Immobili da costruire e mancato rilascio di fideiussione: se il bene è ultimato non può essere esperita l’azione di nullità

La domanda di nullità del contratto preliminare di vendita di immobili da costruire, per mancato rilascio della garanzia fideiussoria del D.Lgs. n. 122 del 2005, ex art. 2, non può essere accolta, per violazione della clausola di buona fede oggettiva e per carenza di interesse ad agire, allorché essa sia proposta dopo l'ultimazione dei lavori e senza che nelle more si sia manifestata l'insolvenza del promittente venditore ovvero che risulti altrimenti pregiudicato l'interesse del promissario acquirente, alla cui tutela è preposta la nullità di protezione prevista dalla norma in esame.

(Cassazione Civile, ordinanza, 8 febbraio 2023, n. 3817)


Non è consumatore l'avvocato che acquista un cellulare per uso professionale

L’avvocato che acquista uno smartphone per la sua attività professionale non è qualificabile come consumatore solo sulla base della mancata fatturazione dell’acquisto, nemmeno in ipotesi di uso non esclusivo, salvo tuttavia che l’uso professionale sia da considerarsi del tutto marginale.

(Cassazione Civile, ordinanza, 17 febbraio 2023, n. 5097)


La doppia striscia non è sufficiente a qualificare la strada come “urbana di scorrimento”

Il provvedimento prefettizio di individuazione delle strade lungo le quali è possibile installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità senza obbligo di fermo immediato del conducente, previsto dal D.L. n. 121 del 2002, art. 4 può includere soltanto le strade del tipo imposto dalla legge mediante rinvio alla classificazione di cui all'art. 2, commi 2 e 3, C.D.S., e non altre, dovendo ritenersi necessaria l'esistenza delle caratteristiche minime per la configurazione di una strada urbana come "a scorrimento veloce" per rendere legittimo il posizionamento dell'apparecchio fisso di rilevazione elettronica della velocità (nella specie la Corte ha escluso che l'esistenza di una doppia striscia fosse sufficiente per qualificare la strada come strada a due carreggiate).

(Cassazione Civile, 17 febbraio 2023, n. 5078)


Il risarcimento in caso di danno lungo latente

In caso di danno c.d. lungolatente (nella specie, contrazione di epatite C, asintomatica per più di venti anni, derivante da trasfusione), il diritto al risarcimento del danno biologico sorge solo con riferimento al momento di manifestazione dei sintomi e non dalla contrazione dell'infezione, in quanto esso non consiste nella semplice lesione dell'integrità psicofisica in sé e per sé considerata, bensì nelle conseguenze pregiudizievoli per la persona, sicché, in mancanza di dette conseguenze, difetta un danno risarcibile, altrimenti configurandosi un danno "in re ipsa", privo di accertamento sul nesso di causalità giuridica (necessario ex art. 1223 c.c.) tra evento ed effetti dannosi.

(Cassazione Civile, 17 febbraio 2023, n. 5119)


L’Amministratore di condominio non è responsabile della raccolta differenziata male eseguita dai condomini

L'amministratore di condominio svolge l'incarico, riconducibile alla figura del mandato (art. 1129, comma 15, c.c.), di gestione ed amministrazione dei beni comuni, oltre che di tenuta della contabilità (art. 1130 c.c.), e nell'ambito solo di tali attribuzioni ha la rappresentanza dei condomini verso l'esterno (art. 1131 c.c.). Ciò comporta che l'amministratore di condominio può essere chiamato a responsabilità diretta, per avere materialmente concorso, con atti o comportamenti, alla commissione di infrazioni (esclusa, nella specie, la responsabilità solidale dell'amministratore derivante dagli obblighi di custodia dei contenitori destinati alla raccolta differenziata al cui interno erano stati conferiti irregolarmente dei rifiuti).

(Cassazione Civile, 14 febbraio 2023, n. 4561)


Il risarcimento del danno è dovuto anche se al momento del sinistro l’erede si trova ancora nel grembo materno

Il danno parentale si configura anche in presenza di mera lesione del danno da perdita del rapporto parentale; esso rappresenta un peculiare aspetto del danno non patrimoniale, e consiste non già nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità, bensì nello sconvolgimento dell'esistenza, rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, nonché nella sofferenza interiore derivante dal venir meno del rapporto e/o dall'inevitabile atteggiarsi di quel rapporto in modo differente si tratta infatti di danno non patrimoniale iure proprio del congiunto, il quale, se ritenuto spettante in astratto, può essere allegato e dimostrato ricorrendo a presunzioni semplici, a massime di comune esperienza, al fatto notorio, dato che l'esistenza stessa del rapporto di parentela fa presumere la sofferenza del familiare (nel caso in esame il risarcimento è dovuto per la lesione del diritto al godimento del rapporto parentale anche se al momento del sinistro l’erede si trova nel grembo materno).

(Cassazione Civile, 14 febbraio 2023, n. 4571)


Nessun mantenimento per il figlio maggiorenne che percepisce uno stipendio modesto

Il mantenimento del figlio maggiorenne è da escludersi ove questi abbia iniziato ad espletare un'attività lavorativa, dimostrando quindi il raggiungimento di un'adeguata capacità, senza che possa rilevare la sopravvenienza di circostanze ulteriori che, pur determinando l'effetto di renderlo momentaneamente privo di sostentamento economico, non possono far risorgere un obbligo di mantenimento, i cui presupposti siano già venuti meno, e potendo in tal caso residuare, in capo ai genitori, al massimo un obbligo alimentare.

(Cassazione Civile, 8 febbraio 2023, n. 3769)


Lecita la multa se la microcar è posteggiata negli stalli riservati ai motorini

In base al disposto dell'art. 53, lett. h, C.d.S. le microcar rientrano nella nozione di motoveicoli sicché è legittimo il verbale con cui è stata rilevata la violazione del divieto di sosta in uno spazio riservato esclusivamente a cicli e motocicli.

(Cassazione Civile, ordinanza, 3 febbraio 2023, n. 3432)


Il trustee deve pagare le spese condominiali

Allorché una unità immobiliare compresa in un condominio edilizio sia stata conferita in un "trust" traslativo, l'amministratore condominiale, a norma degli artt. 1123 c.c. e 63 disp. att. c.c., può riscuotere "pro quota" i contributi per la manutenzione delle cose comuni e per la prestazione dei servizi nell'interesse comune direttamente ed esclusivamente dal "trustee", che è divenuto titolare della proprietà dell'immobile ed è perciò tenuto, in quanto tale, a sostenerne le spese, senza che rilevi che il medesimo "trustee" venga o meno evocato in giudizio in tale qualità, non essendo questi un rappresentante del "trust".

(Cassazione Civile, 2 febbraio 2023, n. 3190)


Divorzio: il ricorrente che non si presenta all’udienza presidenziale paga le spese processuali

In tema di processo di divorzio, nel caso di mancata comparizione del ricorrente all’udienza presidenziale il giudice legittimamente regola le spese di causa in presenza di una attività difensionale svolta dal legale della parte intimata.

(Cassazione Civile, ordinanza, 1 febbraio 2023, n. 3051)