Il criterio di funzionalità e la prestazione del professionista nell’ambito delle procedure concorsuali

Il credito del professionista, incaricato dal debitore di svolgere l’attività necessaria per l’accesso al concordato preventivo, è prededucibile, anche nel successivo fallimento, se la prestazione è stata funzionale alle finalità della prima procedura (ossia del concordato preventivo). La valutazione della strumentalità della prestazione, ad opera del giudice di merito, avviene ex ante e riguarda la circostanza che l’intervento del professionista abbia contribuito “con inerenza necessaria” alla conservazione o all'incremento dei valori aziendali dell'impresa. E’ inoltre, è necessario che il debitore venga ammesso alla procedura in modo che i creditori, a cui la proposta è rivolta, possano esprimersi su di essa.

(Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 31 dicembre 2021 n. 42093)


Comunione e contratto di locazione ultra-novennale con preventiva rinunzia al diniego di rinnovo

Costituisce atto di straordinaria amministrazione della comunione la stipula di un contratto di locazione ad uso diverso per la durata di nove anni con rinnovo automatico di sei anni e con la preventiva rinunzia, da parte dei locatori, alla facoltà di recesso alla prima scadenza. Nell’ipotesi in cui manchi il consenso di tutti i partecipanti alla comunione (in qualità di locatori) a siffatta stipula, il comproprietario non locatore ha diritto al risarcimento dei danni qualora siffatta attività risulti pregiudizievole per gli interessi della comunione, come nell’ipotesi in cui sia stato convenuto un canone irrisorio rispetto all’effettivo valore locativo dell’immobile. In tal caso spetta allo stesso il risarcimento dei danni patrimoniali subiti in proporzione alla sua quota di proprietà.

(Tribunale di Benevento, 14 gennaio 2022, Dott. Consolante)


Il ritardo nel completamento dei lavori costituisce inadempimento ex art. 1453 c.c.

Il collaudo comprende tutte le verifiche tecniche previste dalle leggi di settore anche l'esame delle riserve dell'appaltatore, sulle quali non sia già intervenuta una risoluzione definitiva in via amministrativa, se iscritte nel registro di contabilità e nel conto finale nei termini e nei modi stabiliti dal presente regolamento. Detto ciò, il ritardo nel completamento delle opere per cui è causa non costituisce fattispecie che rientri nell'ambito dell'esecuzione del collaudo di opere pubbliche, non afferendo a questione tecnico-contabile; esso, piuttosto, integra, alla stregua della richiamata giurisprudenza, una forma d'inadempimento contrattuale, di cui agli artt. 1453 ss., c.c., che l'ente committente può far valere nel termine di prescrizione.

(Cassazione Civile, ordinanza, 25 gennaio 2022 n. 2075)


Isolamento acustico e vizi dell’immobile

Con riferimento alla valutazione dei vizi e dei gravi difetti di insonorizzazione degli edifici ai sensi e per la rilevanza delle azioni previste dagli artt. 1667 e 1668 c.c., il d.P.C.M 5 dicembre 1997, pur non trovando diretta applicazione tra le parti privati successivamente all'approvazione della l. n. 88/2009, può essere comunque tenuto in considerazione quale criterio fattuale di riferimento per determinare lo stato dell'arte esigibile all'epoca di realizzazione del fabbricato, in quanto espressione dei canoni tecnici sulle sorgenti sonore suggeriti delle ordinarie regole dell'arte.

(Cassazione Civile, 25 gennaio 2022, n. 2226)


Pubblicità televisiva di un dispositivo medico privo di autorizzazione ministeriale

Sulla premessa che deve intendersi come "dispositivo medico" rientrante nell'ambito di applicabilità dell'art. 1, comma 2, lett. a), D.lgs. n. 46 del 1997 ogni strumento od apparecchio che sia in concreto dotato di una idoneità a produrre effetti terapeutici benefici su uno o più degli apparati od aspetti funzionali dell'organismo umano anche con finalità di riabilitazione fisioterapica - dell'illecito amministrativo ricondotto alla loro pubblicità televisiva in assenza della prescritta autorizzazione ministeriale come prescritta dal D.lgs. n. 46 del 1997, art. 21, nella vigenza della disciplina dettata dal testo unico della radiotelevisione prima che fosse modificato dal D.lgs. n. 44 del 2010, rispondono, oltre al produttore del dispositivo, il direttore responsabile della rete televisiva e la società titolare dell'emittente.

(Cassazione Civile, 26 gennaio 2022, n. 2336)


Il tempo di accensione della luce gialla non può essere inferiore a tre secondi

In tema di violazioni del Codice della Strada, la risoluzione del Ministero dei trasporti n. 67906 del 2007, in assenza di apposite indicazioni del Codice, regola il tempo di accensione della luce gialla del semaforo, la cui durata non può essere inferiore a tre secondi in corrispondenza al tempo di arresto di un veicolo che proceda ad una velocità non superiore ai 50 km/h, pur rimanendo possibile procedere all'impostazione di un intervallo superiore.

(Cassazione Civile, 26 gennaio 2022, n. 2305)


Sui principi applicabili alla responsabilità del notaio che non effettua le verifiche dei registri immobiliari

L'azione risarcitoria proposta nei confronti del notaio rogante dall'acquirente di un immobile, contro cui erano state precedentemente trascritte domande giudiziali pregiudizievoli non rilevate dal notaio, non può essere respinta per mancanza della prova dell'effettiva perdita del bene. Vengono infatti in rilievo i principi in tema di evizione, per cui la perdita lamentata riguarda il diritto dominicale sul bene e non la sua disponibilità e l'azione è esperibile anche a fronte della mera minaccia di evizione, sempre che il diritto prevalente del terzo venga poi accertato o riconosciuto nei termini di cui all'art. 1485 c.c., secondo comma.

(Cassazione Civile, ordinanza, 14 gennaio 2022, n. 1069)


Sull’obbligo di taratura delle apparecchiature di misurazione della velocità

Poiché, a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 45, comma 6, (Corte Cost. 18 giugno 2015 n. 113), tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, in caso di contestazioni circa l'affidabilità dell'apparecchio il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate (nel caso in esame, relativa ad un verbale per violazione dei limiti di velocità, la verifica aveva riguardato solo la taratura e non la regolarità del controllo periodico, mentre il giudice avrebbe dovuto provvedere a verificare anche questo secondo profilo).

(Cassazione Civile, 17 gennaio 2022, n. 1283)


Diritto di credito del socio uscente: la prescrizione decorre dallo scioglimento del rapporto

L'art. 2289 c.c. - relativo alla liquidazione della quota del socio uscente - prevede che la prestazione sia esigibile dal socio creditore alla scadenza del termine di sei mesi dallo scioglimento del rapporto, sicché la prescrizione del diritto di credito avente tale oggetto decorre dallo spirare del suddetto termine semestrale.

(Cassazione Civile, 17 gennaio 2022, n. 1200)


La clausola vessatoria e la nozione di squilibrio tra le prestazioni delle parti

La nozione di significativo squilibrio contenuta nell'art. 1469-bis c.c. (e, successivamente, nell'art. 33 codice del consumo), relativamente alle clausole vessatorie contenute nei contratti tra professionista e consumatore, fa esclusivo riferimento ad uno squilibrio di carattere giuridico e normativo, riguardante la distribuzione dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto, non consentendo invece di sindacare l'equilibrio economico, ossia la convenienza economica dell'affare concluso.

(Cassazione Civile, 25 novembre 2021, n. 36740)