Urgente e impreveduto bisogno del comodante di ottenere la restituzione del bene dato in comodato
Lo squilibrio patrimoniale determinato dalla pandemia da Covid-19 sulle attività del settore turistico-alberghiero è di carattere temporaneo e, pertanto, inidoneo a configurare la sussistenza di un urgente e impreveduto bisogno del comodante, requisito necessario per richiedere la restituzione immediata della casa concessa in comodato, vieppiù quando il comodato sia stato stipulato, nell’ambito del procedimento di separazione personale tra coniugi, nell’interesse della prole.
(Tribunale di Ivrea, 15 settembre 2020)
Sulla nullità del patto di maggiorazione del canone locatizio
In tema di locazioni non abitative l’accordo integrativo concluso tra locatore e conduttore, a latere del contratto di locazione, volto a far ottenere al locatore un canone maggiorato rispetto a quello previsto nel contratto di locazione, deve ritenersi nullo per contrarietà a norme imperative ex art. 1418, comma 1, c.c. e 79, comma 1, L. n. 392/1978, in quanto volto ad eludere la normativa di natura tributaria che deve ormai ritenersi norma imperativa.
(Cassazione Civile, 13 ottobre 2020, n. 22126)
Sulla responsabilità civile conseguente ai danni riportati dai bambini all'interno di un parco giochi
In tema di danni da cose in custodia, segnatamente attrezzature di gioco per bambini, sussiste la responsabilità della PA tutte le volte che le normative Uni En 1176 e 1177 sulla sicurezza per le attrezzature di gioco riservate ai bambini non siano rispettate (nella specie, l'attività istruttoria ha evidenziato che alla base dei giochi dai quali era caduto il minore vi era una superficie di prato sintetico adatta a tenere indenni i bambini dalle cadute verificatesi dall'altezza massima di un metro; quindi, poiché il bambino era caduto da una panca ad un'altezza maggiore, il Comune avrebbe dovuto collocare sul posto un diverso materiale in grado di ammortizzare la caduta, materiale che non c'era).
(Cassazione Civile, 8 luglio 2020, n. 14166)
Il deposito presso l’autofficina è normalmente gratuito
Allorché il veicolo venga affidato ad un'officina al fine di effettuare alcune riparazioni, il contratto in oggetto va qualificato come di prestazione d'opera sulla base del fatto che il veicolo sia stato affidato all'officina per effettuare alcune riparazioni, e non per essere solo custodito, atteso che in tali casi la prestazione di deposito ha natura accessoria rispetto a quella principale di riparazione. Pertanto il meccanico e l’autofficina sono tenuti a custodire gratuitamente la vettura del cliente fino a quando la riparazione è stata effettuata, salvo possano provare un’espressa pattuizione di onerosità del deposito.
(Cassazione Civile, ordinanza 27 agosto 2020 n. 17918)
Risarcimento danni per inadempimento al contratto preliminare
Deve essere qualificata come penale la clausola di contenuto speculare per l'inadempimento dell'una o dell'altra parte che presuppone l'addebitabilità della risoluzione del preliminare e/o del recesso dal preliminare a carico di una parte per fatto addebitabile all'altra, regolando le sorti dei pagamenti effettuati dal promettente acquirente sino al momento del recesso o della risoluzione.
(Cassazione Civile, ordinanza 12 ottobre 2020, n. 21967)
L’automobilista è fermo al semaforo .. ma è al telefonino!
E’ legittima la sanzione comminata all’automobilista sorpreso ad utilizzare il telefonino, senza auricolare né vivavoce, mentre aveva fermato la macchina in attesa che scattasse il semaforo verde. Infatti, anche in caso di interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione, permane il divieto di usare far uso del cellulare.
(Cassazione Civile, ordinanza 23 ottobre 2020, n. 23331)
Feto nato morto e relazione affettiva potenziale tra tabelle milanesi e criterio equitativo
Nel caso di "feto nato morto" è ipotizzabile solo il venir meno di una relazione affettiva potenziale (che, cioè, avrebbe potuto instaurarsi, nella misura massima del rapporto genitore figlio, ma che è mancata per effetto del decesso anteriore alla nascita), rispetto alla quale non vi è una tabellazione espressa da parte del tribunale di Milano. Questo consente al giudice di merito di operare sulla base di un criterio equitativo.
(Cassazione Civile, 20 ottobre 2020, n. 22859)
Sulle molestie poste in essere dal conduttore
La condotta del conduttore è motivo di abuso di bene locato, se rinviene da atti molesti volti a recare danno agli altri abitanti dello stabile. E' oltremodo ravvisabile l'inadempimento contrattuale qualora, anche in assenza di modificazione di fatto dell'immobile o cambio della destinazione d'uso, l'utilizzo possa comunque pregiudicare il valore dell'immobile stesso, ciò in applicazione dell'art. 1587 c.c..
(Cassazione Civile, 20 ottobre 2020, n. 22860)
Sulle ragioni della revoca dell’amministratore di società di capitali
Le ragioni che integrano la giusta causa di revoca dell'amministratore di società di capitali, ai sensi dell'art. 2383, comma 3, c.c., devono essere specificamente enunciate nella delibera assembleare senza che sia possibile una successiva deduzione in sede giudiziaria di ragioni ulteriori.
(Cassazione Civile, 6 ottobre 2020, n. 21495)
Il diritto del figlio a conoscere le proprie origini biologiche ed il diritto all’anonimato della madre biologica
Fino a quando la madre naturale è in vita, il suo diritto all'anonimato di cui la stessa si è avvalsa al momento del parto deve essere massimamente tutelato, a meno che sia la stessa donna con la propria inequivocabile condotta ad aver manifestato la volontà di revocare nei fatti la scelta, a suo tempo presa. Nel periodo successivo alla sua morte, tuttavia, il bilanciamento dei valori di rango costituzionale che segue la richiesta di accertamento dello status di figlio naturale cambia e "l'esigenza di tutela dei diritti degli eredi e discendenti della donna che ha optato per l'anonimato non può che essere recessiva rispetto a quella del figlio che rivendica il proprio status". A stabilirlo è la Cassazione respingendo il ricorso della figlia di una donna defunta contro la decisione della Corte di appello che aveva accolto la richiesta di riconoscimento della maternità da parte di un terzo.
(Cassazione Civile, 22 settembre 2020, n. 19824)