E’ grave violazione della dignità e della riservatezza la diffusione senza consenso delle immagini di una neonata

La diffusione delle immagini di una donna con la bambina appena nata, senza il consenso preventivo, costituisce una grave violazione della dignità e riservatezza a prescindere da ogni concreta identificazione da parte del pubblico di chi sia la persona ritratta.

(Cassazione Civile, 16 settembre 2022, n. 27267)


La spesa di noleggio per ovviare al fermo tecnico della propria non è danno in re ipsa

Quando si dice che dal fermo del veicolo derivano danni come il deprezzamento del veicolo, il bollo da pagare comunque, senza fare uso della vettura, e così il premio assicurativo, il cui costo è sopportato pur senza godimento del bene assicurato, si indicano dei danni presunti, non già in re ipsa: si tratta infatti di conseguenze del fatto lesivo che si ritengono essere pregiudizievoli per il danneggiato, in forza di alcune presunzioni: dal fatto che il veicolo non può essere utilizzato si induce che alcuni costi normalmente sostenuti per il godimento del bene, diventano pregiudizievoli per il proprietario e dunque costituiscono danni. Il fermo del veicolo è indice del fatto che quei costi sono un danno per il proprietario, non avendo essi, per il periodo del fermo, una contropartita nel godimento o nell'utilizzo del bene. Ad ogni modo, atteso che il danno va provato, è il danneggiato a dover dimostrare di avere sostenuto una spesa per il noleggio in conseguenza del fermo del suo veicolo.

(Cassazione Civile, ordinanza, 19 settembre 2022, n. 27389)


Non è lesione della privacy la videosorveglianza per tutelarsi dagli atti vandalici

Il vicino di casa che lamenta come la videosorveglianza violi il proprio diritto alla privacy deve fornire prove idonee a dimostrare tale violazione al fine del bilanciamento con le esigenze di installazione dell'impianto (fattispecie relativa all'installazione di una telecamera di videosorveglianza all'esterno dell'abitazione della convenuta al fine di disincentivare i ripetuti danneggiamenti che l'automobile della stessa aveva subito ad opera di vandali, individuati grazie alle registrazioni. A tale installazione si era però opposta parte attorea, lamentando come la medesima interferisse con la propria vita privata, registrando i movimenti della sua porta di ingresso ed essendo altresì puntata verso una sua finestra).

(Cassazione Civile, 15 settembre 2022, n. 27223)


Posizionamento dell’autovelox su strada extra urbana

L'art. 25, comma 2, della L. n. 120 del 2010, nel prevedere che i dispositivi ed i mezzi tecnici di controllo finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme dell'art. 142 del codice della strada debbano essere collocati ad almeno un chilometro dal segnale stradale che impone il limite di velocità, ha inteso riferirsi unicamente ai casi in cui i dispositivi siano finalizzati al controllo remoto delle violazioni, e cioè siano collocati ai sensi del citato art. 4 del D.L. n 121 del 2002 (come convertito in legge) e, perciò, non riguarda i casi in cui l'accertamento dell'illecito sia effettuato con apparecchi elettronici mobili presidiati con la presenza di un organo di polizia stradale, la cui distanza deve essere soltanto adeguata e non è, quindi, da ritenersi prefissata normativamente (confermata, nella specie, la legittimità dell'accertamento delle velocità atteso che la segnaletica mobile recante la dicitura "controllo elettronico della velocità" era stata posizionata ad una distanza di almeno 250 metri dall'autovelox).

(Cassazione Civile, 14 settembre 2022, n. 26959)


Difetto dell’auto usata: quale tutela per il consumatore?

In materia di vendita di beni al consumo, qualora il difetto di conformità si manifesti oltre il termine di sei mesi dalla consegna previsto dall’art. 132, terzo comma del Codice del Consumo, spetta all’acquirente dimostrare, con gli ordinari mezzi di prova, che il vizio esisteva già al momento della consegna o che esso era stato occultato dal venditore. Di conseguenza, ove sia accertato che al momento della consegna il bene era regolarmente funzionante, la responsabilità del venditore può essere configurata a condizione che sia dimostrato l’occultamento del vizio.

(Cassazione Civile, 15 settembre 2022, n. 27177)


Separazione: la moglie abbiente deve garantire il tenore di vita matrimoniale al marito

La moglie benestante deve versare al marito separato un assegno di mantenimento con un importo adeguato all'alto tenore di vita goduto durante il matrimonio, in quanto il marito, in accordo con la moglie, si era dedicato alla cura del figlio e della famiglia, provvedendo invece la donna al mantenimento del nucleo familiare.

(Cassazione Civile, 13 settembre 2022, n. 26890)


La rilevanza nella causa civile dell’assoluzione penale del medico

Nella controversia civile di responsabilità sanitaria, promossa dal danneggiato al fine di ottenere la condanna della struttura sanitaria al risarcimento dei danni, a titolo di responsabilità contrattuale esclusivamente fondata sull'art. 1228 c.c. per il fatto colposo dei medici dei quali si sia avvalsa nell'adempimento della propria obbligazione di cura, la sentenza - pronunciata all'esito di dibattimento nel processo penale al quale abbia partecipato (o sia stata messo in condizione di parteciparvi) soltanto il danneggiato come parte civile e divenuta irrevocabile - che abbia assolto i medici con la formula 'perché il fatto non sussiste', in forza di accertamento effettivo sulla insussistenza del nesso causale tra la condotta degli stessi sanitari e l'evento iatrogeno in danno del paziente in relazione ai medesimi fatti oggetto del giudizio civile di danno, esplica, ai sensi dell'art. 652 c.p.p., piena efficacia di giudicato ostativo di un diverso accertamento di quegli stessi fatti ed è opponibile, ai sensi dell'art. 1306, secondo comma, c.c., dalla convenuta struttura sanitaria, debitrice solidale con i medici assolti in sede penale, all'attore danneggiato, ove l'eccezione sia stata tempestivamente sollevata in primo grado e successivamente coltivata.

(Cassazione Civile, 12 settembre 2022, n. 26811)


Riduzione involontaria dell’orario di lavoro e riconoscimento dell’assegno divorzile

Va riconosciuto il diritto all'assegno divorzile per l'ex moglie che a causa della sopravvenuta malattia oncologica ha dovuto ridurre l'orario lavorativo.

(Cassazione Civile, 7 settembre 2022, n. 26347)


Il continuo dolore fisico da trattamenti radioterapici errati configura danno morale

Il danno morale patito a seguito di trattamenti radioterapici che hanno causato disturbi cronici al paziente è compreso nell'indicazione del danno morale prevista dalle tabelle milanesi; il continuo dolore fisico patito è già da valutarsi nella componente del danno e non costituisce ulteriore danno morale.

(Cassazione Civile, 12 settembre 2022, n. 26805)


La sorte degli onorari dell’avvocato per l’assistenza stragiudiziale nei sinistri stradali

In tema di responsabilità civile da circolazione, il costo supportato dal danneggiato per l'attività stragiudiziale svolta in suo favore da un legale diretta, sia a prevenire il processo sia ad assicurare un esito favorevole ancorché detta attività posso essere svolta personalmente, si deve considerare un danno emergente che se allegato e provato, deve essere esercito ai sensi dell'articolo 1223 c.c..

(Cassazione Civile, 7 settembre 2022, n. 26368)