Il proprietario del posto auto è condomino a tutti gli effetti

La nozione di condominio si configura anche nel caso di beni adiacenti orizzontalmente, purché dotati delle strutture portanti e degli impianti essenziali indicati dal citato art. 1117 c.c. Peraltro, pure quando manchi un così stretto nesso strutturale, materiale e funzionale, la condominialità di un complesso immobiliare, che comprenda porzioni eterogenee per struttura e destinazione, può essere frutto dell’autonomia privata. Anche, dunque, i proprietari esclusivi di spazi destinato a posti auto, compresi nel complesso condominiale, possono dirsi condomini, in base ai criteri fissati dall'art. 1117 c.c., e quindi presumersi comproprietari (nonché obbligati a concorrere alle relative spese, ex art. 1123 c.c.) di quelle parti comuni che, al momento della formazione del condominio, si trovassero in rapporto di accessorietà, strutturale e funzionale, con le singole porzioni immobiliari (arg. da Cass. Sez. 2, 02/03/2007, n. 4973; Cass. Sez. 2, 08/05/1996, n. 4270; Cass. Sez. 2, 16/04/1976, n. 1371).

(Cassazione Civile, ordinanza 16 gennaio 2018, n. 884)


Mala gestio amministratore delegato e responsabilità dei consiglieri

Nelle società di capitali, l’obbligo di controllo accomuna amministratori non esecutivi e indipendenti, sindaci, revisori, comitato per il controllo interno, OdV di cui al D.Lgs. n. 231/2001 e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari nelle società quotate. Esiste, insomma, un sistema di controllo policentrico, a tutela dell’osservanza delle regole di corretta amministrazione.
Pur in presenza di deleghe gestorie, residua una serie di poteri e doveri in capo al c.d.a., che dall’esistenza delle deleghe non viene affatto spogliato dalle sue funzioni.

(Cassazione Civile, 29 dicembre 2017, n. 31204)


Illegittima la bocciatura del minore senza l’avviso ad entrambi i genitori affidatari

E’ illegittima la mancata ammissione di un alunno alla classe successiva della scuola secondaria di primo grado, ove risulti che la scuola, pur sapendo che vi era una situazione conflittuale tra i genitori dello studente e che ne era stato disposto l’affidamento congiunto ad entrambi, abbia relazionato esclusivamente alla madre in ordine al rendimento scolastico negativo dello studente.

(T.A.R. Friuli Venezia Giulia, 12 ottobre 2017, n. 312)


Prova del nesso e prova dell’impossibilità della prestazione

In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria per l’inesatto adempimento della prestazione assistenziale, l’onere di provare l’impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa imprevedibile, inevitabile e non imputabile alla stessa sorge solo ove il danneggiato abbia provato la sussistenza del nesso causale tra la condotta attiva od omissiva dei sanitari e il danno sofferto.

(Cassazione Civile, 26 luglio 2017, n. 18392)


Risponde dei danni il gestore telefonico che omette l’indirizzo dell’utente

Il gestore del servizio telefonico è tenuto a indicare negli elenchi telefonici l’indirizzo dell’utenza nella titolarità del cliente, configurandosi, in caso di violazione, l’obbligo di risarcire i danni derivati dalla lesione del diritto a essere individuato e riconosciuto dagli altri utenti.

(Cassazione Civile, 3 agosto 2017, n. 19342)


Il frazionamento della domanda e l’interesse valutabile della sua tutela

Le domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, benché relativi ad un medesimo rapporto di durata tra le parti, possono essere proposte in separati processi, con costi di duplicazione di attività istruttoria e conseguente dispersione della conoscenza dell'identica vicenda sostanziale, solo se risulti in capo al creditore un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata, e, laddove ne manchi la corrispondente deduzione, il giudice che intenda farne oggetto di rilievo dovrà indicare la relativa questione ex art. 183, c.p.c., riservando, se del caso, la decisione con termine alle parti per il deposito di memorie ex art. 101, comma 2, c.p.c..

(Tribunale di Napoli, ordinanza 28 dicembre 2017)


Assegnazione del credito e pagamento del terzo nel concordato preventivo

In tema di concordato preventivo, la norma di cui all'art. 168, primo comma, della legge fallimentare, che fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore «dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato della sentenza di omologazione», non può ritenersi legittimamente applicabile anche al pagamento del terzo pignorato effettuato in adempimento dell'ordinanza di assegnazione del credito.

(Cassazione civile, ordinanza 3 agosto 2017, n. 19394)


Abuso di diritto nell'assemblea dei soci

Il diritto attribuito ai soci di minoranza dall’art. 2374 Cod. Civ. di richiedere il rinvio dell’assemblea dei soci per non essere sufficientemente informati sugli oggetti posti in deliberazione, trova comunque un limite nei principi di buona fede e correttezza di cui agli artt. 1175 e 1375 Cod. Civ. Pertanto, non è lecito abusare dei propri diritti per conseguire finalità sostanzialmente lesive di interessi di più ampia portata, che trascendono quelle tutelate dalla norma.

(Cassazione civile, 12 dicembre 2017, n. 29792)


La risoluzione del contratto di leasing traslativo e di godimento

La differenza tra leasing di godimento e leasing traslativo riguarda la causa concreta del contratto: nel leasing di godimento, si prevede che la res esaurisca la sua utilità economica entro un determinato periodo di tempo, che coincide di regola con la durata del rapporto; nel leasing traslativo, si intende viceversa realizzare un preminente e coessenziale effetto traslativo, dato che il bene è destinato a conservare, alla scadenza del rapporto, un valore residuo particolarmente apprezzabile per l’utilizzatore, in quanto notevolmente superiore al prezzo di riscatto, cosicché tale riscatto non costituisca un’eventualità marginale ed accessoria, ma rientri nella funzione delle parti assegnata al contratto.

Nel leasing di godimento, che è un contratto ad esecuzione continuata e periodica, si applica perciò l’art. 1458 Cod. Civ., secondo il quale la risoluzione non si estende alle prestazioni già avvenute. Mentre l’applicazione di questo articolo anche al leasing traslativo rappresenterebbe invece una soluzione vessatoria per l’utilizzatore, perché consentirebbe al concedente di trattenere una somma che rappresenta un ristoro superiore al godimento, costituendo il canone un corrispettivo sia del godimento, sia della prevista cessione. Occorre applicare al leasing traslativo l’art. 1526 Cod. Civ. in tema di vendita a rate, che prevede la restituzione delle rate pagate, fatta salva una detrazione per compensare il godimento del bene.

(Tribunale Reggio Emilia, ordinanza 2 novembre 2017)


Temporale estivo: il Comune risponde degli allagamenti

L'eccezionalità e imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito o forza maggiore idonei ad escludere la responsabilità del custode per il danno verificatosi solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l'evento, nonostante la più scrupolosa manutenzione e pulizia da parte del medesimo dei sistemi di smaltimento delle acque piovane.

(Cassazione Civile, 28 luglio 2017, n. 18856)