Mantenimento diretto in favore del figlio maggiorenne
Soltanto la domanda autonoma del figlio volta ad ottenere il mantenimento diretto può negare il concorrente diritto del proprio genitore a percepire il relativo assegno, dimostrando tale domanda la volontà dell’avente diritto di gestire in autonomia le risorse destinate al mantenimento. Difatti il genitore tenuto al mantenimento del figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente non può autonomamente scegliere il soggetto nei confronti del quale adempiere l’obbligazione e pertanto non può pretendere, in mancanza di specifica domanda del figlio, di assolvere la propria prestazione nei confronti di quest’ultimo anziché del genitore istante, il quale ha chiesto in sede giudiziale il mantenimento del figlio.
(Tribunale di Pisa, 1 aprile 2020, n. 393)
Nullità del trust elusivo della disciplina concorsuale
Il negozio istitutivo di un trust, che comporti la segregazione di tutto il patrimonio aziendale del disponente per eludere la disciplina concorsuale ed impedire ad un creditore la realizzazione coattiva individuale del credito, è nullo per illiceità della causa. La nullità, che può essere rilevata d’ufficio ed incidentalmente dal giudice adito per la liquidazione di detto patrimonio, determina la carenza di legittimazione del trustee a disporre dei beni da liquidare e la sua incapacità a stare in giudizio, con conseguente inammissibilità del ricorso proposto per la liquidazione del patrimonio aziendale ai sensi dell’art. 14 ter, L. n. 3/2012.
(Tribunale di Treviso, ordinanza 3 gennaio 2019)
Risoluzione della donazione e forma dell’atto
Anche nel caso di accordo tra coniugi per la risoluzione di una donazione e quindi per la retrocessione dei diritti immobiliari al donante, deve essere rispettata la stessa forma dell’atto originario e principale.
(Cassazione Civile, ordinanza 3 marzo 2020, n. 5937)
Sul vizio della cosa locata
Il mancato rilascio di concessioni, autorizzazioni o licenze amministrative relative alla destinazione d'uso, non è di ostacolo alla valida costituzione del rapporto di locazione, quando il bene è stato comunque utilizzato dal conduttore secondo l’uso convenuto.
(Cassazione Civile, 3 marzo 2020, n. 5968)
Sul danno da riduzione della capacità lavorativa
In presenza di un danno da perdita della capacità lavorativa sofferto, la liquidazione debba avvenire sommando due voci tra loro diverse: da un lato, i redditi perduti dalla vittima dal momento dell’illecito a quello della liquidazione; dall'altro, la capitalizzazione dei redditi futuri che la vittima presumibilmente perderà, dal momento della liquidazione in poi, in base ad un coefficiente di capitalizzazione corrispondente all'età della vittima al momento in cui si compie l’operazione di liquidazione.
(Cassazione Civile, ordinanza 28 febbraio 2020, n. 5458)
Insorgenza del credito litigioso da legittima
Ai fini dell'esperibilità dell'azione revocatoria ordinaria, il credito derivante dalla legittima, quale credito litigioso, sorge al momento dell'apertura della successione e non già al momento in cui, con l’atto di citazione, l'erede necessario lo faccia valere.
(Cassazione Civile, ordinanza 24 gennaio 2020, n. 1593)
Vendita sottocosto ed atti di concorrenza sleale parassitaria
La vendita sottocosto o comunque a prezzi non immediatamente remunerativi, è contraria ai doveri di correttezza ex art. 2598, comma 1, n. 3), c.c. solo se si connota come "illecito antitrust", in quanto posta in essere da un'impresa in posizione dominante e praticata con finalità predatorie di soppressione della concorrenza, traducendosi così in un danno per i consumatori ed il mercato, realizzandosi in tale ipotesi l'illecito concorrenziale da "dumping" interno.
(Cassazione Civile, 7 febbraio 2020, n. 2980)
Sulla pre-deducibilità del credito del subappaltatore di opere pubbliche
In caso di fallimento dell'appaltatore di opera pubblica, il meccanismo delineato dal d.lgs. n. 163 del 2006, art. 118, comma 3 - che consente alla stazione appaltante di sospendere i pagamenti in favore dell'appaltatore, in attesa delle fatture dei pagamenti effettuati da quest'ultimo al subappaltatore deve ritenersi riferito all'ipotesi in cui il rapporto di appalto sia in corso con un'impresa in bonis e, dunque, non è applicabile nel caso in cui, con la dichiarazione di fallimento, il contratto di appalto si scioglie; ne consegue che al curatore è dovuto dalla stazione appaltante il corrispettivo delle prestazioni eseguite fino all'intervenuto scioglimento del contratto e che il subappaltatore deve essere considerato un creditore concorsuale dell'appaltatore come gli altri, da soddisfare nel rispetto della par condicio creditorum e dell'ordine delle cause di prelazione.
(Cassazione Civile, Sez. Un., 2 marzo 2020, n. 5685)
Apertura di un varco nel muro perimetrale condominiale
In tema di uso della cosa comune, è illegittima l'apertura di un varco praticata nel muro perimetrale dell'edificio condominiale da un comproprietario al fine di mettere in comunicazione un locale di sua proprietà esclusiva, ubicato nel medesimo fabbricato, con altro immobile pure di sua proprietà ma estraneo al condominio, comportando tale utilizzazione la cessione del godimento di un bene comune in favore di soggetti non partecipanti al condominio, con conseguente alterazione della destinazione, giacché in tal modo viene imposto sul muro perimetrale un peso che dà luogo a una servitù, per la cui costituzione è necessario il consenso scritto di tutti i condomini.
(Cassazione civile, ordinanza 25 febbraio 2020, n. 5060)
La convivenza more uxorio e la pensione di reversibilità
Ove sia il coniuge divorziato che quello superstite abbiano i requisiti per percepire la pensione di reversibilità, la ripartizione del trattamento va effettuata, oltre che sulla base del criterio della durata dei matrimoni, anche tenendo conto di ulteriori elementi correlati, tra i quali la durata delle convivenze prematrimoniali.
(Cassazione Civile, ordinanza 26 febbraio 2020, n. 5268)