Cancellato il profilo Facebook di un avvocato: è danno alla vita di relazione
La cancellazione del profilo social personale di un professionista operata da un social network in assenza delle legittime cause indicate nel regolamento contrattuale e senza informare l’utente delle ragioni della rimozione, costituisce un danno alla vita di relazione, alla possibilità di manifestare il proprio pensiero e in ultima analisi alla stessa identità personale, la quale viene oggi costruita e rinforzata anche sulle reti social.
(Tribunale di Bologna, ordinanza, 10 marzo 2021)
Sulla vendita del macchinario agricolo sprovvisto della documentazione identificativa
Nella vendita di veicoli a motore la mancata consegna da parte del venditore della documentazione relativa al bene compravenduto costituisce un grave inadempimento che legittima la parte acquirente a chiedere la risoluzione del contratto e che, a norma dell'art. 1453, comma 3, c.c., non assume rilevanza la consegna tardiva, non potendo più il compratore adempiere a tale obbligazione dopo la proposizione nei suoi confronti della domanda di risoluzione. Il principio è applicabile anche alla documentazione inerente i veicoli del tipo di quelli oggetto del contratto di compravendita in esame, ovvero la targhetta identificativa contenente il numero del telaio della roto-pressa, qualificabile come macchina agricola, ai sensi dell'art. 57 c. strad..
(Cassazione Civile, 30 marzo 2021, n. 8767)
Alimenti al coniuge in condizioni di indigenza
Dopo molti anni dall’allontanamento dalla casa coniugale non è plausibile che l’ex coniuge richieda l’assegno divorzile, ma deve rivolgersi alla disciplina dettata in tema di alimenti ex art. 433 c.c., tenuto conto anche dell’obbligo di prestare gli alimenti previsto dalla legge cui sono tenuti pure i figli maggiorenni.
(Cassazione Civile, ordinanza, 26 marzo 2021, n. 8628)
Omessa manutenzione del bene pubblico
Ove dall’omessa custodia e manutenzione della strada pubblica derivi un'alterazione del deflusso delle acque che rechi danno alle colture di un fondo, il proprietario del medesimo è legittimato alla generale azione risarcitoria ex art. 2043 c.c., per il ristoro del danno, eventualmente comprensivo dell'esborso per l'esecuzione di opere necessarie ad evitarne la reiterazione.
(Cassazione Civile, ordinanza, 24 marzo 2021, n. 8272)
Sulla funzione del coordinatore genitoriale
L'istituzione di un coordinatore genitoriale non solo è compatibile con la situazione di forte conflitto tra i genitori, ma può ben aiutare a risolvere situazioni che causano forte conflittualità, nell’obiettivo di ristabilire una minima collaborazione.
(Tribunale di Pavia, 20 dicembre 2020)
Sulla valenza del parere di congruità del Consiglio dell’Ordine
La rilevanza del parere del Consiglio dell’Ordine come prova concorrente del credito professionale si esaurisce nella fase monitoria ai fini della sola emissione dell'ingiunzione di pagamento, valendo nella successiva opposizione, ove contestato, quale mera dichiarazione asseverata ed unilaterale del difensore priva di valenza probatoria.
(Cassazione Civile, ordinanza 18 marzo 2021, n. 7618)
Risarcimento danni in favore dell’amministratore di condominio revocato senza giusta causa
In caso di revoca dell'amministratore di condominio prima della scadenza del termine previsto nell’atto di nomina, egli ha diritto, oltre che al soddisfacimento dei propri eventuali crediti, altresì al risarcimento dei danni, in applicazione dell’art. 1725, comma 1, c.c., salvo che sussista una giusta causa, indicativamente ravvisabile tra quelle che giustificano la revoca giudiziale dello stesso incarico.
(Cassazione Civile, ordinanza 19 marzo 2021, n. 7874)
Nullità parziale nel contratto di fideiussione
Laddove una fidejussione contenga clausole conformi allo schema predisposto dall’ABI e dichiarate contrarie alla normativa antitrust per violazione dell’art. 2 comma 2 lettera a) L. n. 287/1990 dal provvedimento della Banca d’Italia n. 55 del 2 maggio 2005, si ha nullità delle singole clausole, e non già dell’intero contratto, ai sensi dell’articolo 1419 c.c..
(Tribunale di Reggio Emilia, 4 marzo 2021, n. 268)
“Gravità” e “attualità” delle condotte amministrative “irregolari”
L’istituto disciplinato dall’art. 2409 c.c. ha la finalità di consentire all'autorità giudiziaria il ripristino della legalità e la regolarità della gestione della società, mentre il controllo giudiziale non può estendersi ai profili di opportunità e convenienza. Oggetto di denuncia è il fondato sospetto di gravi irregolarità degli amministratori commesse in violazione dei doveri su di essi spettanti, purché attuali ed idonee a produrre una lesione patrimoniale per la società, mentre l'istituto è privo di rilievo sanzionatorio, proprio invece dell'azione di responsabilità. Donde consegue che il giudizio sulla diligenza dell'amministratore nell'adempimento del proprio mandato non può mai investire le scelte di gestione o le modalità e le circostanze di tali scelte, anche se presentino profili di rilevante alea economica. Inoltre, le irregolarità devono involgere l'intera attività della società, non assumendo rilievo l'illegittimità di singoli atti, autonomamente impugnabili, posto che, in caso contrario difetterebbe il requisito della residualità del procedimento ex art. 2409 c.c..
(Tribunale di Bologna, 27 luglio 2020, Dott. Florini)
Sull’azione dell’appaltatore nei confronti del singolo condomino
L'obbligo del singolo di pagare al condominio le spese dovute e le vicende debitorie del condominio verso i suoi appaltatori rimangono del tutto indipendenti. Appare dunque evidente la diversità dell'azione diretta alla riscossione dei contributi condominiali nei confronti dei partecipanti, rientrante nella legittimazione dell'amministratore, rispetto all'azione per il pagamento del corrispettivo contrattuale esercitata dal terzo creditore verso il singolo condomino sul presupposto della riferibilità diretta dei debiti condominiali ai singoli membri del gruppo.
(Cassazione Civile, 19 marzo 2021, n. 7876)