Mediazione delegata e improcedibilità della domanda

La mancata attivazione del procedimento di mediazione delegata comporta l’improcedibilità (non della domanda monitoria, ma) del giudizio di opposizione e l’acquisto da parte del decreto ingiuntivo dell’autorità ed efficacia di cosa giudicata in relazione al diritto in esso consacrato, posto che l’instaurazione del procedimento monitorio non richiede il previo passaggio in mediazione, pertanto l’improcedibilità verificatasi in pendenza del giudizio di opposizione non può di per sé comportare, in assenza di una espressa previsione di legge, la caducazione del decreto ingiuntivo già emesso.

(Tribunale di Bologna, 3 gennaio 2018)


L’avvocato e il rapporto con la controparte

Ove la controparte non sia assistita da alcun difensore, deve ritenersi che all'avvocato sia precluso ogni contatto, proprio perché la stessa si trova in una situazione di evidente vulnerabilità.

(Cassazione Civile, Sezioni Unite, 30 gennaio 2018, n. 2273)


Procedimento cautelare per riconsegna di ramo d’azienda affittato

Il perdurare della detenzione del ramo d’azienda in capo ad un soggetto che ne ha ridotto l’avviamento commerciale e che non è in condizioni di adempiere agli obblighi contrattuali configura un danno irreparabile, che giustifica la concessione del provvedimento cautelare di riconsegna immediata del ramo d’azienda.

(Tribunale di Milano, 27 dicembre 2016)


Crediti del professionista e prededuzione

Il credito del professionista che abbia svolto attività funzionali all'omologazione di un accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fallimentare rientra de plano tra i crediti sorti "in funzione" della procedura e, come tale, a norma dell'art. 111, secondo comma, legge fall., va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento. Non può escludersi la funzionalità della prestazione, per gli effetti di cui all'art. 111 legge fallimentare per il semplice fatto che all'omologazione dell'accordo di ristrutturazione sia conseguito il fallimento.

(Cassazione civile, 18 gennaio 2018, n. 1182)


Responsabilità del venditore ex art. 1669 c.c.

Il venditore che, sotto la propria direzione e controllo, abbia fatto eseguire sull'immobile successivamente alienato opere di ristrutturazione edilizia o interventi manutentivi o modificativi di lunga durata, che rovinino o presentino gravi difetti, ne risponde nei confronti dell'acquirente ai sensi dell'art. 1669 c.c..

(Cassazione civile, 28 luglio 2017, n. 18891)


Esecuzione in forma specifica e trascrizione registro imprese

In virtù del principio di tipicità, in mancanza di alcuna disposizione espressa, non può essere iscritta nel registro delle imprese la domanda giudiziale avente ad oggetto il trasferimento coattivo ex art. 2932 c.c. di una quota di partecipazione sociale.

(Tribunale di Avellino, 8 Gennaio 2018)


Circolazione immobili e risarcimento danni

In caso di trasferimento del diritto di proprietà di un immobile, il diritto al risarcimento dei danni precedentemente subiti dal bene non segue automaticamente le sorti della proprietà in quanto diritto di natura personale.

(Cassazione civile, 17 gennaio 2018, n. 902)


Responsabilità degli amministratori e differenza dei netti patrimoniali

Vista la natura dinamica e complessa dell’attività di impresa, che può rendere assai difficoltoso l'assolvimento della ricostruzione analitica dovuta all'incompletezza dei dati contabili ovvero alla notevole anteriorità della perdita del capitale sociale rispetto alla dichiarazione di fallimento, la giurisprudenza ammette il ricorso a criteri presuntivi e sintetici di prova, e in particolare la determinazione del danno in via equitativa ex art. 1226 c.c. mediante l'utilizzo del criterio della differenza dei netti patrimoniali, a condizione che tale utilizzo sia congruente con le circostanze del caso concreto e che, quindi, l’attore abbia allegato un inadempimento dell’amministratore almeno astrattamente idoneo a porsi come causa del danno lamentato ed abbia specificato le ragioni impeditive di un rigoroso distinto accertamento degli effetti dannosi concretamente riconducibili alla sua condotta.

(Tribunale di Bologna, 21 dicembre 2017, n. 2486)


L’Assemblea non può “condannare” il condomino

Il condomino risponde dei danni da lui causati alle parti comuni, solo se vi sia stato riconoscimento di responsabilità o all'esito di un accertamento giudiziale, non potendo l'assemblea, in mancanza di tali condizioni, porre a suo carico l’obbligo di ripristino, o imputargli a tale titolo alcuna spesa, ed essendo obbligata ad applicare, come criterio di ripartizione della spesa, la regola generale stabilita dall'art. 1123 c.c.

(Cassazione civile, 7 novembre 2017, n. 26360)


Escussione della fideiussione tra AGO e Giudice Amministrativo

La Corte regolatrice della giurisdizione, ha avuto modo di chiarire, anche di recente, che è devoluta alla giurisdizione del Giudice Ordinario e non a quella del Giudice Amministrativo, la controversia avente a oggetto l'escussione, da parte di un Comune, della polizza fideiussoria concessa a garanzia degli impegni assunti nell'ambito di una convenzione urbanistica relativa all'esecuzione di una costruzione edilizia, attesa l'autonomia tra i rapporti in questione e la circostanza che nella specie la P.A. agisce nell'ambito di un rapporto privatistico, senza esercitare, neppure mediatamente, pubblici poteri.

All’opposto le controversie riguardanti l'adempimento degli obblighi derivanti da convenzioni urbanistiche connesse a lottizzazioni (ndr. nel caso trattato erano state introdotte con domanda riconvenzionale) rientrano nella giurisdizione amministrativa.

(Tribunale di Reggio Emilia, 21 dicembre 2017, n. 1422)