Fatturazione e vendite on line

La condotta di chi commercia su e-bay orologi preziosi senza emettere fattura è illegittima e va sanzionata, non potendosi invocare la buona fede (soggettiva) del contribuente, sulla base di avvenute rassicurazioni da parte degli uffici finanziari locali in ordine all’irrilevanza fiscale delle operazioni di vendita tra privati.

(Cassazione Civile, ordinanza 23 novembre n. 26554)


Sull’opponibilità ad una S.p.A. del patto parasociale sottoscritto dal suo azionista di maggioranza

Il patto parasociale stipulato del socio di maggioranza non ha efficacia nei confronti della società, operando su di un terreno esterno a quello dell’organizzazione sociale, non potendosi ritenere che l’azionista di maggioranza possa impegnare la società in sostituzione dell’organo gestorio.

(Tribunale di Napoli, 8 ottobre 2020)


Dovere di fedeltà, illecito endofamiliare e risarcimento del danno

La natura giuridica del dovere di fedeltà derivante dal matrimonio implica che la sua violazione non sia sanzionata unicamente con le misure tipiche del diritto di famiglia, quale l'addebito della separazione, ma possa dar luogo al risarcimento dei danni non patrimoniali ex art. 2059 c.c., senza che la mancanza di pronuncia di addebito in sede di separazione sia a ciò preclusiva, sempre che [tuttavia] la condizione di afflizione indotta nel coniuge superi la soglia della tollerabilità e si traduca, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento che provoca, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto, quale, in ipotesi, quello alla salute o all'onore o alla dignità personale.

(Cassazione Civile, 19 novembre 2020, n. 26383)


Sulla revocatoria ordinaria avviata prima del fallimento e sul diritto del creditore di proseguirla nell’inerzia del curatore

Qualora il curatore del fallimento, che sia subentrato nell'azione revocatoria ordinaria già promossa dal creditore individuale nei confronti del debitore in bonis, ometta di coltivare la domanda - non riproponendola nel giudizio di appello ai sensi dell'art. 346 c.p.c.-, il creditore individuale che sia rimasto in causa e che abbia, invece, riproposto la richiesta di revocatoria in sede di appello riacquista un interesse concreto ed attuale all'esame della domanda.

(Cassazione Civile, 20 novembre 2020, n. 26520)


Buche stradali e responsabilità da cose in custodia

In ambito di responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 c.c., nel caso di caduta di pedone in una buca stradale non risulta predicabile la ricorrenza del caso fortuito a fronte del mero accertamento di una condotta colposa della vittima (la quale potrà invece assumere rilevanza, ai fini della riduzione o dell'esclusione del risarcimento, ai sensi dell'art. 1227, commi 1 e 2, c.c.), richiedendosi, per l'integrazione del fortuito, che detta condotta presenti anche caratteri di imprevedibilità ed eccezionalità tali da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno.

(Cassazione Civile, 20 novembre 2020, n. 26524)


Canna fumaria in appoggio alla facciata del condominio

L'appoggio di una canna fumaria al muro comune di un edificio condominiale individua una modifica della cosa comune che ciascun condomino può apportare sempre che non impedisca l'altrui paritario uso, non rechi pregiudizio alla sicurezza dell'edificio e non ne alteri il decoro architettonico. Quest’ultimo fenomeno si verifica quando la nuova opera si rifletta negativamente sull'insieme dell'armonico aspetto dello stabile, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l'edificio.

(Cassazione Civile, 13 novembre 2020, n. 25790)


Partecipazione dei soci postergati al concorso dei creditori nel concordato

È inammissibile, salvo che la proposta sia approvata dai creditori all’unanimità, la domanda di concordato preventivo che includa l’offerta di pagamento dei crediti dei soci postergati ex art. 2467 c.c. a dispetto del mancato pagamento integrale di tutti gli altri creditori.

(Cassazione Civile, ordinanza, 27 dicembre 2019, n. 34539)


Se l’acquisto di diamanti si rivela un pessimo affare

In tema di vendita di diamanti, la Banca che consiglia l’acquisto ha l'obbligo di informare il cliente nel caso in cui il valore delle pietre acquistate sia di gran lunga inferiore al prezzo effettivamente pagato. La Banca ha, infatti, l'obbligo di ben gestire il capitale dei propri clienti, dovendo assumersi in tale obbligo anche la corretta informazione sulle pratiche di investimento dalla stessa consigliate o anche soltanto "meramente segnalate". La Banca deve, in particolare, segnalare al proprio cliente l'effettivo utilizzo delle somme da questi versate, specificando quali importi, e in quale misura, sono destinati a servizi e/o oneri aggiuntivi rispetto al mero prezzo delle pietre e giustificare in tal modo al proprio cliente il prezzo da questi pagato alla società venditrice delle stesse; detta segnalazione appare ancor più doverosa laddove proprio l'attività di "segnalazione" sia remunerata dalla venditrice. Conseguentemente sussistendo il nesso tra l’attività di consulenza espletata dalla banca e l’acquisto delle pietre preziose e considerato che proprio sulla consulenza della banca il cliente ha fondato la sua decisione all’acquisto, deve ritenersi accertata la responsabilità della banca nella causazione del danno dovuto all’esorbitante prezzo pagato dal cliente.

(Tribunale di Lucca, 4 settembre 2020, Dott. Piccioli)


L’insinuazione al passivo del credito del coobbligato è possibile solo se sia già avvenuto il pagamento

Il fideiussore che, escusso dal creditore garantito, non abbia provveduto al pagamento del debito, non è legittimato, ai sensi dell’art. 6, l. fall., a proporre l’istanza di fallimento contro il debitore principale per il solo fatto di averlo convenuto in giudizio con l’azione di rilievo, ex art. 1953, c.c., atteso che tale azione non lo munisce di un titolo astrattamente idoneo ad attribuirgli la qualità di creditore concorsuale in caso di apertura del fallimento; deve escludersi, per altro verso, che il diritto del fideiussore al regresso (o alla surrogazione nella posizione del creditore principale) possa sorgere, ancorché in via condizionale, anteriormente all’adempimento dell’obbligazione in garanzia.

(Cassazione Civile, ordinanza, 11 novembre 2020 n. 25317)


Sul cumulo dell’indennizzo per sinistri stradali

Le somme che il danneggiato si sia visto liquidare dall'ente gestore dell'assicurazione sociale a titolo di rendita per l'invalidità civile vanno detratte dall'ammontare dovuto, allo stesso titolo, dal responsabile civile al predetto danneggiato, giacché quest'ultimo, diversamente, conseguirebbe un importo maggiore di quello cui ha diritto. Le prestazioni previdenziali o indennitarie dell'assicuratore sociale assumono infatti carattere di mera anticipazione rispetto all'assolvimento dell'obbligo a carico del responsabile e al danneggiato non è consentito reclamare un risarcimento del danno superiore rispetto a quello effettivamente sofferto.

(Cassazione Civile, 5 novembre 2020, n. 24633)