Cose in custodia e lastrico solare

Nel caso di infiltrazioni d’acqua provenienti dal lastrico solare di copertura condominiale, di proprietà comune, che abbiano cagionato danni all’unità immobiliare sottostante, il condominio, in applicazione del principio della responsabilità da cose in custodia, di cui all’art. 2051 c.c., e dei principi di diritto espressi dalla Corte di Cassazione, recentemente intervenuta a dirimere il contrasto interpretativo sul tema insorto, è tenuto all’eliminazione delle cause delle problematiche ed a risarcire ai proprietari il danno patrimoniale, determinato e liquidato secondo i principi che regolamentano la responsabilità extra contrattuale, nonché il danno non patrimoniale, ove sussistente, e nei limiti dell’assolvimento al relativo onere probatorio, configurabile, sia nel caso di lesione di diritti costituzionalmente garantiti, che di fatti lesivi di diritti dominicali.

(Tribunale di Napoli, 19 marzo 2018, n. 2703)


Azioni nei confronti dell'amministratore di società

In tema di azioni nei confronti dell'amministratore di società, a norma dell'art. 2395 c.c., il terzo, o il socio, è legittimato, anche dopo il fallimento della società, all'esperimento dell'azione, di natura aquiliana, per ottenere il risarcimento dei danni subiti nella propria sfera individuale, in conseguenza di atti dolosi o colposi compiuti dall'amministratore, solo se questi siano conseguenza immediata e diretta del comportamento denunciato e non il mero riflesso del pregiudizio che abbia colpito l'ente, ovvero il ceto creditorio per effetto della cattiva gestione, dovendosi proporre, altrimenti, l'azione contrattuale di cui all'art. 2394 c.c., esperibile, in caso di fallimento della società, dal curatore, ai sensi dell'art. 146 del R.D. 16 marzo 1942 n. 267.

(Cassazione Civile, 30 maggio 2019, n. 14778)


Il commercialista ha l’obbligo di informare il cliente prospettandogli alternative e costi

Il commercialista, quale che sia l'oggetto specifico della sua prestazione, ha l'obbligo di completa informazione del cliente, e dunque ha l'obbligo di prospettargli sia le soluzioni praticabili che, tra quelle dal cliente eventualmente desiderate, anche quelle non praticabili o non convenienti, così da porlo nelle condizioni di scegliere secondo il migliore interesse. L’errata valutazione sul costo fiscale per il recesso dalla società (88 mila euro a fronte dei 199 mila euro richiesti dal fisco) è espressione di un chiaro errore del commercialista, come tale, costituente inadempimento della sua prestazione professionale ai sensi dell’art. 1218 c.c..

(Cassazione civile, ordinanza, 27 maggio 2019, n. 14387)


Il collegamento fra contratto derivato e contratto di finanziamento

L’invalidità del contratto derivato può determinare anche quella del contratto di finanziamento, solo ove la parte istante dimostri la sussistenza di un collegamento negoziale tra gli stessi. Perché possa esserci un collegamento negoziale è necessaria la sussistenza di due requisiti: uno oggettivo, costituito dal nesso teleologico tra i negozi ed un altro soggettivo, costituito dal loro comune intento pratico.

(Tribunale di Napoli, 1 aprile 2019, n. 3494)


Il creditore del condominio può procedere all'espropriazione dei crediti del condominio nei confronti dei singoli condomini per i contributi dagli stessi dovuti

Il creditore del condominio che disponga di un titolo esecutivo nei confronti del condominio stesso, ha facoltà di procedere all'espropriazione di tutti i beni condominiali, ai sensi degli artt. 2740 e 2910 c.c., ivi inclusi i crediti vantati dal condominio nei confronti dei singoli condomini per i contributi dagli stessi dovuti in base a stati di ripartizione approvati dall'assemblea, in tal caso nelle forme dell'espropriazione dei crediti presso terzi di cui agli artt. 543 c.p.c. e ss..

(Cassazione Civile, 14 maggio 2019, n. 12715)


Estensione e limiti nell'uso del cortile condominiale

In tema di condominio di edifici, l'art 1102 c.c. sull'uso della cosa comune da parte di ciascun partecipante non pone alcun limite minimo di tempo e di spazio per l'operatività delle limitazioni del predetto uso, pertanto può costituire abuso anche l'occupazione per pochi minuti del cortile comune che impedisca agli altri condomini di partecipare al godimento dello spazio oggetto di comproprietà. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva vietato il parcheggio di motoveicoli nello spazio del cortile condominiale, prospiciente l'immobile di proprietà di uno dei condomini, senza dare rilievo alla sporadicità o saltuarietà delle soste, bastando che queste ostacolassero l'accesso a tale immobile).

(Cassazione Civile, 18 aprile 2019, n. 7618)


Responsabilità della banca per il pagamento dell’assegno a persona diversa dal legittimo portatore

Ai sensi dell'art. 43, comma 2, r.d. n. 1736/1933 (c.d. legge assegni), la banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato per errore nell'identificazione del legittimo portatore del titolo dal pagamento dell'assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona diversa dall'effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l'inadempimento non le è imputabile, per avere assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall'art. 1176, comma 2, c.c..

(Cassazione Civile, 20 maggio 2019, n. 13568)


Rapporto di conto corrente tra estratti, altre prove documentali ed argomenti di prova

Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta esclusa la validità di talune pattuizioni relative agli interessi a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso la produzione in giudizio dei relativi estratti a partire dalla data della sua apertura; non trattandosi tuttavia di prova legale esclusiva, all'individuazione del saldo finale possono concorrere anche altre prove documentali, nonché gli argomenti di prova desunti dalla condotta processuale tenuta del medesimo correntista (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte d'appello, che aveva respinto integralmente la domanda della banca di condanna del correntista al pagamento del saldo passivo, in mancanza di un solo estratto conto relativo ad un periodo in cui il correntista aveva ammesso l'assenza di movimentazioni nel rapporto).

(Cassazione Civile, 4 aprile 2019, n. 9526)


Sindrome da allontanamento parentale ed onere di verifica

Se un genitore denuncia l'esistenza della PAS (sindrome da allontanamento parentale), non essendo detta patologia accertata definitivamente dalla scienza ufficiale, il giudice di merito deve verificarne attentamente l'esistenza, con i comuni mezzi di prova ed ascoltando il minore.

(Cassazione Civile, 16 maggio 2019, n. 13274)


Non solo i bilanci per la prova della non fallibilità

Ai fini della prova della sussistenza dei requisiti di non fallibilità, sono ammissibili strumenti probatori alternativi al deposito dei bilanci degli ultimi tre esercizi di cui all'art. 15, comma 4, l. fall.: ciò che conta non è tanto la provenienza del documento dell’impresa, quanto la rappresentazione storica dei fatti e dei dati economici e patrimoniali dell’impresa medesima.

(Cassazione Civile, 15 aprile 2019, n. 10509)