I genitori hanno diritto al risarcimento dei danni qualora la malattia contratta dalla gestante provochi gravi malformazioni al bambino
Ai sensi della l. n. 194/1978, art. 6, lett. b), (interruzione volontaria della gravidanza) l’accertamento di processi patologici che possono provocare, con apprezzabile grado di probabilità, rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro consente il ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza, laddove determini nella gestante, compiutamente informata dei rischi, un grave pericolo per la sua salute fisica o psichica. Laddove il medico non abbia informato correttamente e compiutamente la gestante dei rischi di malformazioni fetali correlate a una patologia dalla medesima contratta, può essere riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni subiti.
(Cassazione Civile, 15 gennaio 2021, n. 653)
Fallimento della c.d. supersocietà di fatto
In base ad un’interpretazione estensiva dell’art. 147, comma 5, L. Fall., è ammissibile il fallimento della c.d. supersocietà di fatto, quale fattispecie specificamente costituita da una società irregolare a cui partecipano più società, come pure eventualmente anche delle persone fisiche, e che viene a emergere in un momento successivo alla dichiarazione di fallimento di una delle società così coinvolte.
(Cassazione Civile, ordinanza 13 gennaio 2021, n. 366)
L’attraversamento di un piazzale da parte del pedone
L'art. 190 , comma 2, codice della strada, non vieta ai pedoni l’attraversamento tout court dei piazzali al di fuori delle strisce pedonali, poiché chiaramente condiziona il divieto al fatto che degli attraversamenti pedonali esistano "anche se a distanza superiore a quella indicata nel secondo comma", caso nel quale il pedone deve raggiungere le strisce ed attraversare in quel punto. Non contiene dunque un divieto assoluto di attraversare i piazzali che siano privi di strisce pedonali, ma un divieto di attraversamento solo qualora vi siano, pur se non vicini, degli attraversamenti pedonali fruibili.
(Cassazione Civile, 12 gennaio 2021, n. 278)
Designazione di una persona fisica
È ammissibile la nomina di una persona giuridica ad amministratore di una società in nome collettivo, purché la prima designi per l’esercizio della funzione amministrativa della società amministrata un componente persona fisica della propria organizzazione, non necessariamente coincidente con il proprio legale rappresentante.
(Tribunale di Roma, Giudice del Registro, 1 giugno 2020)
Limiti alla concessione del mantenimento al figlio maggiorenne
Il figlio divenuto maggiorenne ha diritto al mantenimento a carico dei genitori soltanto se, ultimato il prescelto percorso formativo scolastico, dimostri, con conseguente onere probatorio a suo carico, di essersi adoperato effettivamente per rendersi autonomo economicamente, impegnandosi attivamente per trovare un'occupazione in base alle opportunità reali offerte dal mercato del lavoro, se del caso ridimensionando le proprie aspirazioni, senza indugiare nell'attesa di una opportunità lavorativa consona alle proprie ambizioni.
(Cassazione Civile, 29 dicembre 2020, n. 29779)
La clausola penale relativa alla ritardata consegna dell'immobile da parte del costruttore
Nessuna penale può essere richiesta per la ritardata consegna dell'immobile da parte del costruttore, se la relativa clausola presente nel contratto preliminare non è stata riportata anche nel contratto definitivo. A chiarirlo è la Cassazione accogliendo il ricorso della società costruttrice, condannata a pagare dai giudici di merito circa 20 mila euro in favore dell'acquirente, ovvero 150 euro per ogni giorno di ritardo della consegna rispetto alla data inizialmente prevista. Per la Suprema corte però, essendo la clausola penale contenuta solo nel contratto preliminare e non anche nel contratto definitivo, essa non può applicarsi, posto che le pattuizioni contenute nel contratto preliminare devono ritenersi superate, inclusa la penale per la tardiva consegna dell'immobile, se non riprodotte nel definitivo.
(Cassazione Civile, 23 ottobre 2020, n. 23307)
Concorso del creditore nel fatto colposo
La spedizione per posta ordinaria di un assegno, ancorché munito di clausola d'intrasferibilità, costituisce, in caso di sottrazione del titolo e riscossione da parte di un soggetto non legittimato, condotta idonea a giustificare l'affermazione del concorso di colpa del mittente, comportando, in relazione alle modalità di trasmissione e consegna previste dalla disciplina del servizio postale, l'esposizione volontaria del mittente ad un rischio superiore a quello consentito dal rispetto delle regole di comune prudenza e del dovere di agire per preservare gl'interessi degli altri soggetti coinvolti nella vicenda, e configurandosi dunque come un antecedente necessario dell'evento dannoso, concorrente con il comportamento colposo eventualmente tenuto dalla banca nell'identificazione del presentatore.
(Cassazione Civile, 31 dicembre 2020, n. 30063)
Nullità della fideiussione per violazione del dovere di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto
In tema di fideiussione relativa a un contratto di mutuo, non può ravvisarsi nullità della fideiussione, per violazione del dovere di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto, e dei doveri informativi da parte della Banca, ove la garanzia prestata non riguardi un nuovo credito, ma il credito originario scaturente dal finanziamento (nel caso di specie, era emerso anche che, ai sensi dell’art. 4 del contratto di garanzia, il garante si era assunto l’onere di tenersi al corrente delle condizioni patrimoniali del debitore e di informarsi presso lo stesso dei suoi rapporti con la Banca).
(Tribunale di Marsala, 4 dicembre 2020, n. 2394)
Contrarietà alla trasfusione di sangue
Il Testimone di Geova, che fa valere il diritto di autodeterminazione in materia di trattamento sanitario a tutela della libertà di professare la propria fede religiosa, ha il diritto di rifiutare l’emotrasfusione pur avendo prestato il consenso al diverso trattamento che abbia successivamente richiesto la trasfusione, anche con dichiarazione formulata prima del trattamento medesimo, purché dalla stessa emerga in modo inequivoco la volontà di impedire la trasfusione anche in ipotesi di pericolo di vita.
(Cassazione Civile, 23 dicembre 2020 n. 29469)
Danni a terzi provocati dalle strutture murarie e dagli impianti del bene locato
Con riferimento alla locazione di immobile, che comporta il trasferimento della disponibilità della cosa locata e delle sue pertinenze, pur configurandosi ordinariamente l’obbligo di custodia del bene locato in capo al conduttore, dal quale deriva altresì la responsabilità a suo carico - salva quella solidale con altri soggetti ai quali la custodia faccia capo in quanto aventi pari titolo o titoli diversi che importino la coesistenza di poteri di gestione e di ingerenza sul bene - ai sensi del suddetto art. 2051 c.c. per i danni arrecati a terzi dalle parti ed accessori del bene locato, tuttavia rimane in capo al proprietario la responsabilità per i danni arrecati dalle strutture murarie e dagli impianti in esse conglobati, delle quali conserva la disponibilità giuridica e, quindi, la custodia.
(Cassazione Civile, ordinanza, 10 dicembre 2020, n. 28197)