamento condominiale, il quale annoverava l'appartamento del portiere tra i beni comuni, pertanto la Corte ha rigettato il ricorso degli eredi del portinaio deceduto, i quali rivendicavano la proprietà dell'appartamento).

(Cassazione Civile, 20 settembre 2022, n. 27407)


E’ legittima la clausola che impone al conduttore di pagare le imposte gravanti sull'immobile

La clausola di un contratto di locazione - per scopi diversi da quello abitativo - che imponga al conduttore l'onere di corrispondere le imposte gravanti sull'immobile, non è affetta da nullità per violazione di norme imperative ed in particolare del precetto costituzionale di cui all'art. 53 Cost. che dispone il concorso di tutti alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva.

(Cassazione Civile, 20 settembre 2022, n. 27474)