Sull'interpretazione del titolo che ha concesso il godimento del lastrico solare
Il contratto con cui un condominio abbia concesso ad altri, dietro il pagamento di un corrispettivo, il lastrico solare, o altra idonea superficie comune, allo scopo di consentire al concessionario l'installazione di infrastrutture ed impianti che comportino la trasformazione dell'area, riservando comunque al detentore del lastrico di godere e disporre dei manufatti nel corso del rapporto e di asportarli alla fine dello stesso, richiede l'approvazione di tutti i condomini se, secondo l'interpretazione del giudice di merito, esso abbia attribuito al concessionario un diritto temporaneo di superficie; non richiede l'approvazione di tutti i condomini se, secondo l'interpretazione del giudice di merito, esso abbia attribuito al concessionario una concessione ad aedificandum di natura obbligatoria di durata inferiore a nove anni.
(Cassazione Civile, sez. unite, 30 aprile 2020, n. 8434)
Possibili esecuzioni plurime finché non satisfattive
In tema di esecuzione forzata, non viola gli obblighi di correttezza e buona fede e non contravviene al divieto di abuso degli strumenti processuali l'iniziativa del creditore di due o più debitori solidali che, in forza del medesimo titolo, intraprenda un'azione esecutiva nei confronti di uno di essi dopo aver ottenuto, nei confronti di un altro condebitore, un'ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c., fintanto che la stessa non sia stata interamente eseguita dal terzo pignorato sino all'integrale concorrenza del credito per cui si agisce, fermo restando il divieto di ottenere più dell'ammontare del credito medesimo, la cui violazione deve essere fatta eventualmente valere in sede esecutiva mediante apposita opposizione.
(Cassazione Civile, 24 aprile 2020, n. 8151)
Filiazione: sulla possibilità di indicare due donne quali genitori
Il riconoscimento di un minore, concepito mediante il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, da parte di una donna legata in unione civile con quella che lo ha partorito, ma non avente alcune legame biologico con il minore, si pone in contrasto con l’art. 4, comma 3, l. n. 40/04 e con l’esclusione del ricorso alle predette tecniche da parte delle coppie omosessuali, non essendo consentita, al di fuori dei casi previsti dalla legge, la realizzazione di forme di genitorialità svincolate da un rapporto biologico, con i medesimi strumenti giuridici previsti per il minore nato nel matrimonio o riconosciuto.
(Cassazione Civile, 22 aprile 2020, n. 8029)
Limiti all'esecuzione sui beni facenti parte del fondo patrimoniale
Se il credito per cui si procedere è anche solo indirettamente destinato alla soddisfazione di esigenze familiari del debitore essendo riferito all'attività professionale di quest’ultimo, non è consentita la sua soddisfazione sui beni costituiti in fondo patrimoniale.
(Cassazione Civile, ordinanza 27 aprile 2020, n. 8201)
Il trust e l’azione revocatoria
Attraverso il trust si concretizza una netta separazione tra il patrimonio del disponente e i beni ivi conferiti, destinati ad una determinata finalità, ovvero tutelare il patrimonio dei beneficiari; tale diversa destinazione del patrimonio inevitabilmente riduce la garanzia generica riconosciuta al creditore, non potendo quest’ultimo soddisfarsi sui beni trasferiti nel trust. Posta dunque tale attitudine pregiudizievole del trust, esso è senza dubbio oggetto di azione revocatoria ordinaria.
(Tribunale di Arezzo, 1 aprile 2020, n. 254)
Presupposti dell’illecito disciplinare del magistrato
Al fine di ritenere integrato l’illecito disciplinare di cui all'art. 2, comma 1, lett. g. d. lgs. 23.2.2006, n. 109 (“la grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile”) non basta che siano stati utilizzati istituti giuridici, (le ipotesi di revoca dall'ammissione al patrocinio a spese dello Stato e la necessità dell'istanza di parte per la distrazione delle spese processuali), in modo difforme dal dettato legislativo e fuori dei requisiti espressamente indicati dalla norma; occorre, infatti, la sussistenza dell'altro requisito ineludibile per l'integrazione dell'illecito disciplinare contestato, consistente nella compromissione della considerazione del singolo magistrato e del prestigio dell'ordine giudiziario.
(Cassazione Civile, 15 aprile 2020, n. 7832)
I crediti dello studio professionale associato
L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute sono regolati dagli accordi tra gli associati, i quali hanno la facoltà di attribuire all'associazione la legittimazione a stipulare contratti e acquisire la titolarità di rapporti poi delegati ai singoli aderenti e da essi personalmente curati. Laddove gli associati abbiano deciso per tale soluzione, sussiste la legittimazione dello studio professionale associato rispetto ai crediti per le prestazioni svolte dai singoli professionisti a favore del cliente che ha conferito l'incarico.
(Cassazione Civile, 17 aprile 2020, n. 7898)
Diritto alla provvigione
Va escluso il diritto alla provvigione qualora tra le parti non sia stato concluso un "affare" in senso economico-giuridico, ma si sia soltanto costituito un vincolo idoneo a regolare le successive articolazioni del procedimento formativo dell'affare, come nel caso in cui sia stato stipulato un patto di opzione, idoneo a vincolare una parte soltanto, ovvero un cd. "preliminare di preliminare", costituente un contratto ad effetti esclusivamente obbligatori non assistito dall'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. in caso di inadempimento.
(Cassazione Civile, ordinanza 10 aprile 2020, n. 7781)
Omesso preavviso di segnalazione e ricorso cautelare
La mancata comunicazione/notificazione del preavviso di segnalazione, come invece previsto dall'art. 125, III comma, TUB, dall'art. 4, VII comma, del Codice in materia di protezione dei dati personali e dalla circolare 139 dell’11/02/1991 della Banca d’Italia, legittima l’emissione di provvedimento ex art. 700 c.p.c. inaudita altera parte, recante intimazione alla Banca a provvedere all'immediata cancellazione/rettifica del nominativo della ricorrente alla Centrale Rischi della Banca d’Italia/CRIF, con efficacia retroattiva dalla segnalazione.
(Tribunale di Venezia, 26 marzo 2020)
Diritto alle agevolazioni sulla prima casa: abitazione di lusso se supera i 240 metri.
Ai fini fiscali devono essere considerate abitazioni di lusso, ai sensi del d.m. 2 agosto 1969, art. 6, tutti gli immobili aventi una superficie utile complessiva maggiore di 240 metri quadrati, a nulla rilevando che si tratti di appartamenti compresi in fabbricati condominiali o di singole unità abitative.
(Cassazione Civile, sez. trib., 16 aprile 2020, n. 7850)