Modalità di determinazione del compenso dell’architetto
In mancanza di pattuizione del compenso, l'onere probatorio del professionista (nel caso di specie, architetto) viene assolto mediante la prova delle opere eseguite, dovendosi procedere alla sua determinazione secondo i criteri fissati nell'art. 2233 c.c., ossia in base al valore finale delle opere.
(Cassazione Civile, ordinanza 23 settembre 2019, n. 23562)
Il diritto alla provvigione sorge se l’affare è conseguenza dell’intermediazione
Il diritto del mediatore alla provvigione sorge tutte le volte in cui la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'attività intermediatrice, pur non richiedendosi che, tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare, sussista un nesso eziologico diretto ed esclusivo, ed essendo, viceversa, sufficiente che, anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo, la "messa in relazione" delle stesse costituisca l'antecedente indispensabile per pervenire, attraverso fasi e vicende successive, alla conclusione del contratto.
(Cassazione civile, 26 agosto 2019, n. 21712)
Compensazione in caso di negato imbarco, cancellazione del volo o ritardo prolungato
L' art.8 §. 2 Regolamento (CE) n. 261/2004 che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato, deve essere interpretato nel senso che un passeggero che ha il diritto, a titolo della direttiva 90/314/CEE, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso», di rivolgersi al suo organizzatore di viaggi per ottenere il rimborso del suo biglietto aereo, non ha più la possibilità, di conseguenza, di chiedere il rimborso di tale biglietto al vettore aereo sulla base di detto regolamento, neanche qualora l'organizzatore di viaggi non sia economicamente in grado di effettuare il rimborso del biglietto e non abbia adottato alcuna misura per garantirlo.
(Corte di Giustizia UE, 10 luglio 2019, n. 163)
Interpretazione delle clausole contrattuali ambigue
Di fronte ad un complesso di clausole contrattuali ambiguo e polisenso in base ai criteri letterali o logico-sistematici, è corretto il ricorso del Giudice alla clausola cd. contra stipulatorem, essendo necessario tutelare l’affidamento in capo al contraente più debole in presenza di un esito interpretativo ambiguo delle clausole stesse.
(Cassazione Civile, 9 luglio 2019, n. 18394)
Decreto ingiuntivo per consegna di documenti bancari
L’utente bancario è pienamente legittimato a ricorrere al procedimento monitorio di cui agli artt. 633 e ss. c.p.c. al fine di ottenere la consegna di determinati documenti riferibili a diritti di credito, quali quelli previsti dall'art. 119 del D. Lgs n. 385/1993, posto che il diritto del cliente alla consegna dei documenti relativi al suo contratto ha natura di diritto soggettivo di rango primario e i costi di produzione sono dovuti alla banca solo a seguito della richiesta ex art. 119 T.U.B. del cliente, ma non nel caso in cui si è in presenza di un ordine giudiziale che va semplicemente adempiuto.
(Tribunale di Parma, 3 aprile 2019)
Responsabilità per perdita della cosa
In tema di leasing traslativo, la clausola contrattuale che pone a carico dell'utilizzatore il rischio per la perdita del bene oggetto del contratto non ha carattere vessatorio, poiché si limita a regolare la responsabilità per la perdita del bene in conformità della disciplina legale desumibile - in via analogica - dall'art. 1523 c.c. sulla vendita a rate con riserva della proprietà.
(Cassazione Civile, 23 maggio 2019, n. 13956)
Contratto per persona da nominare: electio amici anche in citazione
Nel contratto per persona da nominare, la comunicazione all'altro contraente della dichiarazione di nomina può essere fatta anche dal terzo nominato, ed in ogni caso può essere contenuta nell'atto di citazione che il terzo stesso abbia notificato all'altro contraente per l’esecuzione del contratto.
(Cassazione Civile, ordinanza 21 maggio 2019, n. 13686)
Per il collegamento negoziale non basta la contestualità dei contratti
Per affermare l’esistenza di un collegamento negoziale tra due contratti, è necessario accertare se essi vennero stipulati l’uno in funzione dell’altro, al fine di conseguire un risultato ulteriore e diverso da quello che la stipula isolata di ciascuno di essi avrebbe permesso alle parti.
(Cassazione Civile, ordinanza 28 maggio 2019, n. 14478)
Il collegamento fra contratto derivato e contratto di finanziamento
L’invalidità del contratto derivato può determinare anche quella del contratto di finanziamento, solo ove la parte istante dimostri la sussistenza di un collegamento negoziale tra gli stessi. Perché possa esserci un collegamento negoziale è necessaria la sussistenza di due requisiti: uno oggettivo, costituito dal nesso teleologico tra i negozi ed un altro soggettivo, costituito dal loro comune intento pratico.
(Tribunale di Napoli, 1 aprile 2019, n. 3494)
Rapporto di conto corrente tra estratti, altre prove documentali ed argomenti di prova
Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta esclusa la validità di talune pattuizioni relative agli interessi a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso la produzione in giudizio dei relativi estratti a partire dalla data della sua apertura; non trattandosi tuttavia di prova legale esclusiva, all'individuazione del saldo finale possono concorrere anche altre prove documentali, nonché gli argomenti di prova desunti dalla condotta processuale tenuta del medesimo correntista (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte d'appello, che aveva respinto integralmente la domanda della banca di condanna del correntista al pagamento del saldo passivo, in mancanza di un solo estratto conto relativo ad un periodo in cui il correntista aveva ammesso l'assenza di movimentazioni nel rapporto).
(Cassazione Civile, 4 aprile 2019, n. 9526)