Responsabilità del genitore
Il pregiudizio subito a causa della pubblicazione della foto osé sul sociale network a seguito della cessione della foto a terzi mediante dispositivo telefonico ricade sia sulla minore che sui genitori di lei. I danni subiti dalla minore sono ascrivibili alla categoria dei danni non patrimoniali ex art. 2059 c.c. in quanto ledono una pluralità di interessi attinenti alla sfera della persona e dunque protetti dall'art. 2 Cost. (dal diritto alla riservatezza all'onore, all'immagine e persino all'inviolabilità della corrispondenza). I danni subiti dai genitori della vittima ledono anche e soprattutto la reputazione in relazione alla risonanza sociale nell'ambiente di vita e di lavoro dei genitori, cui si aggiunge anche un danno patrimoniale ulteriore e correlato a quello non patrimoniale.
(Tribunale di Sulmona, 9 aprile 2018, n. 103)
Mantenimento e reddito netto
La determinazione del quantum dell’assegno di mantenimento deve operare sul reddito netto del coniuge obbligato al versamento poiché la famiglia, in costanza di matrimonio, fa affidamento su di esso.
(Cassazione Civile, ordinanza 14 gennaio 2019, n. 651)
Nuova convivenza e decadenza dall'assegno divorzile
L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell'assegno divorzile a carico dell'altro coniuge, sicché il relativo diritto resta definitivamente escluso.
(Cassazione Civile, ordinanza 10 gennaio 2019, n. 406)
Violazione degli obblighi familiari
La condotta del coniuge integrante il reato di violazione degli obblighi familiari, a cui si aggiungano le ripetute minacce all'ex coniuge, che si configuri idonea ad ingenerare nella vittima uno stato di ansia e preoccupazione tali da provocare un turbamento psichico transitorio e soggettivo conseguente proprio al fatto di reato, costituisce un ipotesi di illecito civile, cosicché il danno subito dalla vittima è risarcibile ai sensi dell’art. 2059 c.c. anche se il reato è accertato solo incidentalmente.
(Tribunale di Roma, 12 settembre 2018, n. 17144)
Violenze inflitte al coniuge e separazione con addebito
Le reiterate violenze fisiche e morali, inflitte da un coniuge all'altro, costituiscono violazioni talmente gravi dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti la intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all'autore di esse.
Al riguardo, va osservato che il loro accertamento esonera il giudice del merito dal dovere di procedere alla comparazione, ai fini dell'adozione delle relative pronunce, col comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze, trattandosi di atti che, in ragione della loro estrema gravità, sono comparabili solo con comportamenti omogenei.
(Cassazione Civile, 10 dicembre 2018, n. 31901)
Minore in tenera età e pernotto presso il padre
Nel definire le modalità di affidamento condiviso del figlio minore (di meno di due anni di età) di una coppia non sposata, in assenza di accordo tra le parti circa gli obblighi patrimoniali e le modalità di gestione dell’affido con collocamento prevalente presso la madre, è ammissibile in via immediata il pernotto del minore, ormai svezzato, presso il padre, con forme graduali di attuazione ed estensione del periodo di permanenza in ragione dell’incremento dell’età del bambino.
(Tribunale di Trieste, decreto 5 settembre 2018)
Elisione dell’assegno divorzile
Deve essere annullato il provvedimento emesso d’urgenza dal Presidente del Tribunale, investito della domanda di divorzio, con il quale sia stato eliso l’obbligo dell’ex marito di versare l’assegno previsto in sede di separazione dei coniugi giacché il nuovo indirizzo giurisprudenziale in tema di assegno divorzile potrà trovare applicazione con la sentenza che dichiara il divorzio, ma non prima.
(Corte d’Appello de’ L’Aquila, decreto 4 ottobre 2018)
Rimborso delle spese per la casa coniugale
Il coniuge che ha anticipato i soldi per far fronte alle spese di ristrutturazione della casa coniugale cointestata, ha diritto al rimborso delle stesse ma solo per i versamenti successivi alla separazione. Condizione necessaria per ottenere tale rimborso è un preliminare avviso, indirizzato all'altro comproprietario dell’immobile.
(Cassazione Civile, ordinanza 4 ottobre 2018, n. 24160)
Quando il preliminare trascritto prima dell’udienza presidenziale origina il sequestro giudiziario della casa coniugale
Il bene immobile che, per dato incontroverso, è luogo di dimora abituale della prole, e che quindi in futuro potrebbe essere oggetto di provvedimento di assegnazione ex art. 337 sexies Cod. Civ. può essere oggetto di sequestro giudiziario prima dell’udienza presidenziale, sussistendo il requisito della necessità di provvedere alla custodia del bene in presenza di un contratto preliminare di compravendita posto in essere dal genitore proprietario dell’immobile.
(Tribunale di Viterbo, 4 agosto 2017)
Affido condiviso: sì alla shared custody dei figli
Nonostante vi sia una elevata conflittualità fra i genitori, nel primario interesse del minore, va disposto il suo affidamento condiviso con tempi di frequentazione paritetici di entrambi che dovranno attenersi a una serie di regole precise riguardanti la cura la quotidianità del minore; ciò risponde sia alle indicazioni generali della letteratura specialistica maggioritaria in materia sia, nel caso di specie, all'interesse del minore che aveva trovato un sufficiente equilibrio adattativo nell'alternanza tra le abitazioni dei genitori e nella suddivisione delle responsabilità educative.
(Tribunale di Parma, decreto 22 maggio 2018)