Non conformità catastale e trasferimento dell’immobile

Il disposto dell'ultimo periodo della L. 27 febbraio 1985, n. 52, art. 29, comma 1 bis, aggiunto dal D.L. 31 maggio 2010, n. 78, art. 19, comma 14, convertito, con modificazioni, con la L. 30 luglio 2010, n. 122 ("Prima della stipula dei predetti atti il notaio individua gli intestatari catastali e verifica la loro conformità con le risultanze dei registri immobiliari"), concernente la c.d. "conformità catastale soggettiva", non è riferibile all'attività del giudice investito di una domanda ex art. 2932 c.c., di esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere un contratto di trasferimento immobiliare di un fabbricato già esistente; né la c.d. "conformità catastale soggettiva" dell'immobile - vale a dire l'allineamento tra l'intestazione dell'immobile risultante in catasto e l'intestazione dell'immobile risultante dai registri immobiliari - costituisce condizione dell'azione ex art. 2932 c.c.; la sua mancanza, pertanto, non impedisce l'emissione di una sentenza costitutiva di trasferimento del fabbricato ex art. 2932 c.c..

(Cassazione Civile, 29 settembre 2020, n. 20526)


Accettazione tacite dell’eredità: i pagamenti dei debiti del de cuius

Non possono costituire accettazione tacita dell'eredità gli atti di natura meramente conservativa che il chiamato può compiere anche prima dell'accettazione, ex art. 460 c.c.. Per aversi accettazione tacita dell'eredità non basta che un atto sia compiuto dal chiamato all'eredità con l'implicita volontà di accettarla, ma è necessario, altresì, che si tratti di un atto che egli non avrebbe diritto di porre in essere se non nella qualità di erede. Il pagamento di un debito del de cuius, che il chiamato all'eredità effettui con denaro proprio, non è un atto dispositivo e comunque suscettibile di menomare la consistenza dell'asse ereditario, cioè tale che solo l'erede abbia diritto di compiere (nella specie, il fatto che il chiamato all'eredità avesse provveduto al pagamento di un verbale per alcune violazioni stradali compiute dall'auto intestata al de cuius non configura un'accettazione tacita di eredità. Nel caso in cui provveda poi alla rinunzia dell'eredità, deve essere accolta l'opposizione ai verbali di accertamento notificatigli per le successive infrazioni).

(Cassazione Civile, 30 settembre 2020, n. 20878)


Inapplicabilità della disciplina precontrattuale al contratto preliminare di locazione

Un contratto preliminare di locazione ha superato lo stadio precontrattuale, anche se è proteso alla stipulazione di un ulteriore contratto, quello definitivo; pertanto costituendo un accordo perfettamente compiuto non gli è applicabile il paradigma dell'art. 1337 c.c.. Sicché il risarcimento del danno derivante da suo inadempimento non è confinabile nel solo interesse negativo.

(Cassazione Civile, 2 ottobre 2020, n. 20989)


Sì al parental control su cellulari e computer dei figli adolescenti

Tra i poteri-doveri che il codice civile, ma ancor prima la Costituzione all’art. 30, assegna ai genitori, vi è innanzitutto quello di educare i propri figli, e che dunque il controllo e l’imposizione del genitore non solo sono leciti, ma diventano doverosi ogni qual volta si tratti di impartire ai figli quantomeno quel minimo di disciplina comportamentale, conforme ai principi costituzionali e alle norme penali, indispensabile per una civile convivenza, sia all’interno della famiglia, sia al di fuori di essa; come pure quando ciò sia oggettivamente ed effettivamente giustificato dalla necessità di proteggere il figlio dal pericolo concreto di un serio pregiudizio. Oggi il web rappresenta una delle principali insidie per i minori, in quanto potenzialmente in grado di condurli ad abbracciare disvalori e a tenere condotte illegali e antisociali, così come di esporli a pericoli anche gravi per la loro incolumità psicofisica. Dunque, al fine di proteggere i minori da tali rischi, il genitore ha il potere e il dovere di controllare l’attività del figlio su internet e sui social, anche tramite l’attivazione di sistemi c.d. di parental control, e quindi di intervenire laddove si renda necessario.

(Tribunale di Parma, 5 agosto 2020, n. 698)


Mancanza del certificato di abitabilità e successivo conseguimento

Nella vendita di immobili destinati ad abitazione, pur costituendo il certificato di abitabilità un requisito giuridico essenziale ai fini del legittimo godimento e della normale commerciabilità del bene, la mancata consegna di detto certificato costituisce un inadempimento del venditore che non incide necessariamente in modo dirimente sull'equilibrio delle reciproche prestazioni (Cass. 6548/2010). Così che il successivo rilascio del certificato di abitabilità esclude la possibilità stessa di configurare l’ipotesi di vendita di aliud pro alio (Cass. 6548/2010, Cass. 16918/2019).

(Cassazione Civile, 13 agosto 2020, n. 17123)


Sulla presunzione di vessatorietà

Si presume vessatoria la clausola che consente al professionista di trattenere una somma di denaro versata dal consumatore se quest'ultimo non conclude il contratto o recede da esso, senza prevedere il diritto del consumatore di esigere dal professionista il doppio della somma corrisposta se è quest'ultimo a non concludere il contratto oppure a recedere.

(Cassazione Civile, 18 settembre 2020, n. 19565)


Contratto preliminare: l’abuso del diritto fa venir meno la nullità di protezione

Una volta che sia stata rilasciata la garanzia prescritta per legge in data successiva alla stipula del preliminare, e senza che nelle more si sia manifestata l'insolvenza del promittente venditore ovvero che risulti altrimenti pregiudicato l'interesse del promissario acquirente, la proposizione della domanda di nullità di protezione prevista dall'art. 2 d.lgs n. 122/2005 costituisce abuso del diritto.

(Cassazione Civile, 18 settembre 2020, n. 19510)


Sull'abuso di maggioranza

Le deliberazioni assembleari di approvazione del bilancio che accantonino ingenti utili e assegnino agli amministratori compensi sproporzionatamente elevati sono annullabili per abuso di maggioranza, laddove la società sia già ben patrimonializzata e non mostri esigenze di investimenti, dovendo essere debitamente tenuto in conto il diritto del socio a una congrua remunerazione del suo investimento.

(Tribunale di Vicenza, 12 maggio 2020)


Sull'obbligo di rinegoziare il canone di locazione

E’ possibile modificare i termini di un contratto di locazione il cui conduttore aveva visto la propria attività ridotta a causa delle misure emergenziali disponendo la riduzione dei canoni di locazione del 40% per i mesi di aprile e maggio 2020 e del 20 % per i mesi da giugno 2020 a marzo 2021, nonché la sospensione della garanzia fideiussoria fino ad un’esposizione debitoria di 30.000 euro.

(Tribunale di Roma, ordinanza 27 agosto 2020)


Sulla sorte del finanziamento finalizzato all'acquisizione dell’impresa insolvente

Laddove le prestazioni di finanziamento dissimulate, a fronte di forniture né pattuite né eseguite, non si sono esaurite nella mera sovvenzione all'imprenditore già insolvente, ma sono state progressivamente dedotte in un programma di acquisto dei relativi assets, così fungendo il credito da mera leva per l’acquisizione del capitale della società fallita, in danno dei creditori e a detrimento finale della soggettività economica del finanziato, si è in presenza di una prestazione contraria al buon costume – da intendersi in senso ampio, anche con riferimento all'assetto economico – e, come tale, non soggetta a ripetizione ai sensi dell’art. 2035 c.c..

(Cassazione Civile, ordinanza 5 agosto 2020, n. 16706)