Contestazione dell’affidabilità dell’autovelox, obbligo di verifica della taratura

Laddove venga contestata l'affidabilità del cosiddetto tutor o autovelox, il giudice è tenuto ad accertare se il dispositivo sia stato sottoposto o meno alle verifiche di funzionalità e taratura. Ciò in quanto tutte le apparecchiature impiegate nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, non esistendo verifiche equipollenti né essendo sufficienti, come in passato, certificati di conformità ed omologazione.

(Cassazione civile, 11 gennaio 2018, n. 533)


Danno alla salute e alla sessualità, discriminazioni in base all'età e al sesso

Nel decidere le domande relative ai danni morali nell'ambito delle procedure di responsabilità medica, i giudici nazionali possono considerare l’età del ricorrente, ma non possono stabilire che la sessualità non sia importante per una donna di cinquant'anni e madre di due figli, come per gli uomini e per le persone di età più giovane. Ciò viola l’art. 14 della Conv. eur. dir. uomo poiché discrimina la persona in base all'età e al sesso e riflette un’idea tradizionale della sessualità femminile legata alla fertilità, ignorando la sua rilevanza psico-fisica in vista dell'autorealizzazione della donna come persona.

(Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, 25 luglio 2017, ric. 17484/15)


La salute del minore tra autonomia dei genitori e intervento pubblico

Nel caso di contrasto tra i genitori in ordine alla tipologia di cure alla quale affidare la figlia minore (medicina tradizionale od omeopatia) e alla scelta di vaccinare o meno la stessa, il giudice – valutato che le cure tradizionali e la sottoposizione a vaccinazione corrispondano all'interesse della minore – può riconoscere esclusivamente al genitore più diligente (con obbligo di tenere informato l’altro) il potere di prenotare gli esami e i trattamenti necessari, secondo le indicazioni del pediatra e dei medici del SSN, di accompagnare la figlia alle visite, nonché di prestare il consenso informato alle cure, il tutto a spese equamente ripartite tra i genitori e con ammonimento al genitore dissenziente circa la possibilità di adottare nei suoi confronti – in presenza di ulteriori comportamenti ostruzionistici – i provvedimenti di cui all'art. 709-ter c.p.c..

(Tribunale di Roma, 16 febbraio 2017)


Diritto all'oblio e registro delle imprese

È legittima la conservazione nel registro delle imprese delle informazioni relative all'incarico di amministratore e liquidatore ricoperto da un soggetto in una società di capitali, anche ove quest’ultima sia stata dichiarata fallita (nel 1992) e successivamente (nel 2005) cancellata dal suddetto registro.

(Cassazione civile, 9 agosto 2017, n. 19761)


Desistenza o rinuncia successiva alla dichiarazione si fallimento

La desistenza o rinuncia dell'unico creditore istante rilasciata in data successiva alla dichiarazione di fallimento non è idonea a determinare l'accoglimento del reclamo e, conseguentemente, la revoca della sentenza di fallimento.

(Cassazione civile, 5 maggio 2016, n. 8980)


La notifica della sentenza via PEC e a mezzo Ufficiale Giudiziario

Nel caso in cui la parte provveda alla notificazione della sentenza di secondo grado alla controparte, ai fini del decorso del termine breve, di cui all’art. 325 C.p.C., dapprima, a mezzo posta elettronica certificata e, successivamente, a mezzo Ufficiali Giudiziari, è alla prima notificazione che deve aversi riguardo ai fini della verifica della tempestività dell’impugnazione proposta dalla controparte.

(Cassazione civile, ordinanza 28 novembre 2017, n. 28339)


Accertamento giudiziale di paternità o maternità e revoca del testamento

L'art. 687, comma 1, c.c. (revoca del testamento di chi, al tempo, non sapeva di avere figli) ha un fondamento oggettivo, individuabile nella modificazione della situazione familiare in relazione alla quale il testatore aveva disposto dei suoi beni e, per l’effetto, poiché tale modificazione sussiste sia quando il testatore abbia riconosciuto un figlio naturale, sia quando nei suoi confronti sia stata esperita vittoriosamente l'azione di accertamento di filiazione naturale, dal combinato disposto dell'art. 277, comma 1, e 687, comma 1, c.c. deriva che la revoca del testamento è ricollegabile anche a chi sapeva dell'esistenza di propri figli naturali, ma il suo effettivo accertamento sia avvenuto dopo la morte del testatore, a seguito della dichiarazione giudiziale di paternità o maternità naturale.

(Cassazione civile, 5 gennaio 2018, n. 169)


Nullità del preliminare con oggetto indeterminato

L'oggetto di un contratto preliminare di vendita immobiliare può essere determinato attraverso atti e fatti esterni al negozio, anche successivi alla sua conclusione, nella sola ipotesi in cui l'identificazione del bene da trasferire avvenga in sede di conclusione consensuale del contratto definitivo su base negoziale, e non quando, invece, afferisca ad una pronuncia giudiziale ex art. 2932 c.c., caso nel quale occorre che l'esatta individuazione dell'immobile, con l'indicazione dei confini e dei dati catastali, risulti dal preliminare, dovendo la sentenza corrispondere esattamente al contenuto del contratto, senza poter attingere da altra documentazione i dati necessari alla specificazione del bene oggetto del trasferimento. Il contratto preliminare è perciò affetto da nullità trattandosi di atto per il quale è sempre richiesta la forma scritta ed ove non possono avere rilievo i dati di interpretazione che non facciano riferimento al testo scritto dell’accordo.

(Cassazione Civile, ordinanza 11 gennaio 2018, n. 537)


Responsabilità del costruttore e del custode

Il fatto del terzo integra gli estremi del caso fortuito, e come tale esclude la responsabilità del custode di cui all'art. 2051 c.c.; tuttavia per "fatto del terzo" deve intendersi la condotta di un soggetto, estranea al custode, di per sè idonea a provocare il danno a prescindere dall'uso della cosa oggetto di custodia; non ricorre, pertanto, il caso fortuito idoneo ad escludere la responsabilità del custode quando la cosa oggetto di custodia abbia provocato il danno in conseguenza di un vizio costruttivo (ex multis, in tal senso, Sez. 3, Sentenza n. 26051 del 30/10/2008; nello stesso senso, Sez. 3, Sentenza n. 5755 del 10/03/2009).

(Cassazione Civile, 9 novembre 2017, n. 26533)


Diritto al compenso del mediatore immobiliare

Ai fini del riconoscimento del diritto del mediatore alla provvigione non è richiesto un nesso eziologico diretto ed esclusivo tra l’attività svolta dal mediatore e la conclusione dell’affare, essendo sufficiente che il mediatore abbia messo in relazione le parti, così da realizzare l’antecedente indispensabile per pervenire alla conclusione del contratto, secondo i principi della causalità adeguata (ex plurimis, Cass. 09/12/2014, n. 25851; Cass. 20/12/2005, n. 28231). L’intervento di un secondo mediatore non interrompe di per sé il nesso di causalità tra l’attività del primo e la conclusione dell’affare.

(Cassazione Civile, ordinanza 16 gennaio 2018, n. 869)