Perdita dell’assegnazione della casa coniugale

Posto che, ai fini dell’assegnazione della casa familiare in favore di un genitore, il figlio deve avere uno stabile collegamento con l’abitazione e deve risiedervi in maniera prevalente, la madre perde il diritto all'assegnazione della casa familiare anche se la figlia, trasferitasi all'estero, fa ritorno a casa con frequenza. In questo ultimo caso, infatti, si configura un rapporto di mera ospitalità.

(Cassazione Civile, ordinanza 6 maggio 2019, n. 11844)


Modifica della cosa comune ad opera del condomino ed alterazione del decoro architettonico del fabbricato

In tema di condominio, non può avere incidenza lesiva del decoro architettonico di un edificio un'opera modificativa compiuta da un condomino (il condomino aveva arbitrariamente aperto una finestra nel muro condominiale), quando sussista degrado di detto decoro a causa di preesistenti interventi modificativi di cui non sia stato preteso il ripristino.

(Cassazione Civile, 16 aprile 2019, n. 10583)


Il termine del diritto al rimborso della provvista da parte del richiedente l’emissione del titolo

A differenza di quanto previsto con riguardo all'assegno bancario, nel caso in cui un assegno circolare non sia stato effettivamente riscosso dal beneficiario, il diritto al rimborso della provvista da parte del richiedente l'emissione del titolo si prescrive nell'ordinario termine decennale, che decorre dal momento in cui esso può essere fatto valere, cioè dalla scadenza del termine di tre anni previsto dall'art. 84 del r.d. n. 1736 del 1934, entro cui si prescrive l'azione del beneficiario dell'assegno contro l'istituto bancario emittente.

(Cassazione Civile, 30 aprile 2019, n. 11387)


I limiti della presentazione di una nuova proposta di concordato preventivo

In forza dell’estensione del principio normativo enunciato in tema di modifica della proposta di concordato dopo l’inizio delle operazioni di voto ex artt. 175-179 l.fall.), la nuova proposta depositata contestualmente alla rinuncia della precedente può essere valutata dal tribunale nel corso della stessa procedura, se non pendano istanze di fallimento, ove vengano desistite, mentre se non lo sono, deve essere esaminata la sussistenza dei presupposti di fallimento, non trascurando di considerare l’eventualità del superamento dell’insolvenza e non ricorra il carattere dilatorio e abusivo della nuova proposta, come può ravvisarsi nella presentazione di una nuova domanda di ammissione al concordato preventivo con riserva.

(Cassazione Civile, 25 ottobre 2018, n. 27120)


Rilevanza dei bilanci degli ultimi tre esercizi

In tema di fallimento, ai fini della prova della sussistenza dei requisiti di non fallibilità di cui all'art. 1, comma 2,l.fall.,i bilanci degli ultimi tre esercizi che l’imprenditore è tenuto a depositare, ai sensi dell’art. 15, comma 4, l.fall., costituiscono strumento di prova privilegiato dell’allegazione della non fallibilità, in quanto idonei a chiarire la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, senza assurgere però a prova legale, essendo soggetti alla valutazione, da parte del giudice, dell’attendibilità dei dati contabili in essi contenuti secondo il suo prudente apprezzamento ex art. 116 c.p.c., sicché, se reputati motivatamente inattendibili, l’imprenditore rimane onerato della prova della sussistenza dei requisiti della non fallibilità.

(Cassazione Civile, ordinanza 23 novembre 2018, n. 30516)


Infortunio durante l’esecuzione di esercizi riabilitativi con l’assistenza e sotto la diretta vigilanza del fisioterapista

Non può ascriversi alcuna responsabilità per culpa in vigilando al personale medico di una struttura sanitaria, laddove l’evento caduta si verifichi durante l’esecuzione di esercizi riabilitativi con l’assistenza e sotto la diretta vigilanza del fisioterapista all'uopo incaricata. In assenza di specifica indicazione circa gli “accorgimenti necessari” per evitare in concreto il rischio caduta, la cui omissione avrebbe incidenza causale sull'evento lesivo, non è possibile individuare profili di responsabilità a carico del personale medico.

(Tribunale di Pescara, 20 dicembre 2018)


La funzione assistenziale e quella compensativa-perequativa dell’assegno divorzile

L'assegno divorzile ha funzione non solo assistenziale ma anche perequativa e compensativa. Pertanto, per la sua determinazione e quantificazione il giudice non utilizzerà né il parametro del pregresso tenore di vita familiare, né quello dell'autosufficienza economica, bensì dovrà tener conto di eventuali rinunce di aspettative professionali del coniuge richiedente e del contributo che questi ha fornito alla formazione del patrimonio comune e personale dell'altro coniuge, al fine di garantire all'avente diritto un livello reddituale adeguato a tale contribuzione. Ne consegue che ai fini del riconoscimento dell'assegno divorzile non rileva il compendio ereditato dall'altro coniuge, in difetto della prova del contributo fornito dal richiedente alla formazione del predetto patrimonio.

(Tribunale di Prato, ordinanza 16 gennaio 2019)


Deducibilità delle perdite su crediti

Le perdite su crediti, in relazione ai quali sia stato calcolato l’importo deducibile, possono essere dedotte soltanto per la parte eccedente l’ammontare dell’accantonamento dei rischi su crediti dedotti nei precedenti esercizi.

(Cassazione Civile, 3 aprile 2019, n. 9237)


Via libera al decreto ingiuntivo condominiale anche se il riparto è errato

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, tra i quali rientrano le spese per l'erogazione dell'acqua, il giudice dell'opposizione deve limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via incidentale, la loro validità, essendo tale sindacato riservato al giudice davanti al quale dette delibere siano state impugnate.

(Cassazione Civile, ordinanza 28 marzo 2019, n. 8685)


Il Consiglio di Condominio non sfugge all'Assemblea

Il novello art. 1130 bis c.c. consente all'assemblea di nominare un consiglio di condominio, un organo cioè votato a garantire una più efficiente e trasparente tutela degli interessi dei condomini nei complessi immobiliari con più di dodici unità immobiliari e dunque dotati di molteplici strutture comuni. Le decisioni assunte da tale più ristretto consiglio condominiale (nella specie per manutenzioni straordinarie) tuttavia sono vincolanti per i condomini solo se rimesse ad una successiva approvazione dell’assemblea.

(Cassazione Civile, ordinanza 15 marzo 2019, n. 7484)