Società di capitali: revocatoria non esercitabile su delibere di modifica dello statuto
L'azione pauliana di cui agli art. 2901 ss. c.c. non può essere esercitata nei confronti di atti endosocietari posti in essere da società di capitali, anche consortili, rappresentati da delibere modificative dello statuto, tali atti non avendo effetti esterni in termini di incidenza sulla garanzia patrimoniale generale, bensì essendo compiuti unicamente per la gestione dell'attività del soggetto giuridico, e sussistendo d'altronde nella normativa societaria strumenti specifici che ne presidiano la legittimità, mentre l'azione pauliana è comunque esercitabile nei confronti degli atti esterni delle suddette società giuridicamente personalizzate.
(Cassazione Civile, 3 marzo 2023, n. 6384)
Assegno bancario con data di emissione è incerta: non è efficace come titolo esecutivo
L'assegno bancario recante una sovrascrittura della data è inefficace come titolo esecutivo, quando la suddetta alterazione renda la data di emissione insuperabilmente incerta.
(Cassazione Civile, 2 marzo 2023, n. 6342)
Collocamento paritetico del figlio e revoca dell’assegnazione della casa coniugale
Il provvedimento di revoca della casa familiare non può costituire un effetto automatico dell’esercizio paritetico del diritto di visita o del cosiddetto “collocamento paritetico”. La valutazione che il giudice di merito deve svolgere non può limitarsi alla buona relazione del minore con entrambi i genitori ma deve avere ad oggetto una giustificazione puntuale, eziologicamente riconducibile esclusivamente alla realizzazione di un maggiore benessere del minore da ricondurre al mutamento del regime giuridico dell’assegnazione della casa familiare.
(Cassazione Civile, ordinanza, 24 febbraio 2023, n. 5738)
Giornale online: la richiesta inevasa di aggiornare la notizia comporta il risarcimento del danno
La persistenza nel sito web di una testata giornalistica della risalente notizia del coinvolgimento di un soggetto in un procedimento penale - pubblicata nell'esercizio legittimo del diritto di cronaca, ma non aggiornata con i dati relativi all'esito di tale procedimento - non integra, di per sé, un illecito idoneo a generare una pretesa risarcitoria; tuttavia, il soggetto cui la notizia si riferisce ha diritto ad attivarsi per chiederne l'aggiornamento o la rimozione, con la conseguenza che l'ingiustificato rifiuto o ritardo da parte del titolare del sito è idoneo a comportare il risarcimento del danno patito successivamente alla richiesta (fermo l'onere di allegazione e prova del pregiudizio da parte dell'interessato).
(Cassazione Civile, 1 marzo 2023, n. 6116)
Responsabile la Pubblica Amministrazione per i danni subiti da un imprenditore a causa degli errori commessi da ispettori fiscali
L'attività della pubblica amministrazione, anche nel campo della pura discrezionalità, deve svolgersi nei limiti posti dalla legge e dal principio primario del neminem laedere, codificato nell'art. 2043 c.c., per cui è consentito al giudice ordinario accertare se vi sia stato da parte della stessa pubblica amministrazione, un comportamento doloso o colposo che, in violazione di tale norma e tale principio, abbia determinato la violazione di un diritto soggettivo. Infatti, stanti i principi di legalità, imparzialità e buona amministrazione, di cui all'art. 97 Cost., la pubblica amministrazione è tenuta a subire le conseguenza stabilite dall'art. 2043 c.c., atteso che tali principi si pongono come limiti esterni alla sua attività discrezionale (fattispecie relativa a grossolani errori commessi da due ispettori che avevano portato all'avvio di due procedimenti penali a carico di un imprenditore, conclusi però con l'annullamento; da qui la condanna degli ispettori al risarcimento dei danni subiti dall'imprenditore ex art. 2043 c.c.).
(Cassazione Civile, 28 febbraio 2023, n. 5984)
Nessun indennizzo per l'automobilista ubriaco
Un tasso alcolemico in misura dell'1,88 grammi per litro integra una ipotesi di ubriachezza, sicché è legittima l'esclusione dell'indennizzo dall'assicurazione per l'automobilista risultato ubriaco in occasione di un sinistro che lo aveva reso tetraplegico con invalidità al 100 per cento, atteso che in base alle condizioni di polizza, lo stato di ubriachezza comportava l'esclusione della garanzia assicurativa.
(Cassazione Civile, 28 febbraio 2023, n. 5859)
Crollo del controsoffitto e responsabilità del conduttore
Il conduttore di un immobile ad uso diverso da quello abitativo, il quale, in presenza di un accertato pericolo di crolli, poi effettivamente verificatisi, abbia subito un danno, può essere considerato esclusivo responsabile del danno soltanto qualora, a seguito dell'offerta del locatore ex art. 1207 cod. civ. di procedere all'esecuzione dei lavori di manutenzione, necessari per eliminare il pericolo, accompagnata dall'offerta di un provvisorio trasferimento del godimento per lo svolgimento della sua attività in altro locale messogli a disposizione del locatore, abbia rifiutato ingiustificatamente di trasferirsi provvisoriamente.
(Cassazione Civile, 24 febbraio 2023, n. 5735)
Difetti di insonorizzazione del terrazzo: spetta il risarcimento danni a favore degli acquirenti
L’acquirente di un immobile ha diritto al risarcimento del danno anche per il difetto di insonorizzazione del terrazzo. I parametri di insonorizzazione degli edifici erano applicabili a tutte le superfici delle unità immobiliari, sia con riguardo alle terrazze che con riferimento ai locali non abitabili, tenuto conto, per le prime, della propagazione del rumore attraverso le murature su cui appoggiano e si innestano, della circostanza che esse non sono destinate solo all’affaccio e, per i secondi, che essi costituiscono comunque ambienti interni alle abitazioni, destinati alla permanenza delle persone.
(Cassazione Civile, ordinanza, 22 febbraio 2023, n. 5487)
Fideiussione con firma falsa: il debitore che se ne avvale ristora il garante
Nella polizza fideiussoria, la falsificazione della firma del legale rappresentante della società garantita non salva il debitore dall'obbligo di restituzione al fideiussore di quanto versato in sua vece qualora essa se ne sia comunque avvalsa.
(Cassazione Civile, 22 febbraio 2023, n. 5479)
Per l’assegno devono essere valutate le aspettative sacrificate e le possibilità di miglioramento economico ancora esistenti
In tema di assegno divorzile, il giudice del merito ha la possibilità di riconoscere e di quantificare il contributo col fine di consentire al coniuge più debole non il conseguimento dell'autosufficienza economica sulla base di un parametro astratto, bensì il raggiungimento in concreto di un livello reddituale adeguato al contributo fornito nella realizzazione della vita familiare, anche tenendo conto delle aspettative sacrificate e delle possibilità di miglioramento economico ancora esistenti (nella specie, la Corte ha ritenuto che non potesse essere trascurata la riconducibilità della modesta condizione economica della donna alla comune determinazione del suo ruolo e di quello dell'allora marito in famiglia, dando altresì rilevanza al fatto che la donna aveva iniziato a lavorare solo a 35 anni e si trovava in una precaria condizione di salute).
(Cassazione Civile, 21 febbraio 2023, n. 5395)