Quando l’installazione di dissuasori di parcheggio nel cortile non è innovazione

La necessità di dare puntuale attuazione al vincolo derivante dal regolamento di condominio ed assicurare, quindi, proprio quella destinazione che era stata assegnata alla piazzetta condominiale (installazione di arredi urbani atti ad impedire il parcheggio), consente di escludere che le opere approvate con delibera condominiale (installazione di cubi di cemento) possano rientrare nella nozione di innovazione (peraltro non potendosi riscontrare l’esistenza di un diritto del singolo condomino a trarre utilità sotto forma di parcheggio dal bene comune, suscettibile di essere menomato dalla collocazione dei cubi di cemento).

(Cassazione Civile, ordinanza, 3 febbraio 2022 n. 3440)


Se il turista a causa dell’emergenza pandemica non può partire, il tour operator deve rimborsare il viaggio

Il contratto di pacchetto turistico, stipulato tra il tour operator/l'agenzia ed il consumatore, si qualifica come contratto a prestazioni corrispettive, sicché nel caso di impedimento soggettivo del fruitore della prestazione si applica l'art. 1463 c.c., nell'ipotesi in cui, pur se normativamente non specificatamente prevista, la causa concreta del contratto, consistente nella fruizione di un viaggio con finalità turistica, diviene inattuabile per una causa di forza maggiore, non prevedibile e non ascrivibile alla condotta dei contraenti, con conseguente estinzione dell'obbligazione e diritto di richiedere la restituzione delle somme già versate. Il fatto imprevedibile ed imprevisto può riguardare tanto il turista in prima persona quanto il (turista) suo prossimo congiunto. (Nel caso di specie, la situazione pandemica in atto, connessa alla preesistente patologia di epatite autoimmune della turista, riguardando tanto quest'ultima quanto il turista suo prossimo congiunto, come tale è stata ritenuta idonea ad impedire la fruizione dei servizi acquistati).

(Tribunale di Lodi, ordinanza, 22 gennaio 2022)


E’ giustificato l’abbandono del tetto coniugale in caso di tensione tra i coniugi

In tema di addebito della separazione, la forte tensione tra i coniugi, per giunta in un clima di progressiva reciproca disaffezione, può giustificare l'abbandono del tetto coniugale. Questa decisione, quindi, non può portare all'addebito della separazione alla persona che ha lasciato la casa coniugale.

(Cassazione Civile, 3 febbraio 2022, n. 3426)


Quando è valido lo stampatello nella redazione del testamento olografo

L’abitualità e la normalità del carattere grafico impiegato per scrivere non rientrano fra i requisiti formali del testamento olografo, nonostante assumano un pregnante valore probatorio nell’ottica dell’attribuzione della scheda testamentaria al de cuius. Per l’effetto, l’impiego dello stampatello non può escludere di per sé l’autenticità della scrittura, pur se rappresenta un elemento significativo del quale tenere conto ai fini della valutazione di detta autenticità.

(Cassazione Civile, ordinanza 31 dicembre 2021, n. 42124)


Sul riparto di responsabilità tra utente e amministrazione

In caso di condotta imprudente dell’infortunato - come l'avere, in tesi, circolato in bicicletta su un'area interdetta al traffico dei velocipedi —occorre verificare se il comportamento colposo della vittima valesse ad escludere ogni responsabilità del Comune, consistente nell'avere lasciata aperta, incustodita e per giunta non segnalata e non intercettabile una buca di quelle dimensioni e di quella profondità.

(Cassazione Civile, ordinanza, 28 gennaio 2022, n. 2667)


L’azione risarcitoria per la vacanza rovinata deve essere rivolta contro il tour operator

L'intermediario di viaggi (o "agenzia di viaggi") risponde delle obbligazioni tipiche di un mandatario o venditore, quali, ad esempio, scegliere con oculatezza l'organizzatore, trasmettere tempestivamente le prenotazioni, incassare il prezzo o restituirlo in caso di annullamento. L'intermediario, invece, non è responsabile degli inadempimenti dell'organizzatore o della non rispondenza dei servizi effettivamente offerti a quelli promessi e pubblicizzati, a meno che il viaggiatore o il turista non dimostri che l'intermediario, tenuto conto della natura degli inadempimenti lamentati, conosceva o avrebbe dovuto conoscere, facendo uso della diligenza da lui esigibile in base all'attività esercitata, l'inaffidabilità del tour operator cui si era rivolto, oppure la non rispondenza alla realtà delle prestazioni da quello promesse e pubblicizzate.

