Sulla responsabilità da cose in custodia gravante sul committente
Nei confronti di terzi danneggiati dall'esecuzione di opere effettuate in forza di contratto di appalto, il committente è gravato dalla responsabilità oggettiva di cui all'art. 2051 c.c.. Tale responsabilità non può venir meno per la consegna dell'immobile all'appaltatore ai fini dell'esecuzione delle opere stesse e trova limite esclusivamente nel caso fortuito.
(Cassazione Civile , 17 marzo 2021, n. 7553)
Revocatoria fallimentare tra contratto preliminare e contratto definitivo
In tema di azione revocatoria fallimentare di compravendita stipulata in adempimento di un contratto preliminare, l'accertamento dei relativi presupposti va compiuto con riferimento alla data del contratto definitivo in quanto l'art. 67 l. fall. ricollega la consapevolezza dell'insolvenza al momento in cui il bene, uscendo dal patrimonio del fallito, viene sottratto alla garanzia dei creditori, rendendo irrilevante lo stato soggettivo con cui è assunta l'obbligazione, di cui l'atto finale comporta esecuzione, salvo che ne sia provato il carattere fraudolento.
(Cassazione Civile , 16 marzo 2021, n. 7281)
Sulla responsabilità dell’allevatore per la vendita dell’animale malato
L’allevatore del cane non è tenuto né a restituire i soldi per gli interventi né a risarcire il danno al compratore del cucciolo, qualora la malattia risulti congenita ma non ancora diagnosticata al momento della vendita. L’allevatore è però tenuto a restituire parte del prezzo ricevuto.
(Cassazione Civile, ordinanza 16 marzo 2021, n. 7285)
L’emergenza Covid è grave motivo per sospendere l’ordinanza ingiunzione opposta
La circostanza che l’opponente a ordinanza ingiunzione abbia subito la sospensione della propria attività commerciale per effetto dei DPCM emanati per contrastare l’emergenza sanitaria da Covid-19, e il conseguente danno economico da mancato guadagno, unitamente alla entità della sanzione irrogata, integrano le gravi e circostanziate ragioni che giustificano la sospensione dell’efficacia esecutiva dell’ordinanza ingiunzione opposta.
(Tribunale di Verona, 2 dicembre 2020, Est. Dott. Vaccari)
Inadeguatezza dell’educazione impartita al figlio
L’inadeguatezza dell’educazione impartita dai genitori, quale fondamento, ex art. 2048 c.c., della responsabilità dei medesimi per il fatto illecito commesso dal figlio minore, può essere desunta, in mancanza di prova contraria, dalle modalità dello stesso fatto illecito, che ben possono rivelare il grado di maturità e di educazione del minore (Nel caso di specie, uno studente minorenne, prossimo alla maggiore età, nel corso dell’anno scolastico, durante le lezioni e, comunque, all’interno dell’istituto scolastico, in quattro diverse occasioni, offendeva verbalmente il docente, lo molestava impedendogli di tenere lezione, lo minacciava e spintonava).
(Tribunale di Sondrio, 3 marzo 2021, Est. Dott. Minervini)
Assenza di consenso informato: quando i danni sono risarcibili?
Nel caso in cui il danneggiato abbia allegato di aver subito un pregiudizio casualmente legato ex art. 1223 c.c. con l’omessa informazione, spetta al giudice accertare se il danno invocato abbia superato la soglia della serietà e gravità, da determinarsi nel bilanciamento tra principio di solidarietà e di tolleranza secondo il parametro costituito dalla coscienza sociale in un determinato momento storico. Presupposto indispensabile per l’apprezzamento e la conseguente risarcibilità di un pregiudizio discendente dalla lesione del diritto del paziente ad autodeterminarsi è che l’evento si ponga in correlazione causale con le sofferenze patite che non devono consistere in meri disagi o fastidi.
(Cassazione Civile, ordinanza 16 marzo 2021, n. 7385)
Sul regolamento condominiale contrattuale
Il regolamento di condominio cosiddetto "contrattuale" si configura, dal punto di vista strutturale, come un contratto plurilaterale, avente cioè pluralità di parti e scopo comune; ne consegue che l'azione di nullità del regolamento medesimo è esperibile non nei confronti del condominio (e quindi dell'amministratore), il quale è carente di legittimazione in ordine ad una siffatta domanda, ma da uno o più condomini nei confronti di tutti gli altri, in situazione di litisconsorzio necessario.
(Cassazione Civile, ordinanza 10 marzo 2021, n. 6656)
Lo studio legale associato ed il privilegio professionale
Non compete il privilegio previsto dall’art. 2751 bis, n. 2, c.c. per il lavoro professionale esercitato in forma associata, perché in tali casi il credito per il compenso, riferibile alla società tra professionisti o all’associazione come parte del rapporto contrattuale, sconta necessariamente una seppur minima remunerazione del capitale. Per ottenere il riconoscimento del privilegio in parola occorre accertare se il contratto si instauri tra il singolo professionista ed il cliente, ovvero tra questi e il soggetto collettivo nel quale il professionista risulti organicamente inserito quale prestatore d’opera qualificato: solo nel primo caso, infatti, il credito è assistito dalla causa di prelazione dell’art. 2751 bis, n. 2, c.c., corrispondendo alla remunerazione di una prestazione lavorativa personale, ancorché comprendente anche le spese organizzative necessarie per il suo autonomo svolgimento.
(Tribunale di Alessandria, 23 febbraio 2021)
Quando è legittimo il recesso del socio
La modifica della facoltà del socio di farsi rappresentare in assemblea onde esercitare il diritto di voto non può essere considerata modifica dei diritti di partecipazione legittimanti il recesso, dovendosi riaffermare il principio secondo cui i diritti di partecipazione di cui all’articolo 2437 c.c. lettera g) sono da riferirsi ai soli diritti di natura economica discendenti dalla partecipazione societaria. La modifica statutaria della facoltà di delega non incide neanche sul diritto di voto perché non concerne in sé il riconoscimento del diritto di voto riconnesso alla qualifica di socio, ma inerisce esclusivamente ad una modificazione della facoltà e del diritto di farsi rappresentare in assemblea, cosa in sé diversa dal riconoscimento del diritto di voto; il socio, nonostante la modifica, continua a godere dei medesimi diritti di voto, di talché è da escludersi la sua legittimazione al recesso.
(Tribunale di Venezia, 26 febbraio 2021)
Danni da omessa custodia del lastrico solare
In tema di infiltrazioni provenienti dal terrazzo di copertura del condominio, l'omissione di atti conservativi integra una violazione per il condominio per mancata conservazione delle parti comuni (nel caso il lastrico solare funga da copertura per l'edificio) e del condomino ai sensi dell'art. 2051 c.c., in quanto unico soggetto custode del bene e con una cognizione diretta del suo stato di conservazione.
(Cassazione Civile, 11 marzo 2021, n. 6816)