Emergenza Covid-19 e presentazione degli assegni all'incasso
Va sospesa o cancellata con provvedimento d’urgenza la pubblicazione del protesto di assegni bancari presentati per il pagamento tra il 31/3/2020 ed il 17/4/2020 e protestati dal notaio in data successiva al 30/4/2020 sul presupposto difficoltà-impossibilità di far fronte ai pagamenti dei titoli emessi nel periodo di sospensione del commercio e compressione dei diritti costituzionali.
(Tribunale di Lecce, 29 maggio 2020)
Quorum per l’assegnazione di parti comuni in proprietà esclusiva ad alcuni condomini
La deliberazione condominiale con la quale vengono assegnate parti comuni (nella specie, una caldaia) in proprietà esclusiva ad alcuni condomini richiede l'unanimità degli stessi, incidendo sulla pregressa comproprietà originaria "ex lege" di parti comuni e comportando l'esclusione dal vincolo reale di alcuni dei condomini.
(Cassazione Civile, 4 marzo 2020, n. 6090)
Lesione del diritto, consenso informato e risarcimento del danno
La violazione, da parte del medico, del dovere di informare il paziente, può causare due diversi tipi di danni: un danno alla salute, sussistente quando sia ragionevole ritenere che il paziente, su cui grava il relativo onere probatorio, se correttamente informato, avrebbe evitato di sottoporsi all'intervento e di subirne le conseguenze invalidanti; nonché un danno da lesione del diritto all'autodeterminazione, rinvenibile quando, a causa del deficit informativo, il paziente abbia subito un pregiudizio, patrimoniale oppure non patrimoniale (ed, in tale ultimo caso, di apprezzabile gravità), diverso dalla lesione del diritto alla salute.
(Cassazione Civile, ordinanza del 26 maggio 2020, n. 9887)
Figlio studente universitario e lavoratore part time
Sebbene il figlio prosegua la sua formazione professionale attraverso gli studi universitari, il fatto che egli al contempo svolga attività lavorativa part time rileva ai fini della cessazione dell’obbligo di ottenere il contributo al mantenimento da parte del padre, ciò anche in considerazione dell’età – quasi 30 anni – del ragazzo.
(Cassazione Civile, 11 giugno 2020, n. 11186)
Il risarcimento delle sofferenze ulteriori
Non costituisce duplicazione la congiunta attribuzione del "danno biologico" e di un’ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi che non hanno fondamento medico-legale, perché non aventi base organica ed estranei alla determinazione medico-legale del grado di percentuale di invalidità permanente, rappresentati dalla sofferenza interiore (quali, ad esempio, il dolore dell'animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione).
(Cassazione Civile, ordinanza, 26 maggio 2020, n. 9865)
Chiusura temporanea dell’attività imprenditoriale del conduttore a causa del Covid-19
Sussiste il fumus boni juris dell’istanza cautelare di urgenza con cui il conduttore di immobile ad uso commerciale chiede che venga inibito al locatore di porre all'incasso gli assegni bancari rilasciati in garanzia del puntuale e regolare pagamento dei canoni di locazione, sul presupposto della impossibilità al pagamento in conseguenza della chiusura dell’attività imprenditoriale disposta dalle misure restrittive in vigore per il contrasto alla pandemia da Covid-19.
(Tribunale di Bologna, 12 maggio 2020)
La sorte del credito del professionista che ha taciuto atti in frode rilevanti ex art. 173 L.F.
L'art. 111, comma 2, l. fall. riconosce la prededuzione per il credito del professionista che abbia assistito l'imprenditore per accedere ad una procedura concordata della crisi di impresa anche nel caso in cui il risanamento non riesca e subentri il fallimento. La prededuzione, tuttavia, non può essere accordata se la procedura concordataria è stata revocata ex art. 173 l. fall. per la scoperta di atti in frode dell'imprenditore condivisi dal professionista stesso. In questo caso la prestazione del professionista sarebbe infatti estranea alle forme di soluzione concordata alla crisi di impresa che l'art. 111 l. fall. intende favorire con la prededuzione dei crediti relativi.
(Cassazione Civile, 15 maggio 2020, n. 9027)
Giudizio di ottemperanza e l’esecuzione ordinaria
La domanda di esecuzione di una sentenza di condanna della pubblica amministrazione, al pari di quella proposta nei confronti di qualsiasi altro debitore, introduce sempre una controversia di diritto soggettivo, la cui tutela, in fase esecutiva, ed al fine della decisione sulle relative opposizioni proposte, non può che competere al giudice ordinario, senza che rilevi la possibilità della proposizione del giudizio di ottemperanza davanti al giudice amministrativo, trattandosi di rimedio complementare, che si aggiunge al procedimento di esecuzione previsto dal codice di rito, spettando poi alla libera scelta del creditore l’utilizzazione dell’uno o dell’ altro.
(Tribunale di Crotone, 12 maggio 2020, n. 402)
Omissione totale della contabilità e liquidazione del danno
L’amministratore di società di capitali poi fallita che abbia gestito la società senza tenere alcuna delle scritture contabili obbligatorie per legge tiene una condotta quanto meno colpevole e fonte di obbligo risarcitorio nei confronti della curatela, e l’omissione totale della contabilità consente - ai sensi dell’art. 2486 c.c. (così come novellato dal D. Lgs. 14/2019) - di utilizzare come parametro per la liquidazione del danno lo sbilancio fallimentare, che, per la carenza detta, non può essere in alcun modo spiegato e ricondotto ad attività svolta nell'interesse della società.
(Tribunale di Firenze, 13 maggio 2020, Pres., est. Calvani)
Diffida ad adempiere e assegnazione del termine inferiore a 15 giorni
In tema di diffida ad adempiere, un termine inferiore ai quindici giorni trova fondamento solo in presenza delle condizioni di cui all'art. 1454 c.c., comma 2; in conseguenza, in presenza dell'assegnazione del termine inferiore, risultano irrilevanti: i precedenti solleciti rivolti al debitore per l'adempimento, in quanto tale circostanza non attiene alla natura del contratto, ma ad un comportamento omissivo del debitore; la mancata contestazione del termine da parte del debitore, sempre che, in base a un accertamento rimesso al giudice del merito, tale mancata contestazione non assuma significato ai fini della conclusione, in forma tacita, dell'accordo in deroga; la mancata indicazione del diverso termine, reputato congruo, da parte del debitore, che presuppone un onere non contemplato dalla norma; il protrarsi dell'inadempienza del debitore oltre il termine assegnato, giacché la diffida illegittimamente intimata per un termine inferiore ai quindici giorni è di per sé inidonea alla produzione di effetti estintivi nei riguardi del rapporto costituito tra le parti.
(Cassazione Civile, 14 maggio 2020, n. 8943)