“Immobili da costruire” ai sensi dell’art. 72 bis l.fall e facoltà del curatore
“Immobili da costruire” ai sensi dell’art. 72 bis l.fall. devono intendersi gli edifici per i quali sia stato richiesto il permesso di costruire e che siano ancora da edificare o la cui costruzione non risulti essere stata ultimata versando in stadio tale da non consentire ancora il rilascio del certificato di agibilità. La norma di cui all'art. 72 bis l.fall. costituisce ulteriore specificazione della norma di più ampio contenuto di cui all'ottavo comma dell’art. 72 l.fall., dovendo apprezzarsi la circostanza che, mentre quest’ultima si riferisce a tutti i preliminari di vendita trascritti, il disposto dell’art. 72 bis l.fall. viene ulteriormente a restringere il campo di applicazione, che risulta limitato a quelli soli fra questi che abbiano ad oggetto immobili ancora da edificare ovvero ancora in corso di costruzione e tali da non poter ottenere il rilascio del certificato di agibilità. Ne consegue che, essendosi in presenza di un rapporto a cascata di specialità fra primo comma dell’art. 72 l.fall., ottavo comma di tale medesima norma e art. 72 bis l.fall., abbia appunto a trovare applicazione, nel caso di preliminare trascritto avente ad oggetto immobili da costruire, tale ultima norma, in forza della quale compete al curatore la facoltà di sciogliersi dal preliminare.
(Tribunale di Padova, 30 maggio 2019, n. 1024)
Interpretazione delle clausole contrattuali ambigue
Di fronte ad un complesso di clausole contrattuali ambiguo e polisenso in base ai criteri letterali o logico-sistematici, è corretto il ricorso del Giudice alla clausola cd. contra stipulatorem, essendo necessario tutelare l’affidamento in capo al contraente più debole in presenza di un esito interpretativo ambiguo delle clausole stesse.
(Cassazione Civile, 9 luglio 2019, n. 18394)
Sull'abuso del diritto di impugnazione
La mera conoscenza della esistenza di contrastanti orientamenti di merito, alcuni espressione di una posizione contraria a quella fatta propria dell'impugnante, non è di per sé sufficiente a qualificare la proposizione dell'appello come abuso del mezzo di impugnazione, perché solo la vacuità e la vuota pretestuosità delle argomentazioni utilizzate potrebbero portare a tanto qualora si spingessero ai confini della mala fede: diversamente opinando, lo strumento dell'art. 96, comma 3, c.p.c., nato per contenere l'abuso degli strumenti processuali di per sé leciti, verrebbe adattato all'uso distorto di dissuadere ogni tentativo di sovvertire, a mezzo della impugnazione, un precedente orientamento giurisprudenziale.
(Cassazione Civile, 12 luglio 2019, n. 18745)
Colposa la condotta del pedone che attraversa la strada parlando al cellulare
È colposa la condotta del pedone che, rincorrendo l’autobus, ha attraversato la strada in maniera repentina, parlando al telefono e senza guardare se stessero sopraggiungendo contemporaneamente altri veicoli, senza osservare né le regole sulla circolazione stradale né quelle di comune prudenza (nella specie il Tribunale ha addebitato al pedone l’80% della colpa).
(Tribunale di Trieste, 7 giugno 2019, n. 380)
Un solo inadempimento non basta per provare lo stato di insolvenza
Lo stato d’insolvenza di un imprenditore commerciale, quale presupposto per la dichiarazione di fallimento, si realizza in presenza di una situazione di impotenza strutturale, e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, a seguito di venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa attività.
(Cassazione Civile, 10 giugno 2019, ordinanza n. 15572)
Rimborso del finanziamento soci in violazione della postergazione: è bancarotta
Può integrare l'ipotesi di bancarotta per distrazione la condotta dell'amministratore di una società, che, quale socio creditore della stessa, recuperi, in periodo di dissesto, finanziamenti da lui in precedenza concessi. La disciplina della postergazione non individua un diverso grado del credito restitutorio ma rende inesigibile la pretesa alla restituzione, proprio perché il legislatore, espressamente, intende che le somme erogate debbano essere vincolate al perseguimento dell'oggetto sociale e non possano essere restituite se non quando, ormai soddisfatti tutti i creditori, viene meno la stessa esigenza di garanzia delle loro ragioni.
(Cassazione Civile, 12 giugno 2019, n. 26041)
Bene fa la società a rifiutare al socio il rimborso del finanziamento in presenza di una situazione di difficoltà economico-finanziaria
La postergazione disposta dall’art. 2467 c.c. opera già durante la vita della società e non solo nel momento in cui si apra un concorso formale con gli altri creditori sociali, integrando una condizione di inesigibilità legale e temporanea del diritto del socio alla restituzione del finanziamento, sino a quando non sia superata la situazione prevista dalla norma.
La società è tenuta a rifiutare al socio il rimborso del finanziamento, in presenza della situazione di difficoltà economico-finanziaria indicata dalla legge, ove sussistente sia al momento della concessione del finanziamento, sia al momento della richiesta di rimborso, che è compito dell’organo gestorio riscontrare mediante la previa adozione di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società.
(Cassazione Civile, 15 maggio 2019, n. 12994)
Richiesta 119 T.U.B. del fideiussore
Il fideiussore, destinatario di una richiesta di pagamento da parte della banca, ha diritto di ottenere la consegna della documentazione bancaria per esaminare la fondatezza delle ragioni di credito, poiché può opporre al creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale (art. 1945 c.c.).
(Tribunale di La Spezia, 30 maggio 2019)
Liquidazione dei danni patrimoniali subiti da un avvocato a seguito di un sinistro
Ai fini della liquidazione del danno patrimoniale futuro da perdita di capacità lavorativa specifica, devono essere utilizzati come parametri da un lato, la retribuzione media dell'intera vita lavorativa della categoria di pertinenza, desunta da parametri di rilievo normativo o altrimenti stimata in via equitativa, e, dall'altro, coefficienti di capitalizzazione aggiornati e scientificamente corretti, quali, ad esempio, quelli approvati con provvedimenti normativi per la capitalizzazione delle rendite previdenziali o assistenziali oppure quelli elaborati specificamente nella materia del danno aquiliano (nella specie, relativa ai danni patrimoniali subiti da un avvocato a seguito di un sinistro, la Corte ha considerato prevedibile il progressivo incremento reddituale che, notoriamente, caratterizza tale attività).
(Cassazione civile, 25 giugno 2019, n. 16913)
Riduzione del canone proporzionale alla riduzione del godimento
Qualora l’immobile locato si trovi, a prescindere dalla colpa del locatore, in condizioni tali da non consentire il normale godimento del bene in ordine alla sua destinazione contrattuale, il conduttore convenuto in giudizio per il pagamento dell’intero canone, se non può validamente opporre l’eccezione di inadempimento, può tuttavia ottenere una riduzione del canone, proporzionale alla riduzione dell’utilità che il conduttore consegue in ragione dei limiti sussistenti al pieno godimento del bene.
(Tribunale di Roma, 1 luglio 2019, n. 13216)