Realizzazione di un secondo bagno e uso della cosa comune

La realizzazione di un secondo bagno nelle moderne abitazioni di taglio medio, trattandosi di un’esigenza tanto diffusa da rivestire il carattere dell’essenzialità, giustifica la mancata applicazione dell’art. 889 c.c. negli edifici in condominio (detta norma prescrive infatti la distanza di almeno un metro dal confine per l'installazione dei tubi dell'acqua, del gas e simili).

(Cassazione Civile, ordinanza, 24 novembre 2020, n. 26680)


Sul potere di iniziativa del Pubblico Ministero nell’ambito del concordato preventivo

La rinunzia alla proposta concordataria conduce alla dichiarazione di improcedibilità; ciò, tuttavia, non significa, né implica che il procedimento di concordato preventivo venga in modo automatico a cessare per effetto di una compiuta rinunzia. Quest'ultima non esclude, né invero elimina, il fatto costitutivo del potere di iniziativa del P.M. L. Fall., ex art. 173; con la conseguenza che la richiesta di fallimento formulata dal P.M. - dopo la rinuncia del debitore e prima della dichiarazione di improcedibilità da parte del Tribunale - mantiene comunque la propria efficacia anche oltre tale dichiarazione, ponendosi quale valida iniziativa per una successiva ed eventuale dichiarazione di fallimento del debitore rinunciatario della domanda di concordato.

(Cassazione Civile, 7 dicembre 2020, n. 27936)


Danno emergente e lucro cessante

Laddove il danneggiato dimostri di avere perduto un preesistente rapporto di lavoro a tempo indeterminato di cui era titolare, a causa delle lesioni conseguenti ad un illecito, il danno patrimoniale da lucro cessante, inteso come perdita dei redditi futuri, va liquidato tenendo conto di tutte le retribuzioni (nonché di tutti i relativi accessori e probabili incrementi, anche pensionistici) che egli avrebbe potuto ragionevolmente conseguire in base a quello specifico rapporto di lavoro, in misura integrale e non in base alla sola percentuale di perdita della capacità lavorativa specifica accertata come conseguente alle lesioni permanenti riportate, salvo che il responsabile alleghi e dimostri che egli abbia di fatto reperito una nuova occupazione retribuita, ovvero che avrebbe potuto farlo e non lo abbia fatto per sua colpa, nel guai caso il danno potrà essere liquidato esclusivamente nella differenza tra le retribuzioni perdute e quelle di fatto conseguite o conseguibili in virtù della nuova occupazione.

(Cassazione Civile, 9 dicembre 2020, n. 28071)


Pagamenti eseguiti in ritardo

L'interpretazione della L. Fall., art. 67, comma 3, lett. a), è nel senso che non sono revocabili quei pagamenti i quali, pur avvenuti oltre i tempi contrattualmente previsti, siano stati, anche per comportamenti di fatto, eseguiti ed accettati in termini diversi, nell'ambito di plurimi adempimenti con le nuove caratteristiche, evidenziatesi già in epoca anteriore a quelli in discorso, i quali, pertanto, non possono più ritenersi pagamenti eseguiti "in ritardo", ossia inesatti adempimenti, ma divengono esatti adempimenti; l'onere della prova di tale situazione è, ai sensi dell'art. 2697 c.c., in capo all'accipiens.

(Cassazione Civile, 7 dicembre 2020, n. 27939)


Inadempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico

In caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico l'organizzatore e il venditore sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità, se non provano che il mancato o inesatto adempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a loro non imputabile". L'espressione usata dal legislatore nell'art. 14 del d.lg. n. 111/95 ("secondo le rispettive responsabilità") indica chiaramente che agente e tour operator non rispondono in via solidale nei confronti del cliente finale, bensì ciascuno per quanto di propria competenza, e quindi, nello specifico, l'agente, per il corretto adempimento del mandato ad acquistare conferitogli dal cliente, ed il tour operator, per il puntuale adempimento del contratto di viaggio direttamente concluso da quegli con il cliente finale. L'assenza della solidarietà passiva tra agente e tour operator esclude che il primo possa esercitare nei confronti del secondo l'azione di regresso prevista dall'art. 1299 c.c..

(Cassazione Civile, 24 novembre 2020, n. 26694)


Quando nel concordato preventivo è possibile lo scioglimento dei contratti in essere?

In tema di concordato preventivo, l'autorizzazione alla sospensione o allo scioglimento dal contratto pendente, a norma della L. Fall., art. 169-bis, presuppone che, al momento della presentazione della domanda di concordato preventivo, esso non abbia avuto compiuta esecuzione da entrambe le parti, avuto riguardo alle prestazioni principali del sinallagma contrattuale; ne consegue che l'istituto non è applicabile ai contratti a prestazioni corrispettive in cui una delle parti abbia già compiutamente eseguito la propria prestazione (fattispecie relativa a contratto preliminare di compravendita in cui, prima del deposito del ricorso L. Fall., ex art. 161, il promissario acquirente aveva già versato l'intero prezzo, era stato immesso nella detenzione dell'immobile così che aveva promosso giudizio ex art. 2932 c.c., per ottenere la prestazione del consenso dell'altra parte alla stipulazione del contratto definitivo di compravendita).

(Cassazione Civile, 23 novembre 2020, n. 26568)


Sulla culpa in vigilando et educando

I genitori hanno l’onere di impartire ai figli un’educazione sufficiente a scongiurare il pericolo che questi cagionino danni ai terzi e che, a tal fine, pur non essendo necessario provare una costante ed ininterrotta presenza fisica, occorre comunque dare prova di aver adeguatamente impostato i rapporti del minore con l’ambiente extrafamiliare.

(Corte d’Appello di Bari, 19 ottobre 2020, n. 1754)


Fatturazione e vendite on line

La condotta di chi commercia su e-bay orologi preziosi senza emettere fattura è illegittima e va sanzionata, non potendosi invocare la buona fede (soggettiva) del contribuente, sulla base di avvenute rassicurazioni da parte degli uffici finanziari locali in ordine all’irrilevanza fiscale delle operazioni di vendita tra privati.

(Cassazione Civile, ordinanza 23 novembre n. 26554)


Sull’opponibilità ad una S.p.A. del patto parasociale sottoscritto dal suo azionista di maggioranza

Il patto parasociale stipulato del socio di maggioranza non ha efficacia nei confronti della società, operando su di un terreno esterno a quello dell’organizzazione sociale, non potendosi ritenere che l’azionista di maggioranza possa impegnare la società in sostituzione dell’organo gestorio.

(Tribunale di Napoli, 8 ottobre 2020)


Dovere di fedeltà, illecito endofamiliare e risarcimento del danno

La natura giuridica del dovere di fedeltà derivante dal matrimonio implica che la sua violazione non sia sanzionata unicamente con le misure tipiche del diritto di famiglia, quale l'addebito della separazione, ma possa dar luogo al risarcimento dei danni non patrimoniali ex art. 2059 c.c., senza che la mancanza di pronuncia di addebito in sede di separazione sia a ciò preclusiva, sempre che [tuttavia] la condizione di afflizione indotta nel coniuge superi la soglia della tollerabilità e si traduca, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento che provoca, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto, quale, in ipotesi, quello alla salute o all'onore o alla dignità personale.

(Cassazione Civile, 19 novembre 2020, n. 26383)