(Cassazione Civile, ordinanza, 2 febbraio 2022, n. 3150)


Scontro con un cervo nel Parco Nazionale: esclusa la responsabilità della Regione

La responsabilità per danni causati dalla fauna selvatica incombe sulla Regione, se il danneggiato invoca la presunzione di cui all'art. 2052 c.c. Mentre, la responsabilità per danni causati dalla fauna selvatica può invece incombere sulla Regione o sugli altri enti locali, se il danneggiato invoca l'ordinaria responsabilità di cui all'art. 2043 c.c.; in tal caso, la responsabilità degli enti diversi dalla Regione sussiste se essi, non adempiendo alle funzioni a loro assegnate dalla legge (senza distinzione tra funzioni proprie o funzioni delegate), hanno trascurato di adottare le misure minime esigibili anche alla stregua dell'ordinaria diligenza per prevenire il danno (Nel caso di specie la Suprema Corte ha confermato la decisione del Giudice di merito che aveva escluso la responsabilità della Regione per i danni cagionati da un cervo all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo).

(Cassazione Civile, ordinanza, 21 gennaio 2022, n. 1869)


Il diritto del mediatore alla provvigione sorge ogniqualvolta la conclusione dell'affare è conseguenza dell'attività di intermediazione

Il diritto del mediatore alla provvigione sorge tutte le volte in cui la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'attività intermediatrice, pur non richiedendosi che, tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare, sussista un nesso eziologico diretto ed esclusivo, ed essendo, viceversa, sufficiente che, anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo, la "messa in relazione" delle stesse costituisca l'antecedente indispensabile per pervenire, attraverso fasi e vicende successive, alla conclusione del contratto, con la conseguenza che la prestazione del mediatore ben può esaurirsi nel ritrovamento e nell'indicazione di uno dei contraenti, indipendentemente dal suo intervento nelle varie fasi delle trattative sino alla stipula del negozio, sempre che la prestazione stessa possa legittimamente ritenersi conseguenza prossima o remota della sua opera, tale, cioè, che, senza di essa, il negozio stesso non sarebbe stato concluso, secondo i principi della causalità adeguata (nella specie, l'acquirente aveva sottoscritto un nuovo contratto preliminare di compravendita del medesimo bene in relazione al quale il mediatore aveva prestato la propria attività, con la conseguenza che a quest'ultimo spettava il diritto al pagamento della provvigione maturata sul rilievo che l'acquirente era entrato in relazione con la proprietaria dell'immobile per effetto dell'opera di mediazione da lui prestata, che aveva inciso in maniera decisiva anche per la stipulazione del successivo contratto preliminare).

(Cassazione Civile, 2 febbraio 2022, n. 3134)


Il patto di non concorrenza è violato se la nuova attività apre nelle vicinanze di quella preesistente

Il danno da violazione dell'obbligo di non concorrenza, pattuito tra le parti, ben possa essere provato mediante presunzioni, come nella specie la contiguità dei due esercizi commerciali; nel calcolo del danno non bisogna fare riferimento solo alla contrazione del fatturato, ma anche della riduzione del potenziale di vendita (nella fattispecie tra gli esercenti era intervenuto un accordo di non svolgere l'attività a una distanza inferiore ai due chilometri).

(Cassazione Civile, 31 gennaio 2022, n. 2824)


Assegno divorzile: il giudice deve valutare la storia coniugale ed effettuare prognosi futura

L’assegno divorzile, in ragione delle finalità assistenziali, perequativa e compensativa, deve garantire all’ex coniuge istante un livello reddituale adeguato al contributo dal medesimo fornito, attraverso la complessiva ponderazione dell’intera storia coniugale e della prognosi futura, tenendo conto finanche delle eventuali attribuzioni, ovvero degli introiti che abbiano compensato il sacrificio delle aspettative professionali dell’istante, quindi realizzato l’esigenza perequativa.

(Cassazione Civile, ordinanza, 25 gennaio 2022, n. 2140)