Conseguenze del ritardo con il quale l’erede onerato da esecuzione all'obbligazione modale contenuta nel testamento
L’accertato ritardo dell’erede nell'adempimento dell’obbligazione modale contenuta nel testamento, avente a oggetto una prestazione di fare infungibile (l’istituzione di un centro studi in memoria del defunto), è suscettibile di coercizione indiretta ai sensi dell’art. 614-bis c.p.c.; mentre, per effetto del pur ritardato adempimento, non è possibile esperire, nei confronti del medesimo erede, l’azione ordinaria di risarcimento del danno non patrimoniale da lesione della memoria del defunto.
(Cassazione civile, 3 giugno 2019, n. 15110)
Accertamento della paternità
L'accertamento immuno-ematologico per l'accertamento della paternità non è subordinato alla prova dell'esistenza di una relazione, e il rifiuto ingiustificato a sottoporvisi, ai sensi dell'art. 116 c.p.c., è suscettibile di essere valutato come ammissione.
(Cassazione civile, 14 giugno 2019, n. 16128)
Crediti litigiosi tra fenomeno successorio e tacita rinuncia del credito
Anche in conseguenza della obbligatoria cancellazione dal registro delle imprese, ai sensi dell’art. 118, n. 4, l.fall., a seguito di chiusura del fallimento per insufficienza dell’attivo, si determina l’estinzione della società ed un fenomeno di tipo successorio, in forza del quale i rapporti obbligatori (ed i conseguenti crediti) facenti capo all’ente, ma che non siano stati realizzati dal curatore fallimentare, si trasferiscono ai soci in regime di contitolarità o comunione indivisa, salvo che il mancato espletamento del recupero giudiziale consenta di ritenere che la società vi abbia rinunciato, a favore di una più rapida conclusione del procedimento liquidatorio. Ove il credito litigioso pendente non sia stato portato, o dai soci o dagli amministratori o dai liquidatori, a conoscenza del curatore del fallimento, il quale non lo abbia perciò incluso tra le voci dell’attivo da realizzare, si deve legittimamente ritenere che esso ab origine sia stato tacitamente rinunciato dalla società e quindi non possa formare oggetto di recupero giudiziale in forza della legittimazione successoria dei soci a seguito della estinzione della società fallita.
(Cassazione Civile, 22 maggio 2019, ordinanza n. 13291)
Rimborso del finanziamento soci e competenza
I rapporti tra società e soci disciplinati dall'art. 2467 c.c., ivi compresa la richiesta di rimborso del finanziamento effettuato dal socio in favore dell’ente, rientrano nel concetto di rapporti societari di cui all'art. 3, comma 2, lett. a) d.lgs. n. 168/2003, in relazione ai quali sussiste la competenza delle Sezioni Specializzate.
(Cassazione Civile, 28 maggio 2019, n. 14668)
Nudo proprietario delle partecipazioni: si al diritto di informativa
Il diritto di informativa sulla gestione sociale e l'ulteriore diritto di impugnare la delibera assembleare trovano piena attuazione indipendentemente dalla partecipazione all'assemblea, essendo attribuito al socio sia il diritto di informazione e consultazione di cui all'art. 2476, comma II, c.c. sia, in ipotesi, il diritto di impugnazione della delibera.
(Tribunale di Firenze, 27 aprile 2019)
Diritti dei nonni in caso di adozione della nipote
Il mancato esame in giudizio della domanda di un nonno di conservare i rapporti con la nipote successivamente alla pronuncia dell'adozione della nipote stessa, integra una violazione del diritto alla vita familiare di cui all'art. 8 CEDU (Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo).
(Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, 7 marzo 2019, n. 38201)
Eredità devoluta al minorenne
L'art. 489 c.c., non attribuisce al minore, il cui legale rappresentante non abbia rinunciato a suo nome all'eredità, il diritto di rinunciarvi al compimento della maggiore età, ma soltanto la facoltà di redigere l'inventario nel termine di un anno dal compimento della maggiore età, in guisa da garantire la sua responsabilità intra vires hereditatis.
(Cassazione civile, 5 giugno 2019, n. 15267)
Responsabilità del giudice: la decisione del giudice è sindacabile solo se è frutto di negligenza inescusabile e sconfina in un provvedimento abnorme
Il giudice non viola la legge per errore inescusabile e attività interpretativa insindacabile nel momento in cui si discosta da un precedente, sia esso della Consulta o della Cassazione. Queste pronunce non sono fonti di diritto e come tali non vincolano il giudice. Nel momento in cui si discosta, però, deve fornire una motivazione adeguata e logica. Egli è sindacabile solo se la sua decisione, frutto di negligenza inescusabile, sconfina in un provvedimento abnorme. In ogni caso la mancanza di motivazione non comporta automaticamente la responsabilità del giudice se è possibile comunque comprendere la sua scelta interpretativa.
(Cassazione Civile, Sezioni Unite, 03 maggio 2019 n. 11747)
Contratto per persona da nominare: electio amici anche in citazione
Nel contratto per persona da nominare, la comunicazione all'altro contraente della dichiarazione di nomina può essere fatta anche dal terzo nominato, ed in ogni caso può essere contenuta nell'atto di citazione che il terzo stesso abbia notificato all'altro contraente per l’esecuzione del contratto.
(Cassazione Civile, ordinanza 21 maggio 2019, n. 13686)
Per il collegamento negoziale non basta la contestualità dei contratti
Per affermare l’esistenza di un collegamento negoziale tra due contratti, è necessario accertare se essi vennero stipulati l’uno in funzione dell’altro, al fine di conseguire un risultato ulteriore e diverso da quello che la stipula isolata di ciascuno di essi avrebbe permesso alle parti.
(Cassazione Civile, ordinanza 28 maggio 2019, n. 14478)